Viterbo CRONACA Chi vivrà, vedrà. Intanto, ci affidiamo a Colui che tutto sa e tutto vede
di Giuseppe Bracchi

Milano: spari in Tribunale. Bilancio: tre morti e due feriti.
Ora, ne siamo certi, saremo tempestati dalla retorica d’occasione e sulle varie reti televisive e sui quotidiani assisteremo ai vari processi del lunedì, del martedì, del mercoledì e via discorrendo.
Ma, ne siamo altrettanto certi, resterà, forse, senza risposta le domande, a mio avviso, fondamentali.
Per esempio: come ha fatto una persona armata ad entrare in tutta tranquillità ed indisturbato nel Palazzo di Giustizia di Milano, armato di tutto punto e con un falso tesserino?
Se una persona è in grado di seminare la morte ed il panico in un luogo dove solitamente si amministra la Giustizia, ovvero in un luogo dove le lancette della sicurezza e della sorveglianza dovrebbero (il condizionale purtroppo è d’obbligo) essere sempre posizionate sulla soglia massima dell’attenzione, cosa accadrà di qui all’8 dicembre prossimo e per tutto il 2016, quando l’Italia sarà l’ombelico del mondo in vista del prossimo Giubileo della cristianità?
Meditiamo, amici, meditiamo… soprattutto mentre questo Governo non sembrerebbe avere in animo o nelle sue priorità, un rafforzamento dei corpi di Polizia o della difesa in generale.
Nel frattempo dalle parti del PD, per un… Lupi che ha perso il pelo lisciato dalla smania di protagonismo e di giustizialismo italiota e beota, nel PD si preannuncia invece il Tempo delle… Mele, ovvero di quel Cosimo che pur con trascorsi poco trasparenti, (festini con droga e puttane), continua a saltellare da un partito all’altro (ex Udc, ex Ncd) a caccia di poltrone. Ed ora, infatti, è stato accolto a braccia aperte dal PD.
Meraviglia delle meraviglie? Assolutamente no. Come scriveva George Orwell nell’omonimo romanzo, nella Fattoria degli animali, ci sono quadrupedi più uguali degli altri. E guarda caso, questi privilegiati erano proprio dei porci.
Restando in tema di cultura della morte o di doppia morale, mi permetto timidamente di consigliare al pubblico dei lettori un volumetto scritto da Lorenza Perfori: “La 194 ha fallito. Perché la legge sull’aborto non ha conseguito nemmeno uno dei suoi obiettivi” (Fede & Cultura, pp. 77. Euro 8,00).
L’autrice, nata a Mombaroccio nel 1967, dopo una seria malattia scoperta nel 1996, successivamente sconfitta, inizia un periodo di precariato sul lavoro che però non le impedisce di svolgere il suo ruolo di madre, compito al quale non ha mai voluto sottrarsi. Volontaria presso alcune associazioni, ha coltivato la passione per la pittura, alla quale si dedica da autodidatta, partecipando a mostre ed esposizioni. Buona lettura!
Dulcis in fundo, sed in cauda venenum, pare che in Vaticano sia stata approvata (sic!) la causa di beatificazione di Dom Helder Camara, defunto vescovo brasiliano di Recife e strenuo propugnatore di quella fallimentare teologia della liberazione in chiave marxista leninista, già condannata dalla Congregazione per la dottrina delle Fede, oltre che dalla storia. Non solo. Lo stesso Dom Helder Camara, ai suoi tempi, sarebbe assurto nelle vesti di antipapa, osteggiando e criticando apertamente l’Enciclica Humanae Vitae di Paolo VI.
“Figli, figli, figli! Se è il coito che vuoi, devi procreare! Anche se tuo figlio ti nasce senza viscere, le gambette a stecchino, la testona a pallone, brutto da morire!”. Questa “graziosa poesia” è frutto dell’ingegno di Dom Helder Camara.
Non molto dissimile nei toni e nelle finalità all’opera che fu del dott. Mengele ad Auschwitz, non per nulla… beatificato dai suoi seguaci come angelo della morte. Ed il raffronto non è poi così improprio, se è vero come parrebbe che Dom Helder Camara, prima di saltare a piè pari nella versione comunista, schierandosi apertamente con l’ex URSS, Cina e Cuba, fu gerarca nel 1947 dell’Acao Integralista Brasileira, movimento filo nazista fondato da Plinio Salgado. Speriamo che questa… “beatificazione nazi proletaria” non sia una trappola disposta ad arte ai danni di Papa Francesco.
Hai visto mai che in occasione del prossimo Giubileo straordinario, qualcuno con un colpo di mano liturgico ha in animo di sostituire l’Inno del Christus vincit, Christus regnat, con quello dell’Internazionale comunista?
Chi vivrà, vedrà. Intanto, ci affidiamo a Colui che tutto sa e tutto vede, nella speranza che continui a sostenere ed illuminare la Navicella di Pietro, specialmente mentre naviga su mari tempestosi.
Giuseppe Bracchi






















