Viterbo CRONACA Siamo certi che il tempo è galantuomo e per quanto il diavolo si sforza di fabbricar pentole, i coperchi non saranno sempre sufficienti a coprire le malefatte
di Giuseppe Bracchi

Nossignori.
Non ci siamo proprio.
Più leggo e cerco di tenermi informato sulle vicende politiche di questa italica patria, più mi rendo conto di quanta confusione regni nelle menti di chi dovrebbe tirarci fuori da una sorta di labirinto, che pare senza via d’uscita.
La Corte Costituzionale, fedele al suo ruolo di garante della Costituzione e dei diritti e dei correlativi doveri di ciascun cittadino, dichiara incostituzionale un provvedimento di legge, in specie quello relativo alle pensioni ed il Ministro dell’Economia Carlo Padoan non trova niente di meglio da fare che del terrorismo ideologico.
Invoca Bruxelles, i suoi parametri, il 3%, questa sorta di Totem in chiaroscuro divinizzato ed elevato sugli altari di un’economia raffazzonata e ad uso e consumo di speculatori, quando non addirittura padre di un economia bugiarda ed omicida, scatena una vera e propria caccia al pensionato fortunato ed al tempo stesso cattivo, che vuole tutto per sé e nulla per gli altri, in specie per i meno fortunati, per coloro che campano con 200 euro di pensione o già di li.
E’ la tattica vecchia quanto il mondo, questa del Ministro Padoan, di scatenare la classica guerra tra poveri, per occultare le proprie responsabilità politiche e di altri che lo hanno preceduto, di fronte al Tribunale della storia e delle coscienze, per emettere sentenze pilatesche in cui veri responsabili, o meglio coloro che dovrebbero decidere si lavano le mani in nome e per conto di un potere accentratore e tiranno.
Chi c’è attualmente dietro Bruxelles ed i suoi provvedimenti, ho avuto già modo di sottolinearlo in un mio precedente articolo su questo giornale on line e per ora lascio al lettore la volontà di andare a ripescarlo e rileggerlo, per riflettere, meditare, dialogare o aggiungere sue idee o considerazioni.
Quel che mi preme qui sottolineare per l’ennesima volta, è l’incapacità politica, la mediocrità de nostri governanti, l’ipocrisia di chi gioca con numeri o col balletto delle cifre per non dire la verità o per millantare credito con proclami il cui solo effetto è quello di rinviare o rallentare gli effetti di sentenze come quella della Corte Costituzionale sulle pensioni, che tuttavia saranno ancora una vota i contribuenti o gli imprenditori, commercianti ed artigiani a dover pagare di tasca propria.
Sulla stessa rotta di Bruxelles sembrano in crociarsi i destini di un’altra categoria di uomini, ancora più bistrattata, ancora più negletta, ancora più oggetto di schermaglie politiche, quando non addirittura di sporchi e meschini interessi e calcoli elettorali.
Parlo dei migranti. Termine dietro al quale si celano immani tragedie del mare, di fronte alle quali si preferisce fare della demagogia, del buonismo o lasciarsi andare a dichiarazioni di principio o ad effetto dall’alto delle loro villette superprotette o al riparo delle scorte, spesso inutili, ma adeguatamente pagate dal contribuente. Vero on. Boldrini?
Ma tant’è. Lo scandalo di certe Cooperative (soprattutto in quel di Roma) ci hanno dato un saggio recente di come la politica italiana sappia sfruttare le miserie e la povertà umane, traendone profitto elettorale e non solo. Forse è per questo che certi politicanti da quattro soldi abbaiano, digrignando i denti, affinché l’Europa aiuti l’Italia per accogliere sventurati in fuga dalla povertà e dalla guerra.
Senza però tuttavia illuminare il popolo su chi siano veramente coloro che all’ombra di un potere ancor più tiranno, favoriscono le guerre, ricattano le economie di interi paesi in via di sviluppo, o rafforzano ancora di più quei tiranni che solo a parole dicono di combattere. Chi ha voluto la caduta di Gheddafi, senza curarsi di chi sarebbe venuto dopo di lui?
L’Europa, questa casa di tolleranza, in cui puttane senza ritegno sono pronte a vendersi per pochi spiccioli, non aiuteranno l’Italia, perché non vogliono aiutarla. E del resto, l’Italia stessa, in cerca d’aiuto ma pregando Dio al tempo stesso di non trovarlo, farà di quei poveri disgraziati che approdano sulle nostre coste, materiale umani per i loro sporchi interessi elettorali e per i loro manifesti intrisi di bugie ed ipocrisie, considerando la scarsa stima di cui questi inetti politicanti godono fra gli italiani.
Nell’uno o nell’altro caso appena citati, siamo però certi che il tempo è galantuomo e per quanto il diavolo si sforza di fabbricar pentole, i coperchi non saranno sempre sufficienti a coprire le malefatte.
Giuseppe Bracchi






















