Viterbo CRONACA Signori, un po' di serietà, di legalità e di giustizia nei confronti della maggioranza sana del popolo (questo sì) italiano e non
di Giuseppe Bracchi

 

“Popolo” rom, parte seconda, ovvero viaggio attraverso il regno dei luoghi comuni, della fantasia giuridica e del solito garantismo ipocrita.

C'è un vizio d'origine che inquina, a mio avviso, tutto il dibattito sul cosiddetto “popolo” rom e la relativa soluzione ad una problematica, quello degli stessi campi rom, che non avrebbe ragion d'essere in uno Stato normale, dove legalità e giustizia vanno di pari passo, quale purtroppo, però, l'Italia non è.

Innanzitutto la parola pregiudizio, termine spesso usato ed abusato quando si vuol tacitare chi la pensa diversamente su un determinato problema o prospetta soluzioni diverse o assume decisamente comportamenti anticonformisti rispetto alla massa dei pecoroni.

Quante volte, infatti, di fronte a dichiarazioni improntate al buon senso, ci si sentiamo rispondere con luoghi comuni o frasette stereotipate del tipo: evitiamo la demagogia, il populismo, la caccia alle streghe, il pregiudizio nei confronti dei rom o... fregnacce di questo genere?

Pregiudizio: dal latino “prae”, prima e “judicium”, giudizio, termine che può assumere diversi significati, ma tutti ricollegabili alla nozione di giudizio prematuro oppure parziale, ma che hanno in comune il difetto di fondarsi su argomenti insufficienti o su una non completa o indiretta conoscenza della realtà.

Ora nessun pregiudizio, a mio avviso, esiste da parte della maggioranza degli italiani (compreso chi scrive) nei confronti del sedicente “popolo” rom o etnia shinti, o quant'altro, ma solo e soltanto la coscienza di una realtà nuda e cruda, la cui analisi spassionata ci ha sbattuto e ci sbatte in faccia una infinità di attività illegali, criminali, delittuose, da parte di questi signori, come dimostra il rapporto redatto a seguito di una operazione a largo raggio, compiuta su tutto il territorio nazionale dagli uomini delle Fiamme Gialle sotto la supervisione del Comandante Generale, Saverio Capolupo e reso pubblico attraverso i più importanti quotidiani nazionali.

Basterebbe già questo rapporto per dare la patente di analfabetismo a chi (e non sono pochi) ancora si ostina a parlare di pregiudizi. Logica vuole, invece, che contra factum non valet argomentum!!

Uno sciocco garantismo nei confronti dei campi rom (manco fossero dei luoghi sacri, anziché dei disumani immondezzai), ha consentito (e consente tutt'ora) a latitanti rom di usufruire di una impunità dal carcere, come è accaduto ad una donna, poi catturata dalle forze dell'ordine – udite, udite - in una lussuosa villa a Boltiere nel bergamasco.

Dulcis in fundo sed in cauda venenum, addirittura c'è voluto un consiglio di anziani, in puro stile mafioso, per consegnare alla legge e, speriamo ad una giustizia esemplare, quell'assassino 19enne, un pendaglio da forca che non ha tradito, durante l'arresto, la benché* minima emozione

Perché, c'era anche una possibilità che questo... sedicente consiglio di anziani, una sorta di stato nello Stato, si opponesse al suo arresto? Oppure questa è stata solo una mossa opportunistica, per liberarsi di un fardello che stava diventando troppo pesante ed attirava troppo clamore e sguardi intorno alle attività delinquenziali e criminali del campo rom? Siamo proprio al fantagiuridsmo!!

Signori, un po' di serietà, di legalità e di giustizia nei confronti della maggioranza sana del popolo (questo sì) italiano e non, prima che la legge del Far West e la giustizia fai da te, prendano il posto della pazienza ormai arrivata al limite della sopportazione.

 Giuseppe Bracchi

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