Viterbo CRONACA La 'regina' della Tuscia ha ventitre agguerrite avversarie nella corsa al titolo di Capitale della Cultura
di Ivano Aidala
DROGA QUIZ
E' proprio così: questo problema, che sembrava non esistere, ci sta intossicando la vita.
Non c'è giornale, che non ne debba scrivere quotidianamente; non c'è programma televisivo che nei suoi servizi possa fare a meno di centrare questa 'ossessione': gente arrestata per commercio di droga; giovani e meno giovani 'fermati' per uso di sostanze clandestine; pusher di varie etnie, e così via.
Le Forze dell'Ordine - non soltanto italiane, ma di tutto il globo - sanno perfettamente da dove proviene la gran massa della droga; dove nasce e dove viene 'fertilizzata'; dove sono i grandi depositi della cosiddetta 'merce' e chi sono i grandi produttori, che fanno affari veramente d'oro con una clientela mondiale.
Eppure, in verità non si sa per quale motivo, questa inossidabile 'materia prima' viene regolarmente prodotta, ceduta ai grandi centri di smistamento, e da qui diramata ai 'grossisti', che riforniscono regolarmente i venditori per lo spaccio cosiddetto 'al minuto'.
VITERBO NUMERO UNO
La 'regina' della Tuscia ha ventitre agguerrite avversarie nella corsa al titolo di Capitale della Cultura per gli anni 2016 e 2017. Tre di queste antagoniste sono laziali: Anagni, Frascati e Terracina. Le altre venti eccole qua: Agrigento, Aquileia, Carinola, Caltanissetta, Como, Ercolano, Foligno, Mantova, Modica, Novara, Orvieto-Todi, Parma, Pisa, Pistoia, Selargius, Spoleto, Sulmona, Taranto, Terni, Tropea.
Appelliamoci con affetto e rispetto filiale a Santa Rosa, il cui "Fiore del Cielo" sarà ospite dell'Expo 2015 in programma a Milano dal prossimo Primo maggio. Ma, comunque vada, Viterbo Capitale della Cultura o non, per noi è e sarà sempre la Numero Uno.
TIRO AL PICCIONE? NO
Piccioni di Acquapendente e dintorni siete sempre bersagli, come tutti gli altri del resto, ma con minor atrocità (si fa per dire).
Il Tribunale Laziale (TAR) ha severamente proibito l'uccisione dei piccioni utilizzando armi da caccia.
E' indispensabile adoperare modalità non cruente, che abbiano un totale rispetto verso gli animali (con o senza le ali, aggiungiamo noi).
Una pena adatta potrebbero essere - contro quelli che vanno contro legge - fucilate nelle 'chiappe' dei cacciatori illegali. Un tiro che lascerebbe il 'segno'.
Ivano Aidala






















