Fabio Ernesti1957 Franco Bonucci ha pubblicato questa foto sulla sua pagina Facebook, è il Carnevale viterbese col carro che sfila in Via Garibaldi.
Caro amico Mauro, sempre con estremo interesse leggo i tuoi approfonditi scritti sulla storia e cronaca viterbese, e perciò ho apprezzato le notizie sul Carnevale.
Ti mando queste brevi note che sintetizzano che racchiudono infanzia, adolescenza e gioventù, diciamo dal 1950 al 1970.
Il primo ricordo è una festa serale al Circolo commercianti quando aveva sede in un edificio, ora demolito, alla fine di via della Sapienza.
La guerra era finita da poco tempo, le persone volevano dimenticare i lutti, la paura, i sacrifici e lo facevano radunandosi in allegria, lieti di esser sopravvissuti agli anni terribili, fiduciosi in un avvenire migliore.
Sopraffatto dalla musica di quella riunione, dai canti e dalla confusione mi addormentai e i miei genitori allestirono un improvvisato letto con due sedie e per materasso e coperta i loro cappotti.
L'ultimo giorno di Carnevale del 1953, insieme ad altri bambini, ci venne concesso di salire su un carro allegorico durante il percorso nelle vie principali del centro.
Il carro era composto da alcuni vecchi astronomi che, con un grosso telescopio, osservavano le stelle, ovvero una decina di graziose ragazze, vestite con lunga tunica azzurra piena di stelle, e collocate su una gradinata avanti agli scrutatori.
In quegli anni iniziò la consuetudine della battaglia con il borotalco.
Numerosi giovanotti, suddivisi in squadre formate tra amici, gettavano manciate di borotalco agli avversari.
Luogo della contesa era il Corso, davanti Schenardi. Terminate le scorte di borotalco, acquistato nelle profumerie del centro, questo veniva sostituito con la scagliola. I malvagi usavano anche le pistole ad acqua per completare l'opera. A fine serata si vedevano decine di bianchi fantasmi che si aggiravano stanchi per il centro.
In quegli anni al Teatro Unione organizzavano il ballo dei bambini con la premiazione alle migliori maschere e costumi.
Nel 1955 il miglior costume venne decretato quello indossato da me e Mariolina Zanobbi, coppia in costume tradizionale ungherese.
Potrei scrivere un libro sulla minuziosa realizzazione eseguita dalla signora Amelia, madre di Mariolina e titolare di una sartoria di alta classe.
Per inciso voglio ricordare lo splendido abito da sposa che realizzò per mia moglie Dina.
Sempre al Teatro dell'Unione, fine anni 50 e inizio 60, veniva organizzato il pomeriggio danzante degli studenti.
Nelle orchestre che si succedevano, tra i componenti di spicco ricordo Elio Piscopello alla batteria, Antonio Giovannelli alla chitarra e Dede Moscaroli al pianoforte.
Terminata questa manifestazione al Teatro, ripresi questa iniziativa organizzando al Circolo Commercianti il ballo universitario che ebbe luogo nel 1964 e 1965.
Insieme agli amici Memmo, Gianfrancesco, Carlo, Mario e le inseparabili amiche Dina, Margherita, Rosita, Elvira, Anna, Mara prendevamo in affitto il salone del Circolo, scritturavamo l'orchestra, assolvevamo gli adempimenti Siae e ci occupavamo dell 'organizzazione della serata alternandoci all'ingresso e al guardaroba.
Veniva eletta anche la Miss Goliardia.
Tolte le spese, con il ricavato dei biglietti d'ingresso, andammo a cena tutti insieme noi organizzatori, una volta da Spacca e una da Aquilanti a La Quercia.






















