Il Fondo Nuove Competenze, introdotto dall’articolo 88 del decreto-legge n. 34 del 2020, torna nel 2025 con un budget aggiornato e importanti novità, ponendosi come uno strumento chiave per le imprese italiane.
Questa nuova edizione è pensata per supportare la transizione digitale ed ecologica delle aziende, aiutandole ad investire nella formazione del personale e ad affrontare le sfide di un mercato in evoluzione. Scopriamo in che modo le imprese possono sfruttare al meglio questa opportunità, per accrescere le competenze dei lavoratori e restare competitive.
Obiettivo del bando per le Nuove Competenze
Il bando per le Nuove Competenze è pensato per accompagnare le imprese nei processi di transizione digitale ed ecologica, sostenendo al tempo stesso la crescita occupazionale e la creazione di reti tra aziende. Selezionato come iniziativa strategica all’interno del Programma nazionale Giovani, donne e lavoro, questo piano contribuisce in modo significativo agli obiettivi del programma, con un focus particolare sulla priorità 3 che mira a sviluppare competenze essenziali per affrontare le trasformazioni in ambito digitale e ambientale.
Grazie a questo intervento, le imprese possono migliorare le competenze dei propri dipendenti, rendendoli più preparati a rispondere alle nuove esigenze di digitalizzazione, sostenibilità ed efficientamento energetico. Il sostegno offerto si traduce in contributi commisurati al costo del lavoro, permettendo così alle aziende di adattarsi ai cambiamenti organizzativi e produttivi richiesti dalle transizioni in corso. Inoltre, il bando facilita l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori coinvolti in progetti di investimento strategico o supportati dal Fondo per la transizione industriale. Un altro aspetto chiave è la possibilità per le imprese di inserire nel proprio organico nuovi lavoratori, precedentemente selezionati, una volta completato il loro percorso formativo.
A chi è rivolto il Fondo perduto?
Il Fondo perduto è destinato ai datori di lavoro del settore privato, compresi quelli a partecipazione pubblica, che abbiano approvato accordi collettivi per la rimodulazione dell’orario di lavoro con l’obiettivo di favorire percorsi formativi per i propri dipendenti. I percorsi formativi finanziati devono essere strettamente connessi ai cambiamenti e alle sfide che le imprese stanno affrontando, con particolare attenzione ai seguenti ambiti:
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evoluzione tecnologica e digitalizzazione
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utilizzo e sviluppo dell’intelligenza artificiale
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sostenibilità ambientale e riduzione dell’impatto ecologico
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economia circolare e gestione responsabile delle risorse
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transizione verso modelli produttivi più ecologici
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miglioramento dell’efficienza energetica
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benessere organizzativo e sistemi di welfare aziendale
L’iniziativa mira a potenziare le competenze del personale, in linea con le trasformazioni aziendali e le innovazioni nei processi produttivi e organizzativi.
Distribuzione e oggetto del contributo
Questo contributo mette a disposizione un fondo di 730 milioni di euro, suddiviso tra Regioni e Province autonome in base al loro livello di sviluppo economico. Le risorse sono così ripartite:
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225,9 milioni di euro per le Regioni più sviluppate, tra cui Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio e Veneto.
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39,9 milioni di euro per le Regioni in transizione, come Abruzzo, Marche e Umbria.
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464,1 milioni di euro per le Regioni meno sviluppate, tra cui Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.
Questi fondi sono destinati a sostenere diverse tipologie di intervento:
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La retribuzione oraria è coperta al 60% (80% nel caso di adozione di sistemi formativi o filiere formative, 100% per l'assunzione di apprendisti di terzo livello dopo la pubblicazione del decreto ministeriale del 10 ottobre 2024).
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Gli oneri relativi ai contributi previdenziali e assistenziali per le ore dedicate alla formazione vengono rimborsati integralmente, inclusa la parte a carico del lavoratore.
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Il datore di lavoro riceve 800 euro per ogni disoccupato assunto, se gli accordi prevedono la partecipazione di disoccupati selezionati dal datore di lavoro al progetto formativo e almeno il 70% di questi vengono assunti come apprendisti, o con contratto a tempo indeterminato dopo la formazione e prima della richiesta di saldo.
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Viene riconosciuto un bonus di 300,00 euro per ogni disoccupato assunto, nei progetti formativi che prevedono la formazione di disoccupati per una successiva assunzione con contratto stagionale della durata minima di 120 giorni, nei settori del turismo e dell'agricoltura. La durata minima della formazione per ciascun disoccupato deve essere di almeno 20 ore.
Il contributo del Fondo Nuove Competenze viene calcolato sulla base del costo orario dei lavoratori coinvolti nei percorsi formativi, rimborsandone una parte in funzione del tipo di intervento e delle caratteristiche dei destinatari.
Modalità di invio della domanda per il fondo
L'invio delle domande per accedere al fondo sarà possibile a partire dal 10 febbraio al 10 aprile 2025, anche se le agevolazioni verranno concesse fino a esaurimento delle risorse disponibili, seguendo l'ordine cronologico di arrivo delle domande. Pertanto, è essenziale che chi desidera richiedere il contributo prepari tutta la documentazione in anticipo e si faccia trovare pronto a inviare la domanda già il giorno di apertura. Per presentare la domanda, sarà necessario utilizzare la piattaforma online MyANPAL, e la richiesta dovrà essere inviata dal legale rappresentante dell'azienda o da un suo delegato. L'accesso alla piattaforma avverrà tramite uno dei seguenti strumenti di autenticazione: SPID, CIE o CNS. Considerata la complessità della procedura e la necessità di rispettare requisiti fiscali e amministrativi, molte imprese si affidano a consulenti esperti per la gestione delle pratiche. In particolare, la città di Roma rappresenta un hub strategico per il mondo imprenditoriale italiano e, al tempo stesso, ospita numerosi enti istituzionali e professionisti privati specializzati in finanza agevolata. Se cerchi un supporto qualificato per la corretta presentazione della domanda, puoi rivolgerti a uno studio commercialista a Roma con esperienza nell'assistenza alle aziende nell'accesso ai fondi e agli incentivi nazionali.
Una volta ottenuta l’approvazione della richiesta, le imprese avranno a disposizione un anno per completare le attività formative previste. Solo al termine del percorso formativo sarà possibile inoltrare la richiesta di saldo, utilizzando la stessa piattaforma telematica con cui è stata presentata la domanda iniziale. È fondamentale rispettare questa scadenza: se i termini di 365 giorni dovessero essere superati, la richiesta non verrà presa in considerazione e il contributo verrà revocato.






















