Viterbo RICORDI Sento il profumo delle bacche di ginepro e il profumo della ginestra
di Bruno Matteacci

 

Eravamo nell'anno 1944, nel cielo rombavano i motori degli aerei del nemico invasore; la certezza di salvare la vita era limitata ed allora i miei genitori decisero di trasferirsi, momentaneamente, in un luogo che ritenevano inaccessibile al nemico. 

Partimmo con il treno, in terza classe, destinazione Gubbio Monte di Pisciano, località da dove ebbe origine la famiglia della mamma, mentre il babbo era originario di Pietralunga paese a pochi chilometri l'uno dall'altro.  

A Pisciano abitavano ancora degli zii presso i quali fummo ospitati per circa due anni, ma nella zona, più o meno, erano tutti imparentati e noi fummo al centro delle benevoli attenzioni di tutti.

Ricordo, con piacere, quelle zone che sono divenute mete delle mie visite annuali a Gubbio.

Mi sembra di rivivere i miei otto anni, mi sembra di sentire il dialetto di quelle genti di campagna che hanno dato ospitalità, affetto ed amore a noi sfollati per causa della guerra; ma, con certezza, sento il profumo delle bacche di ginepro e il profumo della ginestra, sento il silenzio rotto dal fruscio del vento tra le antiche querce.

Questi ricordi, che allietano la mia mente, mi hanno fatto rivivere un brutto episodio per il quale serbo rancore a me stesso.

Era la stagione in cui gli uccelli fanno il loro nido e depositano le uova per la nascita dei propri figli; io, che mi ritenevo fortunato di averne trovato uno, in prossimità della casa nella quale vivevo, stavo all'erta che tutto andasse per il giusto verso, cioè aspettavo la nascita di quattro uccellini.

La domenica mattina un mio cugino, molto alla larga, e più grande di me di qualche anno, al termine della Santa Messa, mi volle portare a vedere i nidi che lui aveva scoperto facendomi quasi venire la rabbia perché io ne avevo solo uno, mentre lui ne aveva una decina.

La notte, stando davanti al focolare con mia sorella Bruna e il mio cugino Luigi, mi venne pensato di fare, all'indomani, una visitina nella zona dove avevo veduto tutti quei nidi e di prelevare, da ogni nido un uovo che avrei depositato nel mio modesto nido che aveva solo quattro uova. La pessima azione trovò la soluzione al mattino, ma la grande delusione non fu tarda a raggiungere. Tutte le uova rimasero chiuse perché la mamma uccello, più intelligente di chi aveva fatto il danno, sospese di "covare" le uova lasciandomi addolorato per quello che inconsciamente avevo fatto. 

 Bruno Matteacci

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

chi è on line

Abbiamo 924 visitatori online

 

 I libri

di Mauro Galeotti

 

Cartonato - pag. 246 - euro 25,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it

Cartonato - pag. 808, a colori
da euro 120,00 a euro 80,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it