Viterbo CRONACA Affermazione, questa del ministro, che affonda le radici nella realtà scolastica europea

A quanto pare, secondo il ministro del Welfare Poletti, i giovani studenti italiani godono ormai da troppo tempo di un periodo di vacanze estive superfluo, che dovrebbe essere ridotto o meglio gestito.
"Non c'è un obbligo di fare tre mesi di vacanza. Magari un mese potrebbe essere passato a fare formazione".
Affermazione, questa del ministro, che affonda le radici nella realtà scolastica europea, ben diversa da quella del nostro caro stivalo, forse rimasto troppo indietro.
Siamo infatti tra i pochissimi Paesi a "concedere" così tanto riposo ai nostri studenti, con noi vi sono Lituania, Turchia e Lettonia.
Molto diverso è invece il contesto di molti altri Paesi europei. Inghilterra, Austria, Francia e anche Germania, sono solo alcuni esempi di nazioni che possiedono una coordinazione scolastica ben differente dalla nostra, gestita a livello locale, anziché dal solo Ministero.
Più libertà decisionali per presidi e insegnanti insomma, unici soggetti in grado di analizzare le problematiche e le necessità presenti nel loro territorio.
Le dichiarazioni di Poletti, anche se munite di dati reali ed esempi d'eccellenza su come sfruttare o meglio suddividere queste vacanze, non hanno mancato di scatenare l'indignazione dei social network da parte delle varie associazioni studentesche che chiedono a gran voce al ministro di tornare con i piedi per terra.
Una cosa però è sicuramente chiara a tutte le parti: la scuola, così come è gestita, non và e andrebbe riformata drasticamente, magari dando reali poteri agli organi locali.
Diego Galli






















