Viterbo CRONACA SIMPATIA Siamo indubbiamente anche molto diversi, ma oltre all’affabulazione ci uniscono alcuni particolari casuali

Barbara e Bruno,
noi non ci conosciamo materialmente, ma da un po’ di tempo siamo diventati colleghi virtuali perché scriviamo su questo giornale le nostre storie intrise di ricordi, di suggestioni, di buoni sentimenti. Siamo i narratori seriali de “lacitta.eu”.
Altri narratori, mi vengono in mente Vincenzo Ceniti e Fabio Ernesti, ci hanno preceduti con il racconto dei loro ricordi, con la loro abilità letteraria, con la loro eccellente professionalità. Lo stesso direttore Mauro Galeotti alterna ad articoli di varia natura, soprattutto di denuncia civile, qualche “m’aricordo” tratto dalla sua eccezionale viterbesità.
Devo dire che ci sono anche Emma e Zampa che raccontano saltuariamente le loro esperienze. Ma noi tre, Barbara Bruno e Agostino G., siamo i seriali, scriviamo spesso e con regolarità. Ci accomuna qualche cosa, un impulso, un desiderio di aprirci, di comunicare…
Il motivo vero non è evidente, non è dichiarato, e probabilmente non è neppure il medesimo. Però a me questa coincidenza provoca una istintiva simpatia, perché rivela una sensibilità che in qualche modo ci accomuna e ci aiuta ad esternare il buono e il brutto della vita, nel senso in cui ognuno di noi lo sente e lo vuole esprimere.
Siamo indubbiamente anche molto diversi, ma oltre all’affabulazione ci uniscono alcuni particolari casuali: con Barbara io condivido (quasi) il cognome: io Pasquali, lei Pasqualini; con Bruno l’età avanzata. Credo che Barbara sia giovanissima, potrebbe essere nostra figlia o addirittura nipote,vero Bruno?
Concludo con l’invito a voi, Barbara e Bruno, di continuare a scrivere. Vi aspetto.
Non so quanti lettori abbiamo, e neppure me ne importa molto (un pochino sì, sarei bugiardo se lo negassi), ma voi due sappiate che sicuramente io vi seguo sempre e con tanta, tanta simpatia.
Agostino G. Pasquali






















