Viterbo CRONACA Egli non è il Dio che divorzia dai peccatori. Non rompe il patto di Alleanza col suo popolo nonostante tutte le nostre infedeltà ed i nostri adulteri
di Giuseppe Bracchi
Papa Francesco
La sorpresa di papa Francesco: un Giubileo straordinario sotto il segno della misericordia.
Un evento, che non a caso inizierà nella solennità dell’Immacolata Concezione di quest’anno e si concluderà il 20 novembre dell’anno 2016.
Perché un Giubileo che abbia al centro il volto misericordioso di Dio? E’ il segno dei tempi. Sono le vicende oscure e martoriate della storia dei nostri giorni a dettarne l’urgenza. Dio non abbandona le sue creature. Egli non è quel Deus absconditus che ritrae la mano dopo aver indicato la strada della salvezza agli uomini, lasciando che sia solo l’acribia della legge a forgiare le anime.
Egli non è il Dio che divorzia dai peccatori. Non rompe il patto di Alleanza col suo popolo nonostante tutte le nostre infedeltà ed i nostri adulteri. Ci insegue, ci bracca in ogni strada, in ogni vicolo, ci parla nelle pieghe più nascoste e più recondite dell’anima, lascia ai nostri palati di raffinati intellettuali il cibo dei porci o la libertà di sporcarsi nella melma di un effimera libertà, per poi uccidere il vitello grasso quando ci scorge affaticati e pentiti, stanchi e sconfitti, ritornare a Lui,.
Si, Dio ci insegue, come ricorda Pietro Spina, il personaggio Siloniano de Il Seme sotto la neve: “Correndo dietro speranze intraviste, Precipitando/ Mi lanciai a capofitto nelle tenebre/ Della paurosa morte Mentre l’ombra di Lui Mi seguiva/ Mentre il passo di Lui mi incalzava/ Inesorabilmente”.
Possiamo scappare. Possiamo bestemmiare. Possiamo ribellarci, imprecare, scongiurare che ci lasci in pace, che ci lasci vivere nelle nostre incrollabili certezze e sicurezze di piccoli uomini, altrettanto intessute di piccoli poteri e di una furbesca supponenza, facili tuttavia a crollare difronte alle prove più grandi e più sofferte della storia.
E questo perché l’uomo è quella creatura che Dio ha voluto per sé stesso e pertanto il nostro cuore, come ci ricorda Sant’Agostino, mai troverà riposo se non in Lui. Ma è anche un Dio profondamente rispettoso della nostra libertà, tanto rispettoso che perfino per incarnarsi e portare a compimento l’opera di salvezza, chiese deliberatamente il fiat di quella donna, Maria, oggi nostra Madre e Madre della Chiesa. Ed ora per dirla con Paul Claudel de l’Evangele D’Isaie “si mette nudo tra le nostre braccia”.
Questo è il volto misericordioso di Dio, che tutti chiama, tutti rispetta, tutti attende.
Giuseppe Bracchi






















