Viterbo CRONACA Si parte subito in quarta
di Diego Galli

 

L’avventura è cominciata e fin dal primo giorno, Medioera dimostra di essere un evento di qualità, ricco di contenuti ed eventi, concentrati in una quattro giorni non stop che ci accompagnerà fino alla giornata finale di Domenica.

Temi di questa sesta edizione dell’evento saranno la condivisione, o sharing, se vogliamo essere più precisi visto che si parla di tecnologia, e lo storytelling, l’arte di raccontare sul web.

Si parte subito in quarta. Il primo appuntamento è quello presso la location principale del festival, l’iCult Lazio, situato presso l’ex mattatoio sulla Valle di Faul, zona in fase continua di aggiornamento e rivalutazione, simbolo di una rinascita culturale che vuole invitare il turismo nella città di Viterbo mostrando, fin dalle porte della città, lo spirito di rinnovamento dei suoi abitanti.

Introduce Massimiliano Capo, direttore artistico di Medioera, ed a prendere parola è Laura Tassinari, direttore generale BIC Lazio, che ci parla proprio di questa struttura e della sua funzione e del collegamento diretto che questa ha con i giovani.

“Un territorio fertile e in grado di valorizzare le idee”. Il proposito è ambizioso e vuole promuovere le startUp, ovvero le imprese di oggi, collegate al mondo digitale, al web. Spettatori di questo primo appuntamento sono proprio i giovani, che occupano così le sedie della platea.

Si prosegue dividendoci in due gruppi. Mentre i più giovani resteranno al pian terreno, continuando a parlare di startUp, il resto del gruppo si trasferisce nelle sale superiori del BIC, dove si parla ora dell’innovazione come motore della cultura.

Qui è mostrato un video che evidenzia il perfetto connubio tra tecnologia e cultura, ideato dall’organo DTC Lazio (Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività). Un mondo digitale, interconnesso, dove tutti abbiamo libero accesso alle informazioni storiche, artistiche e non solo, del mondo che ci circonda. Un richiamo è fatto ovviamente verso i GoogleGlas, chiaro esempio di come il mondo hi-tech possa così bene collegarsi alla cultura.

La meraviglia è il principio della conoscenza diceva Aristotele, in un’epoca non proprio avvezza alla tecnologia. Il concetto resta però questo, ed oggi si ripete cercando di promuovere il nostro patrimonio culturale partendo proprio dalla meraviglia: grafiche computerizzate, proiezioni tridimensionali, proiezioni scenografiche ed effetti speciali, sono ora il trampolino di lancio per la rivalutazione del territorio locale. Il progetto che ci è mostrato come esempio di tutto ciò è quello di un ipotetico videogioco. Un’esplorazione virtuale di un sito artistico dove il nostro avatar potrà muoversi ed interagire con opere e reperti, risalendo a didascalie e pagine contenenti informazioni.

L’evento continua parlando del FabLab, ovvero l’idea di uno spazio di condivisione, ricco di strumenti tecnologici all’avanguardia, aperto a studenti, imprenditori, educatori, ricercatori, tecnologi... in modo che tutti possano esprimere le loro idee. Qui avranno anche luogo corsi di formazione relativi ad ogni strumento presente, così che chiunque possa apprendere il funzionamento e destreggiarsi con questa tecnologia.

“Learn, make, share”. È questo il motto del FabLab, che vuole quindi apprendere, creare e infine condividere. Siamo ormai alla “terza rivoluzione industriale”, il futuro è già tra noi e tutto è condiviso e raggiungibile con un click grazie alla tecnologia digitale.

Con questi presupposti termina la prima mattina, ma Medioera riprende nel pomeriggio con un altro tema sempre molto attuale, ovvero il Cinema, con il giovane regista Edoardo De Angelis, reduce dal recente successo Perez, film del 2014. A condurre i giochi è Federico Meschini.

Si parla di mafia, tema sempre presente nel panorama italiano e che ci coinvolge ancora molto da vicino, soprattutto dopo i recenti scandali relativi al panorama romano ma anche del panorama cinematografico italiano generale. Secondo il regista De Angelis l’Italia è ricca di opere che però non godono della giusta pubblicità.

Si continua poi arrivando a parlare di uno dei temi principali di questa sesta edizione di Medioera, lo storytelling e la discussione di questo argomento arriva al suo apice con due grandi ospiti politici di questa prima giornata: Giorgia Meloni e Pippo Civati, due agli antipodi come idee, ma uniti da questo mondo digitale e di condivisione dove oggi ci troviamo. Con loro è presente un altro ospite d’eccellenza, il giornalista Marco Damilano.

Il concetto principale che traspare da questo confronto è che al giorno d’oggi, anche i politici sono schiavi dei “Like”, delle condivisioni e dei Social Network. La stessa Meloni racconta di incontrare spesso persone che apprezzano il suo lavoro, ma non le concedono il loro voto poiché è legata ad un partito troppo piccolo, con pochi “Mi Piace”.

Dal canto suo, Civati ribadisce il concetto che inserendo contenuti troppo corposi, seppur interessanti, sulle sue pagine Facebook, Twitter eccetera, la gente non sembra apprezzare. Ormai tutti devono condensare, ridurre a minimi termini e semplificare allo stremo per ottenere l’attenzione. Cosa che non sembra essere proprio un bene.

La prima giornata di Medioera si conclude con la StartUp Night, dove è assegnato il premio Luigi Fantappiè che va a rendere merito proprio alle imprese più innovative e all’avanguardia. Infine, l’ospite internazionale, Guy Gaash ci accompagna al termine della serata, parlando della sua ShopNfly.

Siamo solo al primo giorno, altri tre ci attendono.

Diego Galli

 

 

 

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