Viterbo CRONACA CHIASSOSA Mettono i tutors per porre un freno a chi non rispetta il Codice della strada e poi si tolgono perché funzionano

"LoRenzi il Magnifico"
BACCAIONATA PRELIMINARE ED ASSORBENTE
Ho letto su questo stesso giornale opinioni diverse sul fatto di firmare gli articoli con uno pseudonimo anziché con il proprio nome e cognome.
Non credo, come sostengono i fautori dell’uso del nome e cognome anagrafico, che firmare con uno pseudonimo sia dovuto a vigliaccheria o a quant’altro di simile si possa supporre, quanto, piuttosto, per evitare che la firma autografa sia funzione di preconcetti in chi legge.
Lo stesso direttore de “La Città” ha messo a disposizione la “Pagina di Carneade” proprio con tale fine e non certo per favorire la vigliaccheria di chi scrive. Mi sembra, poi, di ricordare che anche chi adesso spara su coloro che usano uno pseudonimo abbia fatto egli stesso uso di pseudonimi in passato … chi è senza peccato scagli la prima pietra…
UTOPIE, DESIDERI, MERITOCRAZIA - L’utopia, è una idea o un progetto che non può avere attuazione: una chimera, un ideale, una illusione, un sogno. … volete un esempio: un’Italia meritocratica, un’Italia dove regni la giustizia e la meritocrazia … considerando, però, tutto ciò una utopia ci accontenteremmo anche di un’ Italia regno dell’ educazione, del rispetto e del buon senso.
ARRESTI DOMICILIARI – Poiché non riescono a trovare cittadinanza concreta né giustizia, né meritocrazia, né educazione, né rispetto e tanto meno buonsenso i cittadini che si sono macchiati dei suddetti reati sono condannati, di fatto e senza processo, agli arresti domiciliari. Non è loro possibile, infatti, così stando le cose, andare in giro senza incorrere in concreti pericoli.
E se qualcuno di costoro si dovesse presentare per reclamare la difesa di un qualche suo diritto gli si risponderà con l’affermazione di Pasquale Stanislao Mancini, deputato socialista, il quale… ebbe a dire che se il cittadino avesse subito un torto dalla Pubblica Amministrazione … “ebbene che vi si rassegni”.
NOMOFILACHIA – Sostantivo femminile con cui nell’uso giuridico moderno s’intende la garanzia dell’uniforme interpretazione della legge e dell’unità del diritto oggettivo nazionale; è in particolare il termine con cui viene indicata la funzione attribuita dalla legge alla Corte di cassazione.
Questo quanto si può trovare su un qualunque vocabolario della lingua italiana, ma non certo nel cosiddetto “Palazzaccio”, sede della suddetta Corte, la quale, come pubblicato di recente dalla Stampa nazionale sembra abbia pronunciato due sentenze diverse, redatte addirittura dal medesimo giudice estensore, dopo aver “delibato” due fattispecie identiche.
Che dire, allora, sulla sopra citata nomofilachia? Sulla nomofilachia niente, ma sulla Corte parecchio. E non solo sulla Corte. Qualsiasi studente di giurisprudenza, tanto per usare un eufemismo, si sarebbe aspettato che chi di dovere convocasse “subbito” il Consiglio Superiore della Magistratura per sottoporre a stretto interrogatorio non solo l’estensore delle suddette due sentenze, ma l’intera Corte stessa. Così non è stato.
Caro studente qualsiasi di giurisprudenza ricordati che il diritto, lo ius, è soltanto quod iussum est.
ANCORA SU I TUTORS – Sull’installazione dei suddetti marchingegni abbiamo già detto e ridetto. Ora leggiamo che siccome in una settimana, su un tratto di strada sottoposto al controllo dei tutors, sono state elevate all’incirca duemila contravvenzioni, si è pervenuti alla soluzione di far funzionare quei diabolici marchingegni soltanto di notte.
Un pesce d’aprile? Non lo so, C’è da aspettarsi di tutto. Insomma si mettono i tutors per porre un freno a chi non rispetta il Codice della strada e poi si tolgono perché funzionano.
E pensare che il nostro novello LoRenzi il Magnifico vuole introdurre il reato di omicidio stradale … e poi che farà? Se qualcuno muore, per non punire il colpevole, che fa? lo resuscita?
OMICIDIO STRADALE – Ci viene in mente, a proposito dei “tutors alla viterbese” “l’omicidio stradale alla Matteo Renzi”. L’art 589 del codice penale, pertinente l’ omicidio colposo, recita– “Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Se il fatto è commesso con la violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni.
Si applica la pena della reclusione da tre a dieci anni se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale da:
1) soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni;
2) soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici.”
Poi, magari, se ci saranno troppi morti, si condanneranno soltanto coloro che avranno commesso l’istituendo “omicidio stradale” durante le ore notturne. Hai visto mai che si dovessero perdere troppi voti!
CONSIDERAZIONI E RIFLESSIONI – Come vede, signor novello Magnifico, il reato di “omicidio stradale” esiste già, e non è inasprendo le pene che se ne può ridurre il verificarsi, ma applicando le sanzioni previste, che del resto sono di già state incrementate.
Benedetto ragazzo… faccia meno fotografie ai contravventori delle norme del Codice della strada e mandi più fotografi sulle strade a fare da deterrente agli utenti della strada, magari muniti di gatto a nove code da mettere in uso sul posto.
Baccaione






















