Viterbo IL RACCONTO Olivone, come tutti i buoni napoletani ama scherzare sempre, o almeno così si dice dei napoletani, e perciò, facendo finta di non aver capito, approfitta dell’equivoco
di Agostino G. Pasquali
LEGGI LA PRIMA PARTE DEL RACCONTO: ‘KRYPTO-RIC’ - formule misteriose (Parte prima) - Clicca qui
La mattina dopo. Il maresciallo Grandasso lascia in ufficio il carabiniere Vandero con l’incarico di studiare il contenuto del DVD, sperando che riesca lui, giovane e appassionato di informatica, a decifrare quella crittografia.
Chiama poi il carabiniere Olivone e gli dà un ordine in dialetto piemontese, dimenticandosi che non sta parlando con il piemontese Vandero, ma con Olivone che è napoletano:
“Alura? Olivone, nduma a Sovrana?”
“Maresciall, cumm’avite ditt? Pe’ cortesia, traducìteme. I‘o francise nun ‘o ntènno…”
Olivone, come tutti i buoni napoletani ama scherzare sempre, o almeno così si dice dei napoletani, e perciò, facendo finta di non aver capito, approfitta dell’equivoco ‘pé sfruculià nu puoco’ il maresciallo, ma con il dovuto rispetto. Infatti, dopo un attimo di sospensione, conclude:
“…va buò, jamm’a Sovrana. Ai suoi ordini, maresciallo.”
A Sovrana il maresciallo va a trovare il suo amico Vittorio Neri.
Chi ha letto i precedenti racconti ambientati a Sovrana conosce già Vittorio Neri e può saltare questo periodo. Per chi non se ne ricorda e per chi non ha letto quei racconti, preciso che Vittorio Neri è il più vecchio abitante di Sovrana, frazione di Civita Romana. Ha novant’anni, la curiosità di un giovane, una enorme esperienza, una eccellente memoria, e perciò sa tutto del passato e del presente di Sovrana.
I sovranesi, che lo conoscono bene, affermano che è capace anche di prevedere il futuro, ovviamente il futuro prevedibile. Per esempio: sa prevedere quanto durerà il matrimonio di Bruno e Sara che si sono sposati da tre mesi, ma da un mese dormono in camere separate; prevede come andranno gli affari di Alfonso che, dopo aver dilapidato la sua eredità, ha iniziato l’attività di consulente finanziario; si azzarda, ma con riserve, a dire che questa sarà un buona annata per chi coltiva nocciole, dato finora il buon andamento stagionale … Non sa prevedere però se ci sarà un terremoto o se l’estate sarà torrida (su queste previsioni lascia che a sbagliare siano gli scienziati), né se Renzi riuscirà a domare compagni riottosi e infidi e avversari agguerriti (e su questo lascia che a sbagliare siano i politologi).
Il maresciallo Grandasso confida che Vittorio Neri gli possa dare un suggerimento circa la possibile origine di quelle misteriose formule che potrebbero riguardare certi personaggi sospetti e molto riservati, per non dire misteriosi, i quali, pur non essendo residenti a Sovrana, vi soggiornano saltuariamente nelle villette della località Bosco Scuro.
Vittorio Neri non delude le aspettative del maresciallo perché gli suggerisce di indagare su un misterioso ‘Cav. Dott. Avv. M. A. Descuro’ (così è scritto sulla targhetta del citofono). Nessuno sa niente di lui, neppure il nome di battesimo. Si sa solo che ha affittato una villetta da circa un anno, non ci sta quasi mai, non viene mai in paese, ma in quella villetta ci passa qualche fine settimana e allora viene a fargli visita certa brutta gente che fa pensare al film ‘Il padrino’, gente vestita di scuro che arriva con certi macchinoni da fare invidia a Marchionne. Aggiunge Vittorio:
“E poi, marescià, un mese fa avemo visto un movimento stragno. So rrivati du furgoni che hanno portato via robba… Che robba? che te posso dì?... mobbili, scrivanie, scaffali, compiuteri… robba d’ufficio. E doppo nun s’è vista più anima viva in quella casa.”
Il maresciallo Grandasso è eccitato come uno che sta per fare tombola e gli manca solo un numero. Va a fare un sopralluogo nella villetta che gli ha indicato Vittorio. La villetta è chiusa, non c’è più alcuna etichetta al cancello dell’ingresso pedonale dove c’è il pulsante del citofono. Spinge il pulsante. Nessun segno di vita, nessuno risponde. Guarda attraverso le sbarre del cancello e ha la conferma che la casa è disabitata: l’erba non è stata falciata e il giardino non è stato curato da almeno un mese. Si sposta dove c’è il cancello carrabile e qui trova un cartello ‘Affittasi – Agenzia Immobiliare La Romana – Civita Romana’ e un numero di telefono scritto a pennarello, ma reso illeggibile dalle piogge. Il maresciallo decide di tornare subito a Civita Romana e di fare visita a quell’agenzia.
Con la Punto, guidata da Olivone questa volta con calma e prudenza, il maresciallo torna verso Civita Romana e intanto pensa di occupare il tempo rivedendo la strana formula che gli ha stampato Vandero; la cerca in tasca, ma non la trova. Pensa: “Avrò lasciato il foglio in ufficio? Pazienza, la vedrò dopo.”
La signorina Elena, titolare dell’Agenzia Romana, è una brunetta di mezz’età, sapientemente truccata, ben tenuta nel fisico e curata nell’abbigliamento, come si conviene a chi gestisce un’attività commerciale e vuole fare ottima impressione sui clienti. La signorina Elena è molto sensibile agli uomini di bella presenza e il maresciallo non è mica male; di più, lei subisce il fascino che emanano i carabinieri, per cui accoglie il maresciallo Grandasso, che peraltro conosce già, con il più accattivante dei sorrisi e gli concede tutta la sua collaborazione:
“Dunque, maresciallo, sì, ho conosciuto l’avvocato Descuro, si chiama Massimo Altero e, se mi posso permettere un giudizio, è veramente ‘altero’ come dice il suo nome, cioè freddo, distaccato, cosciente della sua importanza: è un… come si dice?... un principe del foro…”
“Ma le è sembrato una persona seria, corretta? O può essere magari… un azzeccagarbugli, un po’ disinvolto nell’agire… disponibile a… lei m’intende?” e il maresciallo fa con il pollice e l’indice il gesto di chi sfoglia banconote.
“No, assolutamente no! Serissimo, correttissimo.”
“O la signorina non sa, o non vuol dire…” pensa il maresciallo che ora sospetta che questo Massimo Altero, sarà pure un principe del foro, ma può essere un personaggio poco raccomandabile.
Tornato in caserma, il maresciallo chiede al carabiniere Vandero se è riuscito a capire qualche cosa del Krypto-Ric. Vandero ha riempito una ventina di fogli con improbabili combinazioni di lettere e numeri, di numeri e operatori aritmetici, di grafici e simboli; ha la fronte imperlata di sudore e le mani che gli tremano. Sconsolato scuote la testa negativamente e pronuncia un solenne: “Io mi arrendo!”
“Va bene. Non è roba per noi. Domani mando il dischetto ai cervelloni del R.I.S.” conclude il maresciallo. Quindi si dedica ai lavori ordinari d’ufficio e termina tranquillo la sua giornata di comandante della stazione dei carabinieri. In fondo non c’è da preoccuparsi: c’è solo un dischetto che potrebbe, sì, essere una bomba, ma solo in senso figurato, s’intende! Chi ha mai visto un dischetto che esplode? E comunque non ci sono denunce e non ci sono cadaveri.
* * *
La sera torna a casa e trova Nunziatina, la moglie, indaffarata a cucinare. Chiede:
“Brasato al Barolo?”
“No, penne all’arrabbiata.”
“Perché? Io non sono arrabbiato. Tu sei arrabbiata? Magari con me? Ho fatto qualcosa di sbagliato?”
“Ma no, assolutamente no. Però ho voluto cucinarti la ricetta che mi hai lasciato stamattina sul comodino?”
“Quale ricetta? Io non ti ho lasciato niente…”
“Questa!” e la moglie gli mostra il foglio stampato daVandero con il primo blocco di caratteri misteriosi del Krypto-Ric.
“Cuntacc! L’avevo dimenticato qui? Ma che c’entrano le penne all’arrabbiata?”
“Parlapà! Ma è proprio la ricetta delle penne all’arrabbiata, è crittografata. Dove l’hai presa? Ho pensato che me l’avevi lasciata provocatoriamente, per farmi uno scherzo, perché sai che mi diverto con l’enigmistica e sono brava a risolvere rebus, indovinelli e crittogrammi. Mi hai messo alla prova? Mi ci è voluto poco a decifrare quella roba.”
“Noooo! Non è possibile. Spiegati.”
“Ma come? Tu non lo sapevi? Allora guarda:
- Prima riga: “ PNN > RBB = X4P: 320G/pn”. Mettici le vocali e aggiungi qualche consonante, diventa: “PENNE [all’] ARRABBIATA PER 4 PERSONE : 320 grammi di penne.
- Seconda riga: “> CND : 200G/pmd+ 2spc/gl + qb/ppr + prz + frm-grt”. Diventa: Per il
CONDIMENTO: 200 grammi di pomodori + 2 spicchi di aglio + qb (quanto basta) peperoncino + prezzemolo + formaggio grattugiato.
- Terza riga: “> (sff)lo : gl+ ppr // (ccr) pmd //prz // frm”. Sono le istruzioni per la preparazione: soffriggere in olio: l’aglio e il peperoncino, cuocere il pomodoro, aggiungere il prezzemolo e il formaggio grattugiato. Veramente io il formaggio non ce lo metterei perché confonde l’aroma dell’aglio e del prezzemolo. Tu che dici? Ce lo devo mettere il formaggio?”
Mentre il maresciallo resta sbalordito e ancora incredulo, Nunziatina gli assesta, per così dire, il colpo psicologico da knockout:
“Più semplice di così? Anche un principiante di enigmistica lo avrebbe capito!”
* * *
Il maresciallo Grandasso va nel suo studiolo e controlla il computer portatile sul quale Vandero ha messo una copia di Krypto-Ric. È proprio come ha detto Nunziatina: sono tutte ricette di cucina. Per esempio la prima riga di un altro blocco dice: “ACQ > VTB = X6P: 3ptt + 2pmd + cpl + ccr +…” Neppure finisce di leggere ed esclama:
“Ma è l’acquacotta alla viterbese per sei persone! Tre patate, due pomodori, una cipolla, cicoria… Boia fàuss! Ma allora RIC è l’abbreviazione di RICETTE. ”
Il maresciallo si siede, o meglio, si lascia cadere nella sua poltrona preferita, e riflette: “A questo punto che cosa può significare quel DVD? C’è qualcuno tanto matto da crittografare comunissime ricette che tutti conoscono?”
Gli viene il dubbio che possa essere uno scherzo. Controlla la ‘directory’ del DVD, vi trova solo il ‘file’ Krypto.Ric, ma nota che è stato compilato in data 01/04/2015. Il primo aprile!
“Allora è proprio uno scherzo o un gioco. Come aveva pensato Nunziatina… Ma se è uno scherzo, vai a sapere chi l’ha fatto e per chi è stato fatto. Ma in fondo, ora, che cosa importa?”
Il maresciallo ci pensa ancora un po’ e si fa certo che si tratta di uno scherzo. Con un respiro di sollievo si congratula con se stesso per non aver mandato subito il DVD ai cervelloni del R.I.S… e così si è evitato una figuraccia…
Ho già scritto in passato, in un altro racconto, che in ognuno di noi c’è un diavoletto che di solito dorme, ma ogni tanto si sveglia e suggerisce qualche diavoleria. Anche il maresciallo ha il suo diavoletto; è un ‘buon diavolo’ ma sempre diavolo è, perciò gli dà questo consiglio:
“E mandaglielo il DVD a quelli del R.I.S… Pensa un po’ che gusto se quelli non riescono a decifrarlo… scherzo per scherzo…”
* * *
“Eugenioo? Vieniii? Le penne all’arrabbiata sono pronte.” La voce di Nunziatina arriva insieme al diffondersi di un invitante aroma di aglio, prezzemolo e… niente formaggio.
Questi due, il maresciallo e la moglie, stanno diventando sempre più simpatici. Gli auguriamo “Buon appetito”?
(Fine)
Agostino G. Pasquali























