Mi scrive questa memoria il mio amico Fabio Ernesti e la pubblico sempre molto volentieri perché ne resti la memoria. Fabio grazie.

Caro Mauro,
l'amico Giorgio Baroncelli, che risiede nei paraggi, mi comunica che a breve chiuderà definitivamente lo Spaccio di Pian di Legname.
Questa attività ha senz'altro più di un secolo.
Agli inizi anni '50, nel corso della mia terza infanzia, era meta di passeggiate estive che con lo zio Sabatino svolgevamo nei dintorni di San Martino al Cimino.
La privativa di sale e tabacchi era un punto di riferimento degli abitanti dei casali limitrofi.
In un ampio locale era collocato il bancone di vendita e quattro o cinque tavoli con annesse sedie di scarcia (impagliate) e rigorosamente sfondate.
I tabacchi in vendita erano sigarette Alfa e Nazionali e sigari toscani, naturalmente sfusi.
Anche il sale veniva venduto sfuso, così lo zucchero, il riso e la pasta, due formati: spaghetti e rigatoni.
Potevi trovare i fiammiferi, i lacci di cuoio (stringhe) per gli scarponi chiodati, il pepe, le lamette da barba, le candele, la pietra pomice per affilare e i chiodi.
Appesi sopra il banco un paio di baccalà salati e tre o quattro aringhe.
Dal soffitto pendevano un paio di rotoli di carta moschicida che venivano cambiati quando erano neri per le prede catturate.
Sulla porta d'ingresso c'era una tenda antimosche, realizzata con i tappetti a corona delle bibite.
All'esterno era collocata la buchetta per la posta, prelevata settimanalmente dal postino Viscardo che arrivava in bicicletta da Viterbo.
In inverno gli avventori, quando non potevano svolgere i lavori nei campi, nel tardo pomeriggio si riunivano per giocare a carte e bere una fojetta.
Quando in estate raggiungevamo lo Spaccio , seduto in un tavolo all'aperto, finalmente potevo dissetarmi con un chinotto e mangiare la colazione che mi ero portato, pane e prosciutto o pane e frittata.
Lo zio Sabatino sorseggiava la sua birra e con la sua voce pacata rispondeva esaurientemente alle domande che gli rivolgevo.
Mi raccontava quando a Roma era andato al circo di Buffalo Bill, quando aveva visto costruire il palazzo di Giustizia e quando aveva assistito alla inaugurazione del monumento di Giordano Bruno.
E quella sua voce mi ha accompagnato nel corso della vita insieme ai precetti di rettitudine che mi ha impartito e ai quali ho fatto riferimento durante la mia esistenza.
Con la chiusura dello Spaccio, resta il ricordo ai pochi superstiti che ebbero la fortuna di frequentarlo.
Ti abbraccio in amicizia.
Fabio






















