Viterbo CRONACA BACCAIONA Le donne son venute in eccellenza in ciascun arte ove hanno posto cura
di Baccaione

LA FESTA DELLA DONNA - L’otto marzo è stata la giornata dedicata alle donne: “La festa della donna” come abitualmente viene chiamata questa giornata. Complimenti a Lutor per le belle parole che ha saputo trovare per esprimere i suoi pensieri al riguardo. Condividiamo: alle donne bisogna fare la festa. E’ giusto: unicuique suum.
ARIOSTO INSEGNA – “Le donne son venute in eccellenza in ciascun arte ove hanno posto cura”. E come può essere altrimenti: solo un eminente figura come l’Ariosto poteva riassumere mirabilmente in una sola frase tutto l’esprit de finesse proprio delle donne. Peccato che alcune si diano da fare per sostituire “eccellenza” con “eccedenza”: pazienza, non si può avere tutto.
BARBARA PALOMBELLI DA’ ESEMPIO – Di questo eccellere Barbara Palombelli dà esempio: non solo ha moltiplicato le sue apparizioni in televisione come opinionista in questa ed in quella trasmissione, ma è anche diventata conduttrice di “Forum”, una trasmissione molto seguita.
Qualche anno fa se chiedevate chi fosse Barbara Palombelli vi sareste sentiti rispondere che era la moglie di Francesco Rutelli, oggi se provate a chiedere chi è Francesco Rutelli vi diranno che è il marito di Barbara Palombelli.
SPERANZE PERDUTE? – Per chiudere sulle donne ci chiediamo: Andando avanti di questo passo ce la lasceranno qualche quota azzurra…?
ITALIA: REPUBBLICA CRATOCRATICA - E che vor di’ ? ci domanderete … e noi Vi risponderemo: Vor di’ che è ‘na Repubblica dove commanna er più forte … dove è diritto ciò che viene comandato … dove “la Verità se capita in mano a la Giustizia nun se sa più da quale parte stà”, come dice Titta Marini.
Non ci meraviglieremmo se il novello LoRenzi il Magnifico, nel riformare la costituzione, formulasse l’art. 1 nel modo seguente: “L’Italia è una Repubblica cratocratica dove chi commanda fa legge”, che poi non si discosta dall’attuale teorizzazione, solo che è detta in maniera più diretta.
STIAMO DANDO SCANDALO – La stampa locale ha dato evidenza all’indecenza che ha trovato cittadinanza all’ingresso del Liceo Classico “Mariano Buratti” di Viterbo, in via Tommaso Carletti. All’ingresso di una scuola, di un luogo destinato alla istruzione, alla educazione, alla formazione dei giovani.
Naturalmente ci sarà anche in questo caso un “ma” per giustificare questa ennesima malefatta … c’è sempre un “ma” in questi casi … Ma andiamo a spiegarlo a quei ragazzi che vanno a scuola in quel liceo … e che sono, poi, i nostri figli …andiamo a spiegarlo a loro. Bell’esempio! Non c’è che dire. Meno chiacchiere e più fatti: Stiamo dando scandalo.
TUTORS – OGNI PROMESSA E’ DEBITO – Avevamo promesso di dare, in questa sede, la soluzione al problemino che avevamo posto per dimostrare che i soldi spesi per i tutors erano soldi buttati. Ecco a Voi, cari concittadini, la soluzione promessa.
Il problema posto era il seguente: abbiamo supposto che uno di questi marchingegni fosse stato posto su un tratto di strada, lungo due chilometri, sul quale non fosse stato possibile superare la velocità media di 60 chilometri orari.
Questi due chilometri, cioè, non potevano essere percorsi ad una velocità media superiore ai 60 chilometri orari senza incorrere nell’ infrazione teorizzata. Se, invece, la velocità media tenuta fosse risultata inferiore l’utente avrebbe tenuto una velocità di guida nei limiti della norma. La velocità media rilevata dal tutor avrebbe rivelato se un utente della strada aveva superato la velocità consentita o meno. Ma quella “velocità media” non ci convinceva.
Abbiamo supposto allora che un utente avesse compiuto il primo dei suddetti due chilometri alla velocità media di 30 chilometri orari e ci siamo chiesti quale sarebbe stata la velocità massima che avrebbe potuto tenere nel percorrere il secondo chilometro per rimanere nella media prescritta e cioè per non superare i 60 chilometri di media generale e rimanere nei limiti del consentito.
Il problema è stato posto in modo da trarre in inganno: la risposta immediata che veniva da dare era che il secondo chilometro andava percorso alla velocità di 90 chilometri orari, in modo da recuperare il ritardo accumulato durante il primo chilometro: 30 + 90 = 120 : 2 = 60. Spiacenti ma non è così.
La velocità media, infatti, è data dal tempo impiegato per percorre un spazio determinato, o meglio rapportando il tempo impiegato per percorrere un determinato spazio. Orbene, chiamando VM la velocità media, S lo spazio percorso e T il tempo impiegato, avremo VM = S/T. Tenendo presente ciò possiamo affermare che la velocità media di 60 km orari si ha quando in un’ ora si compiono 60 km, ma per percorrere 60 km in un’ora alla media di 60 km orari significa che per percorrere un km occorre un minuto, per percorrer due km occorrono due minuti, per percorrere 3 km occorrono tre minuti … e così via.
Orbene per percorrere due km alla velocità media di 60 km orari il nostro utente avrà bisogno di due minuti di tempo; ma se compie il primo km a 30 km di media avrà bisogno ugualmente di due minuti, perché dimezzando la velocità raddoppierà il tempo occorrente: ed ecco che il nostro utente non avrà più tempo per percorrer il secondo km perché i due minuti li ha impiegati tutti per percorrere il primo km. Di fatto potrà tenere nel secondo km anche una velocità infinita senza superare la media di 60 km orari.
Ma non sta scritto da nessuna parte che gli incidenti nel secondo km non accadono.
E il tutor? Il tutor non potrà che rilevare e rivelare che il nostro utente, pur potendosi atteggiare a Nuvolari nel percorrere il secondo km, non ha superato la velocità media stabilita.
E se capita un incidente? Secondo il tutor “Il fatto non sussiste” e la vittima, sempre secondo il tutor, neanche i danni potrà chiedere. L’idea è resa.
Baccaione
Una delle risposte dei nostri lettori.
Sono valide tre risposte:
Risposta teorica = velocità infinita
Risposta pratica = la massima alla quale l'auto può arrivare, compatibilmente con le condizioni della strada e con l'abililità del guidatore
Risposta legale = 60 km/h, come la massima velocità consentita in assoluto in quel tratto stradale (coincide con la velocità media prevista dal tutor)






















