Ricevo e ti prego di leggere (m.g.)
È fatta.
Se ieri 19 gennaio hai partecipato all'azione inviando i tweet ai nostri eurodeputati, saprai già che oggi il Parlamento europeo si è espresso sulle raccomandazioni della Commissione d’inchiesta (ANIT) istituita nel 2020 e chiamata a esaminare l’applicazione delle norme previste per il trasporto di animali vivi.
E non si trattava di una Commissione qualsiasi, ma la prima nella STORIA europea a essere dedicata al benessere degli animali, segno che il modo in cui vengono trattati gli animali è un tema centrale e sentito dai cittadini europei e sul quale le istituzioni hanno il dovere di dare delle risposte e fornire delle soluzioni.
Un’occasione rara, dunque, che speravamo avrebbe spinto gli eurodeputati a migliorare ulteriormente le raccomandazioni per la Commissione europea affrontando così fino in fondo il dramma del trasporto di animali vivi, soprattutto dopo che la Commissione d’inchiesta aveva ufficialmente riconosciuto le lacune e la scarsa attuazione del regolamento, portando delle prove schiaccianti sotto gli occhi di tutti.
E, in effetti, alcuni di loro hanno colto la palla al balzo per ribadire non solo quanto sia ingiustificatamente crudele il trasporto di animali vivi, ma anche quanto sia più che mai necessario diminuire drasticamente il consumo di carne e derivati, come l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde e Vice-Presidente dell’Intergruppo parlamentare sul benessere animale del Parlamento Ue.
Una frase, tra le tante, ha lasciato il segno: “È necessario mettere in discussione il nostro modello industriale, che ha di fatto trasformato il vivente in consumabile”.
Delle decine e decine di eurodeputati chiamati a parlare, quasi tutti hanno esordito dicendosi favorevoli al benessere degli animali, e quasi tutti hanno riconosciuto che il regolamento va cambiato o, per i più conservatori, quantomeno fatto rispettare.
Tuttavia, in molti alla resa dei conti si sono schierati ‘dalla parte dell’industria’, con una presa di posizione ideologica che, di fatto, non apre ad alcuna discussione sulle reali necessità degli animali trasportati vivi, svuotando di ogni significato la premessa ripetuta come un mantra del “nessuno vuole la sofferenza degli animali”.
Per l’ennesima volta, dunque, si è scelto di dare priorità agli interessi economici dell'Europa, privilegiando, di fatto, chi sfrutta e maltratta gli animali per trarne profitto piuttosto che trovare soluzioni - seppur di compromesso, e rigettando proposte di riforma che avrebbero potuto davvero spianare la strada ad una profonda revisione delle leggi europee in materia di trasporto di animali vivi.
A causa degli emendamenti peggiorativi di alcuni gruppi politici, sembra si sia fatto addirittura un passo indietro rispetto al testo votato in Commissione.
Per adesso questo è il nostro commento a caldo, Mauro, e come potrai immaginare siamo profondamente amareggiati per questa grande occasione mancata.
Domani avremo modo e tempo di analizzare a fondo ogni emendamento e capire nello specifico quali raccomandazioni della Commissione ANIT sono state invece approvate.
La battaglia, in ogni caso, non è finita: la palla passa ora alla Commissione europea che dovrà presentare una proposta di revisione delle attuali norme UE a tutela degli animali durante il trasporto, che verrà poi sottoposta all’esame del Parlamento.
Con stima,
Alice
P.S: Oggi il Parlamento europeo aveva una grande occasione: è stato chiamato a esprimersi sulle raccomandazioni della Commissione d’inchiesta sul trasporto di animali vivi, che avrebbero potuto ridurre significativamente la sofferenza di milioni di animali trasportati. Purtroppo, nonostante le belle parole, gli eurodeputati hanno preferito tutelare gli interessi dell’industria, proponendo emendamenti addirittura peggiorativi rispetto al testo votato in Commissione.
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