Viterbo CRONACA Al riguardo, desidero sottoporre alla meditazione dei lettori una pagina vergata in tempi non sospetti, ma di una stringente e tremenda attualità
di Giuseppe Bracchi

 

Partito unico, sindacato unico, pensiero unico.

L'unicità aspira a diventare protagonista, in negativo, ovviamente, della politica italiana, dal momento che, a mio modesto avviso, la politica non può essere assolutamente il rimedio ai mali che affliggono la nostra cara Patria, o quantomeno tal rimedio non può avvenire unicamente per via politica, salvo dar vita ad una unicità di tipo dittatoriale.

 

Al riguardo, desidero sottoporre alla meditazione dei lettori una pagina vergata in tempi non sospetti, ma di una stringente e tremenda attualità (Verso un nuovo totalitarismo, in: l'Europa, 1970) dal compianto prof. Augusto Del Noce, uno dei massimi filosofi cattolici del secolo scorso, senatore della Repubblica eletto nelle file della DC, ma poi subito esautorato dalle sue funzioni e presto emarginato dagli stessi amici di partito, proprio per il suo pensiero virtuoso poco adatto ai compromessi, in special modo su quelli che oggi vengono definiti principi non negoziabili.

Consideriamo, dunque. “Non sarebbe, per l'Europa di oggi, un totalitarismo di tipo comunista o nazista... [anche] perché il marxismo teorico è travagliato da una crisi che non gli consente di dar più luogo ad una fede rivoluzionaria. [di questo nuovo totalitarismo.

E' possibile delinearne i caratteri generali. La scienza studia la realtà come sistema di forze, non di valori; le scienze dell'uomo, studieranno quindi le connessioni di certi valori con certe situazioni psicologiche e sociali, ma non potranno pronunziarsi, in quanto tali, sulla realtà di questi valori. La dissoluzione dunque dei valori, la loro riduzione a queste situazioni, o la lacerazione, come oggi si suol spesso ripetere, delle maschere per cui pretendono di presentarsi come assoluti, non è opera della scienza, per sé estranea a questi problemi, ma dello scientismo.

Ora, quel morale seguirà allo scientismo? Se la scienza è neutrale rispetto agli ideali e ai valori, non così vanno le cose per lo scientismo, che sopprime la metafisica e pretende porre la scienza come conoscenza esaustiva rispetto al reale. La scienza, si è già detto, considera la realtà come sistema di forze; all'elevazione dunque della scienza a filosofia conseguirà quella della forza a valore; e della forza non più considerata come strumento per la realizzazione di ideali. In breve, tutti i valori verranno inglobati nella categoria della vitalità.

Ma portiamo l'attenzione su una verità profonda, riconosciuta dall'ultimo Croce. La vitalità, considerata per sé, e non fatta materia della superiore forma morale, coincide col momento egoistico, cioè col principio del male. Una società che non conosca altro principio che la pura espansione della vitalità non può che dissolversi. Ho già detto del carattere totalitario che è intrinseco allo scientismo. LA NOVITA' DI QUESTO TOTALITARISMO STA NEL FATTO CHE ESSO, A DIVERSITA' DEGLI ALTRI TOTALITARISMI SINORA APPARSI, PROTEGGE UNPROCESSO DI DISSOLUZIONE”. (UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI LECCE – FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA: A. Del Noce, Rivoluzione, Risorgimento, Tradizione. Scritti sull'”Europa”(e altri, anche inediti), a cura di F. Mercadante, A. Tarantino, B. Casadei, Milano, 1993, pp. 148 – 170).

Questa sorta di testamento spirituale affidato al nostro tempo, appare così poco distante dalla realtà, che lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all'inaugurazione della Fiera del Libro di Torino, ha usato parole dure contro la corruzione ed i corruttori, usando le stesse Parole – udite, udite – di Papa Francesco: i corruttori sono i peggiori peccatori.

Vale a dire che il Presidente della Repubblica ha usato per la sua riflessione ed intervento, un termine assai distante dalla politica, ma assai vicino alla metafisica ed alla religione: il peccato!

Ne consegue, come ricordavo ab initio, che essendo la corruzione soltanto una delle tante facce della società permissiva (leggi anche: aborto, eutanasia, sodomia, pedofilia, economia succube della finanza e degli speculatori, ambiente defraudato ed impoverito anch'esso dalla corruzione e dalla speculazione), che i pericoli della società permissiva potranno essere combattuti e vinti soltanto sulla via, non tanto e non solo della politica, quanto del riconoscimento dei supremi ideali, che non sono degli strumenti pragmatici di utilità sociale, ma principi filtrati e letti sotto le categorie di bene e di vero.

Categorie sulle quali la scienza e men che meno lo scientismo hanno ben poco da dire. Il contrario, a mio giudizio, difficilmente sarà possibile. Del resto non ha già detto il Dostoevskil, de I fratelli Karamazov, che se Dio non c'è, tutto è permesso?

E quel che abbiamo fin qui considerato per l'Italia, vale anche per l'Europa, concepita come territorio morale e non come un puro e semplice mercato delle vacche. Con buona pace di Matteo Renzi, del suo pensiero unico, e dei suoi vaneggiamenti politico sindacali unitari.

Giuseppe Bracchi

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