Viterbo CRONACA Riflettori puntati sul verde
di Tiziana Mancinelli

 

Via Lorenzo di Viterbo coi tigli segnati, per essere tagliati

Via Lorenzo di Viterbo tornerà quella di prima.

Un viale storico entrato nella memoria collettiva dei viterbesi, non solo di quelli che abitano in zona, tutti affascinati dalla maestosità dei giganteschi tigli che spalancano grandi chiome verso il cielo, vertiginosi e imponenti.

Forse un po’ troppo per stare in pieno centro cittadino, dicono gli esperti, ma per chi ama il verde con le sue quiete e armoniose atmosfere, resta sempre un grandioso spettacolo con cui convivere piacevolmente ogni giorno.

Recentemente quattro di questi tigli del lussureggiante viale che da piazza Crispi si snoda fino al Paolo Savi, erano stati abbattuti perché malati, secondo una relazione dell’Università che, seppur basata su argomenti tecnici inoppugnabili, non è servita a rassegnare gli animi più appassionati che sulle grandi fronde di quei robusti rami hanno appeso cartoline di ricordi per un’intera vita.

Senza quei quattro tigli, oggi, quel viale, menomato di uno dei suoi due lati, offre una cornice sbilenca di chiome che prima si chiudevano in una lussureggiante ed elegante galleria sopra la strada. Ma non resterà così.

Gli uffici comunali hanno disposto il reimpianto di quattro nuovi tigli. Lo impone la legge paesaggistica che non lascia molte alternative al Comune: nello stesso punto dovranno essere piantati quattro nuovi alberi dello stesso tipo.

Via Lorenzo di Viterbo, com'era

Questione di giorni, tempo permettendo, e l’alberatura sotto la quale per decenni hanno giocato bambini, sognato gli innamorati e trovato la quiete gli anziani, tornerà come era.

E’ la stessa normativa a proteggere questo viale considerato “storico”, in quanto situato a pochi metri dalle mura e quindi sottoposto a vari vincoli che impediscono di attribuirgli una fisionomia diversa da quella che ha avuto fino ad oggi, caratterizzandolo in modo unico, per tantissimi decenni.

Discorso diverso per le due querce abbattute in via Bachelet.

Il loro posto sarà preso da due ciliegi. Il taglio dei quattro tigli, però, ha avuto il merito di far emergere l’invisibile ma profondo legame che può stringere la cittadinanza con alcuni elementi del patrimonio verde, così vicini alla quotidianità da diventare presenze vive e stabili del vissuto cittadino.

Una sensibilità senza la quale il taglio dei quattro tigli sarebbe rimasto un atto amministrativo di ordinaria amministrazione nel quadro della manutenzione del verde pubblico, e invece sta spalancando un capitolo tutto da scrivere sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale.

Una sensibilità sulla quale il Comune, perseguendo le giuste politiche, potrebbe costruire una cultura attenta e responsabile verso tali valori. Non ci potrebbe essere momento più adatto di questo per fare queste riflessioni, dato che proprio in questi giorni si sta discutendo in commissione il regolamento sul verde urbano, redatto dalla precedente amministrazione.

I cardini su cui poggerebbe tale documento sono: la disciplina delle alberature; delle aree verdi, della loro fruizione da parte dei cittadini; delle modalità di gestione partecipata del verde pubblico; gli orti urbani.

Il regolamento stabilirà criteri e regole per le azioni che in futuro saranno intraprese, ma esprimerà anche un contenuto politico che ci dirà se tra dieci, quindici anni, con l’espandersi dello sviluppo urbanistico, potremo aspettarci Viterbo: una città verde, con spazi dove il cittadino possa ritrovare, in mezzo alla frenetica vita urbana, un contatto autentico con l’ambiente.

Per il 2015 l’amministrazione comunale ha stanziato circa seicento cinquanta mila euro su questo particolare capitolo di bilancio. Una somma considerevole che fa ben sperare.

Attualmente le aree verdi sono circa 66 ettari: undici metri quadrati a cittadino, pressoché al livello minimo previsto obbligatoriamente dalla legge. Numeri che andranno migliorati se si sceglierà di puntare su una città verde.

Attualmente il Comune sta eseguendo tagli e reimpianti nell’ambito di un appalto di settanta mila euro. A breve ne andrà a gara un altro. Ma i riflettori sono puntati su un vero e proprio “progettone” ancora in stato embrionale che dovrebbe andare a incidere in modo più significativo sul verde cittadino e che contribuirà a fare più chiarezza su quale sarà la politica adottata in questo ambito.

Tiziana Mancinelli

Via Lorenzo di Viterbo, oggi

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