Viterbo CRONACA Lasciamo che gli inquirenti americani facciano il loro lavoro
di Giuseppe Bracchi

Come ho sempre sostenuto e continuerò a sostenere il diavolo fa le pentole, ma spesso e volentieri (per fortuna!), i coperchi non sono sufficienti a coprire... le “marachelle”.
E di poche ore fa, la notizia che mezzi vertici FIFA, personaggi non certo di secondo piano, sono stati arrestati dal FBI per corruzione.
L'operazione dei “segugi” americani è il risultato di intercettazioni durate anni, in cui figurerebbero (il condizionale è d'obbligo) sotto accusa imbrogli, operazioni di marketing discutibili e, perfino l'assegnazione dei due prossimi Campionati del mondo in Russia (2018) e in Qatar (2022).
Lasciamo che gli inquirenti americani facciano il loro lavoro, prima di emettere qualsiasi verdetto di colpevolezza. Tuttavia lasciatemi ancora una volta esprimere tutto disappunto, che non è certo un verdetto di colpevolezza nei confronti del massimo rappresentante del vertice FIFA, vale a dire lo svizzero Sepp Blatter, Presidente da oltre vent'anni dell'Organismo calcistico mondiale, che sarebbe poi proprio il periodo messo sotto accusa dal FBI.
Non è certo mai stato campione di trasparenza l'ottantunenne Presidente della FIFA. Super burocrate, super stipendiato, con tanto di macchina ed autista al seguito, fino ad oggi nessuno è mai riuscito a fargli le scarpe, neppure in questi giorni in cui, per l'appunto, dovrebbero decidersi le sorti future della Presidenza. Per troppi anni, Blattter ha tessuto un vasta regnatela di contatti, ha cementato amicizie e stretto rapporti con personaggi più o meno potenti e ben forniti di denaro sonante.
Pensar male è peccato, diceva il divo Giulio, ma spesso ci si indovina. Blatter si è subito premurato di far sapere alla stampa ed al mondo intero, non solo calcistico, che lui non è ancora implicato, né è stato chiamato in causa dagli inquirenti americani o dai mandati di cattura.
Ma questo certamente non lo esimerà dal dare le dovute (e speriamo veritiere!!!) spiegazioni su quanto accaduto da venti anni a questa parte, compresa l'assegnazione discussa dei due mondiali alla Russia ed al Qatar, sulla quale già a suo tempo più di un osservatore aveva espresso dubbi e perplessità. E di sicuro non potrà dire il potente padrino delle cupola calcistica che di tutto era all'oscuro e che pertanto non poteva non sapere.
Chissà quante altre cose verranno a galla! Almeno lo speriamo per il bene del calcio e di chi in questo sport ancora crede al di la dei luoghi comuni e dei soliti predicozzi d'occasione. Lo scandalo della FIFA, unitamente agli arresti dei suoi vertici, così come le ultime notizie che arrivano dalla Procura di Catanzaro che pare avrebbe scoperchiato la pentola dell'ennesimo scandalo calcistico nostrano, sono lì a dimostrare che ormai il Re è nudo.
E a rivestirlo di panni più dignitosi non basteranno certamente le solite chiacchiere o i provvedimenti tampone. Servirà ben altro, prima fra tutti la volontà vera e non falsa ed ipocrita di dire basta ad una permissività (di cui la corruzione è solo uno dei tanti volti), che sta diventando una forma di Governo planetaria ed onnipervasiva.
Giuseppe Bracchi






















