Viterbo CRONACA Erano anche esposte mercanzie, scarpe, attrezzi di ogni genere
di Luciano Pasquini

Fiera del bestiame a Viterbo anni '50 (Archivio Consorzio Agrario Viterbo)

Per una completa lettura delle foto del campo boario, riporto un brano tratto dal sito www.madonnadellaquercia.it  perché credo fornisca una cronaca dettagliata di quanto accadeva in queste fiere del bestiame, che le foto per quanto belle non riescono a trasmettere, a chi non ha vissuto quei tempi, fermati dalla fotocamera.

Vi erano installate molte bancarelle con ogni sorta di cibarie tra cui primeggiavano, a delizia di noi ragazzini, castagne secche, fichi secchi, prugne, visciole, nocciole e noccioline americane. Per la delizia degli adulti, filetti di baccalà, mortadella, frittura di pesce e l'immancabile immortale porchetta.

Erano anche esposte mercanzie, scarpe, attrezzi di ogni genere. Prima del desinare, chi poteva, e non erano pochi, andava alla messa di mezzo giorno, rito per questa volta rumoroso e distratto in quanto i partecipanti (o fieraroli) non riuscivano certo a raccogliersi nella preghiera, con quella mente tanto presa dagli affari, dal denaro, insomma dai propri impellenti interessi del momento. Venuta l'ora del desinare, eccetto i ricchi che potevano recarsi in trattoria, ciascuno tirava fuori dal proprio "canestro" le cibarie portate da casa, le disponeva in una nitida salvietta che metteva sulle proprie ginocchia e li mangiava con tanto gusto, non dimenticando di dare una occhiata al bestiame od alla bancarella.

Le bettole erano affollatissime ed il biondo vino brillava nei “quartaroni" i quali si riempivano e si svuotavano con incredibile rapidità. A meta pomeriggio incominciava lo sfollo dei mercanti ed a sera quello del bestiame e delle bancarelle. Rimaneva qualche ritardatario, ma a notte tutto era finito.

Nel brano sicuramente avete notato la presenza di oggetti quali “canestro”, “quartaroni”, che ci riportano ad oggetti di uso comune, nella società contadina che ha caratterizzato lo sviluppo del nostro territorio, e, che ormai non esiste più. Questo patrimonio fatto di strumenti di tutti i giorni, saperi culinari, tradizioni, sono una risorsa che va conservata e tramandata, messa a disposizione del turista, che desidera approfondire la conoscenza della Tuscia.

Luciano Pasquini
Foto archivio storico CAP

Fiera del bestiame a Viterbo anni '50 (Archivio Consorzio Agrario Viterbo)

 

Fiera del bestiame a Viterbo anni '50 (Archivio Consorzio Agrario Viterbo)

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