Viterbo CRONACA Era un amico, un coetaneo, un lavoratore, un padre che nella vita, come tanti di noi, aveva un solo scopo: lavoro e famiglia

 

Siamo ormai prossimi alle festività di Pasqua, una delle feste più importanti e più sentite dalla comunità cristiana. In questa settimana santa, la settimana che nella nostra memoria precede ed accompagna il sacrificio di Cristo sulla Croce, vorrei dedicare un pensiero ad un amico che non c’è più: Fabrizio De Santis.

Era un amico, un coetaneo, un lavoratore, un padre che nella vita, come tanti di noi, aveva un solo scopo: lavoro e famiglia. Un destino atroce, un male altrettanto atroce contro il quale ha pure lottato eroicamente e senza nulla tralasciare alla speranza, lo hanno stroncato, lasciando così un vuoto incolmabile in chi lo aveva amato e conosciuto, primi fra tutti la sua amata sposa, Enrica ed i suoi tre figli Giulia, Francesca e Gabriele.

Se n’è andato Fabrizio, silenziosamente ed in punta di piedi così come aveva vissuto, umile tra gli umili, sempre pronto come infermiere presso il vecchio ospedale Falisco a prestare la sua opera verso i sofferenti.

Che dire ora? Quanto possono contare o valere le parole di fronte alla dipartita di un amico? Poco o niente. L’impotenza che ci sovrasta di fonte alla tragicità della morte, come evento umano e naturale, ci impongono il silenzio e la preghiera.

Ma ora che sappiamo che Fabrizio è in cielo ed in cielo gode della visione di quel Gesù che in questa settimana Santa torna ad immolarsi per tutti noi nonostante le nostre infedeltà e le nostre mancanze, di fronte alla morte di un amico, desidero soprattutto che il mio pensiero vada ai suoi cari ed in modo particolare a quella splendida ragazza che è Giulia.

Carissima Giulia, questo grande palcoscenico che è la vita ci ha tolto un attore importante: tuo padre. Ma stai certa che come ogni attore, lui ha sempre saputo interpretare da par suo la difficile arte della vita. Lo ha fatto come sapeva fare lui, con dedizione ed amore verso i suoi cari e verso tutti coloro che conosceva o che incontrava per motivi umani e professionali.

Sii fiera di lui. Portane il ricordo e conservane l’amore come solo una figlia può e sa fare nei confronti di un padre che, suo malgrado l’ha lasciata prematuramente sulla difficile strade del mondo e della vita. In tanti amici troverai sostegno ed una parola di confronto.

Altro non so dirti, se non affidare te ed i tuoi cari al conforto ed alla protezione di Colui che la prossima domenica, con la Sua Resurrezione avrà vinto la morte e di fronte al quale Fabrizio ora vive la vita eterna e la pace dei giusti.

Giuseppe Bracchi

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