Mediante il testamento una persona può decidere a chi lasciare i propri averi per il tempo in cui avrà cessato di vivere. Attraverso la redazione di questo documento è possibile beneficiare non solo il proprio coniuge e i propri parenti ma anche persone estranee, come ad esempio enti solidali.

Da tempo, infatti, si parla di lasciti testamentari, ovvero, particolari disposizioni testamentarie che permettono di lasciare alcuni propri beni (nella loro totalità o solo parzialmente) a destinatari predeterminati, come enti no profit appunto.

Si tratta di atti di generosità per sostenere delle cause benefiche e aiutare persone che ne hanno bisogno anche dopo la propria morte, creando un impatto positivo sul mondo.

A questo punto potrebbe essere lecita la domanda a proposito del lascito testamentario: come funziona? Per  saperne di più basta visitare la pagina dell’ente che si vuol beneficiare oppure recarsi di persona presso la sede legale dello stesso. Ma vediamo insieme alcune informazioni di base.

Come fare un lascito?

Per comprendere come fare un lascito testamentario, bisogna sapere prima come redigere un testamento. Nel nostro ordinamento giuridico in realtà non esiste solo una forma testamentaria, ma varie, ognuna con le proprie caratteristiche.

Le principali modalità sono due, ovvero il testamento pubblico e quello olografo. Nel primo caso, il testamento viene scritto direttamente dal notaio nel suo ufficio, in presenza di due testimoni. Il testatore, alla presenza dei testimoni, detta al notaio le sue ultime volontà e il pubblico ufficiale le trascrive nell’atto pubblico.

Il testamento olografo, invece, è scritto, datato e sottoscritto direttamente dal testatore senza alcun testimone. In altre parole, si tratta di una scrittura privata del testatore, che deve essere redatta in maniera chiara e leggibile.

In entrambi i casi è sempre bene informare delle persone di fiducia della presenza del testamento e di dove è custodito, per assicurare che le proprie volontà vengano rispettate. Per effettuare il lascito bisogna inserire nel testamento le indicazioni concernenti l’ente beneficiario, ovvero la sua denominazione completa e il codice fiscale.

Lascito testamentario e tutela dei legittimari

Spesso le persone hanno timore nell’effettuare lasciti testamentari perché credono di ledere gli interessi dei propri parenti più prossimi, come ad esempio i legittimari, ovvero, il proprio coniuge i figli e, in mancanza di questi, gli ascendenti del testatore.

In realtà il Codice civile detta una disciplina particolare per tutelare al meglio le pretese di tali soggetti, basti pensare che esiste la quota di riserva o di legittima, ovvero, la quota che, per legge, deve essere attribuita a questi soggetti. Ciò significa che a costoro spetta necessariamente una quota del patrimonio del testatore e quest’ultimo non può disporne diversamente.

Ma è altrettanto vero che della restante parte del proprio patrimonio (c.d. quota disponibile) il testatore può farne letteralmente ciò che vuole. Pertanto, nei limiti di quanto è concesso dalla legge, il testatore può certamente prevedere all’interno del suo testamento dei lasciti testamentari, un legato oppure l’istituzione ereditaria, in favore di enti solidali. 

Cosa inserire nel lascito testamentario?

I lasciti testamentari permettono di destinare a un ente non profit qualsiasi somma di denaro o bene mobile o immobile desiderato, sempre nel rispetto della quota spettante agli eredi legittimi.

Il sostegno finanziario, dunque, può assumere molteplici forme. Ad esempio, possono essere oggetti del lascito i beni immobili, come case, appartamenti, fabbricati industriali o commerciali, negozi e terreni agricoli. Inoltre, è possibile inserire nel lascito beni mobili come autoveicoli, gioielli, opere d’arte e collezioni antiche.

Ancora, si possono lasciare obbligazioni, buoni postali, buoni del tesoro e titoli azionari. Anche l’assicurazione sulla vita può essere oggetto di lascito testamentario a favore di un ente no profit. In questo caso però è necessario indicare l’organizzazione scelta come beneficiaria nella polizza assicurativa.

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