Viterbo CRONACA Un dialogo certamente di altri tempi, una lettera buttata giù sotto dettatura, tra due rappresentanti dell'Italia del dopoguerra
di Giuseppe Bracchi

Signorina... signorina...
Dove sta?
Chi?
La signorina...
Quale signorina... è entrata una signorina... Animale! Signo-ri-na! E' l'intestazione autonoma... della lettera.
Ricordate questo dialogo incipiente, tra i più comici ed i più gettonati, che si svolse sul set cinematografico di Totò, peppino e la malafemmina, tra il principe della risata Antonio De Curtis e Peppino De Filippo?
Un dialogo certamente di altri tempi, una lettera buttata giù sotto dettatura, tra due rappresentanti dell'Italia del dopoguerra, catapultati a Milano come fosse la Capitale di uno stato estero, non sapendo neppure i due poveri meschini se fosse raggiungibile per mare o per terra.
Oggi, però, c'è di peggio! Ci sono le circolari dei sedicenti manager delle scuole pubbliche a farci sorridere amaramente sulla condizione della.... “buona scuola” vagheggiata da Renzi. Si prega di far circolare.. le circolari, sperando che circolando, circoli...il... Circo Orfei della lingua italiana.
Questa moneta servono... questa moneta servono – eh sì, è femina al femminile – a che voi vi consolate, dettava Totò al povero Peppino, che si asciugava la fronte dal sudore per tanta eloquenza. Ma almeno in questa gente terragna e positiva, come la descriveva nei suoi romanzi il conterraneo Bonaventura Tecchi, l'ignoranza non era colpevole.
Oggi invece, tra i navigatori di un mondo virtuale ed i prosecutori con altri mezzi del diciotto politico e dell'ignoranza elevata a sistema e cultura, il nulla dilaga come nel famoso romanza di Ende “La storia infinita”. E quel che è peggio, è che nessun piccolo Bastian salverà il Regno di Fantàsia.
Anzi se c'è una fantasia, è proprio quella perniciosa che il post sessantotto ha insediato nelle aule di Montecitorio, dove siedono politicanti cialtroni ed imbecilli, quando non addirittura ladri e collusi con la mafia o i poteri forti, alla faccia del popolo sempre meno sovrano e sempre più suddito di una dittatura dolce, di una tirannia dal volto umano peggiore di quella che seppero instaurare fascismo, nazismo e comunismo, col vantaggio che i nuovi dittatori possono viepiù contare sulla diffusa ignoranza di coloro che dovrebbero reagire, a cominciare dai precari della grammatica e della sintassi.
Altro che Pinocchio ed il suo abbecedario! Oggi Lucignolo siede in cattedra. E i tanti somari che ragliano in questo paese dei balocchi, imperversano in ogni dove, senza neppure la speranza di un bagno rigenerante nell'Arno come avrebbe consigliato il Manzoni. Anzi fanno a gara per rendersi più impresentabili degli impresentabili politicanti (tutti, senza eccezione alcuna!), senza bisogno di una commissione che fornisca loro la patente di asinità, tanto ce l'hanno cucita addosso come il basto.
Un punto e un punto e virgola... un punto e un punto e virgola; punto.. due punti: ma sì, abbundandisit abbundandum... sennò dicono che siamo provinciali … siamo tirati.
Senza nulla a pretendere? Chiese con umiltà Peppino alla fine della lettera. Ma sì, almeno fino a quando qualcuno non ci chiederà conto di questa nazione allo sbando e sempre più alla dervia.
Giuseppe Bracchi






















