Viterbo CRONACA Tale lapide fa riferimento ad un episodio della fine della Seconda guerra mondiale

 

Invito a partecipare alla manifestazione commemorativa che si terrà domenica 7 giugno alle ore 10.00 presso Piazza Gramsci

L’idea nasce dalla sensibilità di un nostro volontario, Raimondo, che passeggiando ha notato una lapide di travertino, che recita:

“Qui / l’8 giugno 1944 / Colpiti dalla rappresaglia tedesca / Cadevano / Una donna rimasta sconosciuta / Pollastrelli Giacomo / Telli Oreste 7 Vittime d’inumana ferocia / Custodi di patria libertà”.

 

Tale lapide fa riferimento ad un episodio della fine della Seconda guerra mondiale, avvenuto  negli ultimi terribili giorni, caratterizzati dalla ritirata della Germania, dai bombardamenti e dall’avanzare delle truppe alleate.

Probabilmente per vendetta, ingiustificata e inumana, i soldati tedeschi hanno ucciso barbaramente degli innocenti e tra questi, tre cittadini viterbesi citati nel masso di travertino.

La particolarità che salta subito agli occhi è che i nomi di due uomini, sono chiari, mentre quello della donna no. Dunque la storia non solo le ha tolto la vita, ma anche la sua individualità, privandola del suo stesso nome.

Il minimo che possiamo fare oggi, è  ricordarla e renderle omaggio, attraverso alcune letture e la deposizione di una composizione di fiori.

Dato che per tutto questo tempo è rimasta sconosciuta, noi vorremmo proprio farla divenire il simbolo di tutte quelle donne innocenti, vittime della guerra, affinché la nostra memoria non perda conoscenza di episodi che fanno parte del nostro passato e iniziare da qui un percorso che si sviluppi nel tempo.

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