Viterbo PENSIERI PERSONALI C'è chi, suo malgrado, riesce appena a vedere la luce del giorno
di Bruno Matteacci

L'angelo nella Tomba De Parri, nel Cimitero di san Lazzaro a Viterbo
La morte fa parte della vita.
Sì su questa terra siamo tutti di passaggio, c'è chi percorre queste vie terrene per lunghi periodi, avendo la gioia di vedere molte vicende che accadono nel nostro globo.
C'è chi, suo malgrado, riesce appena a vedere la luce del giorno; mentre la generalità dell'essere vivente "uomo" vive, molti anni tra soddisfazioni, sempre meno, e problemi, sempre in aumento. Per fortuna, per chi è credente, il tutto è guardato con serenità, anche se fare un ventilato pensiero di dover lasciare gli affetti più cari, fa venire il groppo alla gola.
Io sono uno di quelli che predicano bene e razzolano male, lo ammetto. L'arco della mia vita ebbe inizio il 10 luglio del 1936, anche se anagraficamente sono nato il 15 luglio, fui attorniato dall'affetto dei miei genitori e di mia sorella Bruna senza voler ignorare l'affetto di nonni e degli zii. Ma, crescendo in una famiglia dove si lotta per un domani migliore, vedendo i sacrifici dei genitori, questo ti tempera il carattere e ti induce ad imitare o affiancare i genitori, allo scopo di alleviare la durezza della vita che per la generalità è una continua lotta.
Lotta che con dignità i miei genitori hanno fatto fino al giorno della loro dipartita e di questo sacrificio io ne ho raccolto i benefici e li ringrazio.
Mi sento attratto dalla Chiesa, dalla preghiera, quasi tutti i giorni vado ha fare visita ai miei defunti, non lascio trascorrere le ore 18 senza recitare il Santo Rosario trasmesso da Lourdes. Ciò che rasserena la vita terrena è pensare alla vita eterna, alla gioia di riabbracciare, nello spirito, i nostri cari che ci hanno preceduti nel ritorno alla Casa de Padre.
Tu che mi stai leggendo ti domanderai perché Bruno dice questo?
“Dico e faccio ciò perché sono convinto "che si muore quando si è dimenticati" e andare al Cimitero solo il giorno del "2 novembre" per fare la sfilata o un'abbracciarsi con colui o colei che si sono veduti al Cimitero l'anno precedente è, per me, un esibizionismo perché non si odono preghiere, ma commenti e risate, fatto salvo il momento della sacra processione alla presenza di S.E. il Vescovo.
Bruno Matteacci






















