Secondo quanto riportato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) nel rapporto sullo stato dell’editoria in Italia, il panorama è in continua evoluzione e va di anno in anno verso un calo delle copie vendute.
Nei primi sei mesi del 2024, rispetto al 2023, si è registrato un calo di 0,9 milioni rispetto all’anno precedente. A pagarne le conseguenze sono specialmente la saggistica generale con un -3% e quella specializzata con il -1,6%. A salvaguardare il settore c’è sopratutto il canale digitale che rappresenta, ad oggi, circa il 41,7% del mercato complessivo.
L’editoria digitale come risposta professionale
Per quanto riguarda la saggistica e l’editoria specializzata, l’editoria digitale sembra essere sempre più la soluzione per contrastare il declino del settore. Le difficoltà a cui sta andando incontro l’editoria tradizionale hanno spinto sempre più le aziende a scegliere le edicole online come provider della propria informazione interna, ovvero sistemi in grado di offrire l’accesso a riviste di settore e giornali tramite abbonamenti digitali multipli. La scelta dipende sia dalla crescente abitudine dei dipendenti a formarsi tramite computer, tablet e smartphone, sia dalla praticità derivante dall’eliminazione del cartaceo, a favore di spazi di lavoro più liberi, ordinati e controllabili.
Specialmente in ambito professionale, l’editoria digitale rappresenta la risposta più efficace alle sfide poste dalle tendenze di consumo della società odierna. La sua forza sta nell’adattabilità alle esigenze professionali, nella personalizzazione dei piani di abbonamento e nella praticità di gestione delle risorse. In un contesto complesso e in continuo cambiamento, l’editoria cartacea è destinata sempre più a cedere il passo a quella digitale come testimoniato dai dati raccolti già nel 2016, quando la stessa AIE aveva registrato un incremento boom dell’editoria digitale del 21%. Lo stesso trend, poi proseguito fino ai giorni d’oggi, ha portato prima ad una conversione del settore professionale, e, negli ultimi anni, ad un forte cambiamento anche nelle modalità di lettura a scopo d’intrattenimento.
Chi è disposto a pagare per l’informazione?
Leggendo i dati del rapporto, risulta molto semplice intuire il perché di questo forte cambiamento: se è vero che ben il 74% dei cittadini tra i 15 e i 74 anni afferma di aver letto almeno un libro cartaceo o digitale nell’ultimo anno, la fascia di età vincente per maggiore quantità di lettori è quella dei ragazzi tra i 15-17 anni, a pari merito con la fascia tra i 25 e i 34 anni, entrambe vantano l’82% di lettori abituali. Questo dato conferma la vicinanza tra i sistemi più moderni di fruizione di informazioni e la crescita dei canali digitali. Al contrario, la fascia di età con il minor numero di lettori è quella compresa tra i 55 e i 64 anni, con solo il 65%. Al penultimo posto troviamo la fascia di età tra i 45-54 anni con il 71%. Proprio due tra i range demografici maggiormente affezionati all’utilizzo del cartaceo come fonte di informazione.
Aspetti positivi sulle abitudini di intrattenimento degli italiani
Nonostante il periodo di cambiamento nelle abitudini di intrattenimento dei consumatori, la lettura rappresenta ancora l’abitudine quotidiana per più di un lettore su quattro e settimanale per circa il 67% delle persone. Questo significa che, nonostante le numerose alternative di svago sul mercato, la lettura rappresenta ancora uno dei pilastri della cultura italiana, competendo con gli stessi mezzi digitali impiegati da altre forme di intrattenimento che variano dalle serie tv, ai videogiochi, ai social network e molto altro. Questo dato segna un punto di partenza per la ripresa di un settore che da molto tempo sta assistendo ad un lento declino e che per molto tempo ha rappresentato la principale fonte di intrattenimento per il paese.






















