Fabrica di Roma CRONACA Dopo cinquant’anni tra Sodalizio e Comune scende l’era glaciale
Tiziana Mancinelli

Salvatore Berni, poi come si chiama, chi lo sa?, Giuseppe Zucchi
e il fratello Balilla Vittorio Zucchi,
che in futuro, per qualche anno, sarà guida del Volo d'Angeli
(grazie ad Augusto Zucchi per l'informazione)
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Gentile concessione di Tino Berni
Il Comune non paga il pranzo sociale offerto come da tradizione al Sodalizio ogni anno, da più di cinquant’anni, non paga le targhe commemorative ai facchini, non paga nemmeno il museo che in questi giorni, quindi, resta chiuso a turisti e visitatori.
Dopo cinquant’anni tra Sodalizio e Comune scende l’era glaciale, e il merito è tutto dell’amministrazione Michelini. Nella storia di Viterbo una rottura di questo tipo non si era mai vista. Tutto è nato dalla decisione dell’amministrazione comunale di estromettere i facchini di Santa Rosa dalla commissione giudicatrice per la scelta della nuova macchina, con qualche dichiarazione di troppo, di certo inopportuna, di alcuni consiglieri di maggioranza. E pensare che il sindaco Leonardo Michelini, in occasioni pubbliche, aveva espresso tutt’altro pensiero. Ma le parole sono parole: sul bando di concorso c’è, invece, una bella croce sul Sodalizio che a sua volta l’ha messa sul Comune di Viterbo.
Un altro primato messo a segno dalla coalizione di centrosinistra che inanella una figuraccia dietro l’altra grazie a un’acclarata incapacità politica senza pari, per cui ormai rompe ogni cosa che tocca.
I facchini devono portare la macchina, a loro rischio, ma, secondo la squadra di Michelini, non possono sceglierla: e chissà che non debba materializzarsi l’ipotesi che scherzosamente Giacomo Barelli aveva escluso in consiglio comunale, rispondendo a una domanda del consigliere De Dominicis, preoccupato che il Comune volesse realizzare un nuovo progetto solo per portarlo a Milano a Expò 2015: “state tranquilli, non metteremo le ruote alla macchina di Santa Rosa”. Mai dire mai, vista l’aria che tira, il rischio che il tre settembre l’applicazione di quattro ruote motrici alla suggestiva struttura potrebbe restare l’unico mezzo a disposizione per trasportarla in giro per la città, non è più una barzelletta.
Del resto, l’amministrazione Michelini ci ha abituati alle cose più assurde: nell’anno del riconoscimento Unesco, ottenuto grazie all’impegno dei loro predecessori e del Sodalizio, e sbandierato ai quattro venti in tutte le occasioni pubbliche, la giunta Michelini non è stata capace nemmeno di mettere il logo Unesco sulla cartellonistica e di assicurare una diretta televisiva dell’evento.
Chissà che avranno detto i responsabili del patrimonio dell’Umanità di fronte a tanta superficialità da parte di amministratori posti alla guida di una città che, grazie a loro, è apparsa assolutamente inadeguata a tali palcoscenici. Cose dell’altro mondo. Nell’anno della sua più alta celebrazione di fronte alla comunità internazionale con il riconoscimento Unesco, l’amministrazione Michelini spegne le telecamere e non riesce nemmeno a mandare in onda l’evento fino a Pianoscarano.
E pensare che i facchini per festeggiare questo Trasporto avevano addirittura percorso il tratto straordinario di via Marconi che quasi nessuno ha visto, date le difficoltà create al pubblico per arrivare sul posto e l’assenza delle riprese televisive. L’esclusione ora del Sodalizio dalla commissione giudicatrice che sceglierà la nuova macchina di Santa Rosa, è stato l’inizio della fine di una collaborazione tra facchini e amministratori pubblici locali doverosamente sigillata da una vita dalle precedenti coalizioni di governo.
Sono seguiti il mancato pagamento del pranzo sociale e del museo dei facchini, impegni che mai nessuna amministrazione aveva disatteso prima d’ora, anche per una forma di rispetto verso uomini che si sacrificano ogni anno, anche a rischio della vita, senza nulla in cambio, per assicurare alla città l’omaggio secolare alla sua Santa con il Trasporto.
E anche ieri un’altra pagina incredibile è stata scritta da un’amministrazione cittadina che ricorderemo con imbarazzo ogni volta che andremo a rileggere la storia a questo capitolo intitolato a uno dei temi più sentiti dalla cittadinanza, ossia Santa Rosa: il pranzo sociale si è tenuto presso il ristorante Resort Villa Finisterre senza le autorità cittadine. Il Comune non è stato invitato. Era inevitabile e non era mai accaduto prima d’ora. Ma tant’è.
“Quello di oggi è stato un evento particolare, da ricordare e da annoverare tra le pagine più belle della storia della nostra associazione”, dice in una nota il Sodalizio, “dopo quasi cinquant’anni il pranzo sociale è stato autofinanziato dai Cavalieri di Santa Rosa”.
“Con un inatteso, ma graditissimo gesto, gli amici di Confartigianato hanno contribuito alla realizzazione dell’evento; per questo li ringraziamo di tutto cuore”. “La ragione di questa scelta a senso unico”, prosegue la nota, “va ricercata nella motivazione, inequivocabile peraltro, che l’amministrazione comunale a un anno di distanza, non ha dato il benché minimo segno di voler, come consuetudine, rimborsare il pranzo sociale del 2013, pagato dal Sodalizio il sedici novembre 2013”.
Unica risposta da Palazzo dei Priori: il silenzio, “rotto solo da qualche pianto sommesso di coccodrillo”, precisa il Sodalizio, “e, soprattutto, dall’improvvida replica di un consigliere di maggioranza il quale, in base alle sue strampalate e infondate elucubrazioni, accusa il Sodalizio di disparità di trattamento nei confronti della reggente amministrazione rispetto alla precedente, argomentazione smentita dai fatti e dalla cronaca”.
“Il fatto è che a oggi nessun rimborso è arrivato nella casse del Sodalizio, compresa la refusione di quanto pagato ai gestori del nostro museo che, giocoforza, rimarrà serrato fino a data da destinarsi. Men che mai c'è stata rassicurazione di un rimborso del pranzo sociale 2014, atteggiamento questo che ha indotto l'interruzione di una pressoché cinquantennale tradizione.
Da qui la scelta obbligata dell’autofinanziamento del pranzo sociale, al quale, ovviamente, non sono stati invitati i rappresentanti del Comune, e ci mancherebbe altro. Nostro malgrado, e per non creare imbarazzi di sorta, non abbiamo potuto invitare i rappresentanti delle altre istituzioni, ai quali vanno le nostre scuse”.
Un’altra perla dell’amministrazione Michelini le targhe commemorative consegnate ai facchini: “quelle del 2013 non sono state pagate” comunica il Sodalizio, “solo l’intervento della Banca di Viterbo ha reso possibile, almeno per quest’anno, la consegna delle targhe 2014. Un grazie di vero cuore al presidente Vincenzo Fiorillo, al direttore generale Massimo Caporossi e a tutto il consiglio di amministrazione”.
Dalle targhe, dunque, sparisce il simbolo del Comune di Viterbo e accanto al logo del Sodalizio e dell’Unesco compare quello dell’Istituto di Credito viterbese. Un episodio senza precedenti che accade nell’anno di distanza dal riconoscimento Unesco che avrebbe dovuto riunire tutte le forze locali intorno al comune obiettivo di valorizzare e far crescere la tradizione di Santa Rosa.
Ma l’amministrazione Michelini, evidentemente, non è in grado di mettere a frutto nemmeno ciò che gli hanno portato in dotazione altri. “Il riconoscimento Unesco”, ricorda il Sodalizio, “è stato degnamente onorato e festeggiato solo dalla volontà e dal coraggio dei facchini che, nonostante le resistenze e le critiche a trecentosessanta gradi, hanno voluto allungare il percorso a via Marconi, per rendere memorabile il trasporto 2014, visto che il promesso, e lasciato cadere nel vuoto, trasporto straordinario non ha avuto seguito”.
“Purtroppo, e nonostante i moniti e segnali giunti dalla Rete e dall’Unesco, a molti amministratori tuttora sfugge, o dà fastidio riconoscere, il ruolo centrale che hanno le comunità firmatarie, di cui il Sodalizio è il capofila, all'interno dei progetti e dei riconoscimenti dell'Unesco, ma questo è solo uno dei tanti problemi”.
“Quella di oggi”, conclude il Sodalizio, “è stata una bella festa in famiglia, duecento venti persone senza etichetta, molti diranno “finalmente”, senza table d'honneur, senza discorsi ampollosi e cerimoniali vari, eccetto che per la consegna delle targhe, con tanti amici, tra cui i presidenti emeriti del Sodalizio Nello e Lorenzo Celestini, il vicario generale Don Luigi Fabbri e Don Alfredo Cento (cappellano del Sodalizio), Luigi Mechelli (AVIS), Alfredo Fazio, Renzo e Alessandro Lucarini (Centro Storico), Pino Loddo e Giancarlo Magno del Pilastro, Paolo Bracaglia del Comitato Pianoscarano, il Circolo Giulio di Selvaggini, Francesco Aliperti di Archeoares, Carlo Maria Scipio e Silvio Cappelli di Take Off, Emanuela Rinelli e il Maestro Moretti dell'Associazione Filarmonica Vejanese, Vincenzo, Mirko e Stefano Fiorillo, Andrea e Contaldo Cesarini, Damiano Amatore, Fausto Cappelli, la mascotte Federico Moretti e i Rappresentanti dei Facchini di San Lanno di Vasanello, Caterina Valeri e tanti altri amici.
Un ottimo pranzo, in un ambiente allestito con lussuosa semplicità e soprattutto tanta voglia di stare insieme con gioia e all’insegna della schiettezza e del sentimento di fratellanza che lega tra loro i facchini a Viterbo ai viterbesi e ai loro amici, sempre nel segno di Santa Rosa”.
Tiziana Mancinelli






















