Mauro Galeotti

La carrozza appartenuta al Comune, restaurata nel 1997, era conservata al di là delle due colonne della Sala della Madonna della Quercia nel Palazzo dei priori.

Per anni era rimasta abbandonata e dimenticata, lo ricordo bene perché l’ho vista rivoltata su un lato, nel magazzino-garage del Comune, in Via della Pescheria, a destra di chi guarda la Chiesa di santa Maria della Salute.

Agli inizi del secolo scorso era custodita, assieme ad altre due berline, nella sconsacrata Chiesa di sant’Agostino, che veniva impiegata in quel tempo come magazzino dei cereali.

Due manifesti, degli oltre 200 esposti, insieme a guide ed oggetti simbolo, alla mostra “Visitate l’Italia!

Promozione e pubblicità turistica 1900-1950” allestita a Torino (Sala del Senato di Palazzo Madama fino al 15 agosto 2025) sono dedicati alle Terme di Viterbo intorno alla metà degli anni Trenta, quando si completarono consistenti lavori di ristrutturazione dei vecchi impianti termali da parte dell’Opera Nazionale Dopolavoro (OND), tra cui la realizzazione della grande piscina, tuttora esistente a Terme dei Papi.

Mi scrive questa memoria il mio amico Fabio Ernesti e la pubblico sempre molto volentieri perché ne resti la memoria. Fabio grazie.
Caro Mauro,
l'amico Giorgio Baroncelli, che risiede nei paraggi, mi comunica che a breve chiuderà definitivamente lo Spaccio di Pian di Legname.
 
Questa attività ha senz'altro più di un secolo.

Storia della Fontana della Rocca a Viterbo

Mauro Galeotti

Stampa del 1850 c. La fontana di Viterbo. Acquaforte di L. Gaucherel da A. Verdier, a sinistra una rocca inventata e a destra non è stata raffigurata Porta santa Lucia, poi demolita per essere sostituita da Porta Fiorentina

Cesare Pinzi dice che già nel secolo XV esisteva, pressappoco nello stesso sito, una fontana, infatti, l’8 Agosto 1449 si ha notizia di un restauro, eseguito da mastro muratore Nicola Stroncaporri, dietro compenso di venti ducati d’oro, alla Fontana di san Pietro alla Rocca e rifacimento di una vasca «sette piedi in longo e in largheza di debita proportione corrispondente a la largheza, la quale debia avere uno archo sopra le canelle, [...] Et che la dicta fonte abia doy [due] canelle a le quali deve fare dui teste di lioni».

Vincenzo Ceniti

Nella foto, la piroga di Capodimonte

Lunga sei metri, età tremila anni, scavata nel tronco di un faggio. 

E’ la piroga del’Età del bronzo rivenuta nel 1989 nelle acque del lago di Bolsena a largo del’isola Bisentina dal sub Massimiliano Bellacima che oggi si fa vedere e fotografare nel Museo della Navigazione e delle Acque interne di Capodimonte.

La lunetta affresco a sinistra dell'ingresso al Chiostro del Convento di santa Maria del Paradiso
Mauro Galeotti
 
Voglio correggere un errore, forse tra altri che sicuramente avrò commesso, sul mio libro "L'illustrissima Città di Viterbo" del 2002.
In quel tempo ho scritto in merito alla storia della Chiesa di santa Maria del Paradiso di Viterbo:
"La facciata della chiesa in peperino è a timpano, sopra al portone d’ingresso della chiesa, è una lunetta ove erano raffigurati la Madonna col Bambino ed angeli tra i santi Girolamo e Francesco inginocchiati tra angeli e cherubini, dal 1912 è conservato al Museo civico.

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di Mauro Galeotti

 

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