Viterbo CRONACA Saraconi assicura che su Prato Giardino sarà elaborato un progetto su misura per puntare alla sua riqualificazione
di Tiziana Mancinelli

Viterbo, Prato Giardino nel 1910 (Archivio Mauro Galeotti)
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Come sarà Viterbo tra dieci anni?
Sarà la città del cemento o degli alberi?

Non è troppo presto per chiederselo, perché come sarà il nostro spazio urbano domani, dipenderà da quello che i nostri amministratori decideranno oggi.

Le aree verdi attuali sono al livello minimo richiesto obbligatoriamente dalla legge: circa undici metri quadrati a cittadino, rispetto ai dieci imposti dalla norma.

Se la maggioranza di centrosinistra al Comune di Viterbo punterà su una città verde, allora vedremo espandersi queste aree di anno in anno, segnando un incremento maggiore di quello imposto per legge.

Un’altra spia sarà la programmazione finanziaria che ci dirà quante risorse saranno destinate a questo capitolo in ogni esercizio amministrativo, delineando un trend positivo o negativo alla fine dei cinque anni di mandato.

Oltre che sui parametri quantitativi, il “desiderio di verde” del governo Michelini, si rivelerà su un altro banco di prova: una città che vuole esaltare il valore dell’ambiente, dovrà, infatti, prestare la stessa attenzione anche alla qualità del verde urbano, senza dimenticare di far fiorire in aggiunta a questi spazi, una mentalità che possa coltivare stabilmente tra i propri principi di riferimento anche questo, promuovendo particolari iniziative.

Riflettori puntati, quindi, sulla discussione che si sta facendo in questi giorni sul regolamento per il verde urbano e sul testo che ne uscirà fuori.

Fino a ora l’assessorato competente, guidato da Raffaela Saraconi, sembra aver dedicato molte energie all’argomento: “Abbiamo rivisto completamente il testo redatto dalla precedente amministrazione”, specifica l’assessore, per sottolineare che, dopo le rettifiche fatte, autrice della bozza è ormai da considerarsi la maggioranza in carica.

“Abbiamo fatto tavoli e incontri con l’Università di Viterbo e ben tre ordini: architetti, ingegneri e agronomi”, spiega Saraconi.

Il regolamento di Viterbo si sarebbe ispirato a quello di Torino che rappresenta una delle eccellenze in materia e oltre al contributo del dirigente ai Lavori Pubblici, Ernesto Dello Vicario, ha usufruito anche di quello all’Urbanistica, Emilio Capoccioni.

Il verde sembra essere una delle priorità dell’amministrazione Michelini, dunque, che presto dovrà occuparsi anche di quello che, quando si parla di parchi urbani, ne è diventato un po’ il simbolo: Prato Giardino, grande villa comunale del 1843, uno spazio non semplicemente verde, ma anche ricco di storia e quindi unico nel suo genere.

Tra due mesi saranno rinnovati gli appalti vigenti sulla manutenzione e potrebbe essere l’occasione giusta per tornare a parlare del recupero di questo polmone verde tanto prestigioso quanto bistrattato della città.

La stessa Saraconi assicura che su Prato Giardino sarà elaborato un progetto su misura per puntare alla sua riqualificazione.

Tiziana Mancinelli

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