Viterbo CRONACA Questa lettera arricchisce il racconto perché rende esplicite alcune considerazioni che erano rimaste sottintese
Questa settimana, invece di raccontare una nuova storia, riporterò, con il permesso del Direttore, una lettera che una gentile lettrice mi ha inviato per commentare il mio racconto della settimana scorsa (Mimma la dolce).
Questa lettera arricchisce il racconto perché rende esplicite alcune considerazioni che erano rimaste sottintese e ne aggiunge altre e nuove, molto interessanti per approfondire l’argomento.
Mi fa piacere pensare che qualcuno apprezzi i miei scritti, che sono, è vero, semplici racconti di evasione, ma contengono anche considerazioni di carattere sociale che vorrebbero contribuire a migliorare questa nostra società svegliandola dal torpore edonistico e conformistico.
Sono uno che parla nel deserto? e pure sottovoce? E’ probabile. Sono un illuso? Altrettanto probabile. Però intendo continuare.
Ecco dunque la lettera.
* * *
Gentile signor Agostino, Mimma la dolce è proprio una simpatica furbetta!
Non credo che sia rimasta single perché i suoi fidanzati l’hanno sempre mollata, ma penso abbia capito che gli uomini apparentemente decisi scartano le donne intelligenti perché desiderano essere eroi da ammirare e non vogliono sentirsi giudicati da chi, vivendo al loro fianco, può rilevare anche le défaillances.
Quelli che restano, conquistano le donne come Mimma mostrando di apprezzare l’intelligenza, l’efficienza e l’autonomia femminile, ma poi, appena stabilito il dominio affettivo, si danno da fare per trasformarle in obbedienti vestali. La gonna si deve allungare, via gli orecchini troppo vistosi, al bando le amicizie maschili o le cene di lavoro e… basta fare le “professoresse”!
Mimma ha scelto l’unico modo possibile, per una donna, di rimanere se stessa e di avere storie sentimentali che non degradino nella delusione. D’altronde, oggi sono gli uomini che si vogliono accasare per forza e non si vanno quasi mai a cercare il loro corrispettivo femminile: quelle asfissianti e insicure donnine che si sentono realizzate e protette solo dopo aver catturato un marito.
Molte donne pensano che ci si vorrebbe più bene e più a lungo se ognuno vivesse a casa sua.
Le viterbesi, anche giovani, non fanno testo. Lo stagnante provincialismo che impedisce lo sviluppo economico, influisce anche sulla mentalità delle famiglie, che continuano a crescere le figlie con l’unico obiettivo di vederle sposate “bene”. Non ci sono spazi per le single. Una ragazza senza fidanzato viene considerata dalle altre una “sfigata” o, se è bella, una concorrente pericolosa.
Naturalmente, esistono anche coppie equilibrate, che rinnovano l’innamoramento grazie al reciproco rispetto, che permette di continuare a crescere anche individualmente, e alla voglia di essere gentili e generosi l’uno con l’altro.
Qualcuna si incontra nella vita reale, la maggioranza nei film.
(Lettera firmata)
* * *
Potevo non apprezzare queste sagge considerazioni?
Sono apprezzabilissime! Anzi mi è sembrato opportuno renderle note anche a che legge i miei scritti con qualche interesse.
Se la stessa cortese lettrice mi onorerà con nuove lettere e se altre lettrici e lettori ne seguiranno l’esempio, sarà mia cura proporre alla Direzione la pubblicazione di queste lettere insieme ad un mio breve commento.
Potrebbe essere una specie di conversazione a distanza, costruttiva e garbata, forse pure divertente, che comporterà anche la manifestazione di dissensi. Sono ovviamente aperto alle critiche, purché serie, sincere e finalizzate a migliorarci.
Agostino G. Pasquali






















