Viterbo CRONACA DI LAVORO Molte aziende nostrane hanno urgente bisogno di assumere lavoratori
di Ivan Aidala
 
Voja de lavora'....

   Quanti sono i disoccupati nel nostro beneamato Paese, lo Stivale più conosciuto nel mondo?

Milioni, così almeno affermano le statistiche ufficiali e noi dobbiamo - come d'altra parte abbiamo fatto altre volte - prenderne doverosamente atto, tanto più che, secondo l'O.C.S.E. (l'Organizzazione Internazionale  che se ne occupa) la disoccupazione in Italia inizierà a calare soltanto nel 2016.
Malgrado ciò, sono molte le aziende nostrane che hanno urgente bisogno di assumere lavoratori, specialmente in Umbria, in Toscana e nel Lazio.
 
Secondo i dati scrupolosamente riportati dal "Corriere di Viterbo", vengono generosamente 'invitati' al lavoro: manovali, baristi, stiratrici, ingegneri, contabili, venditori (Umbria); giardinieri, sarti, cantinieri, fabbri, meccanici, estetiste (Toscana).

Nel Lazio in particolare, ecco un interessante elenco di persone che vengono richieste per le mansioni più svariate:
Acquapendente: autista di taxi, conduttore di automobili e di furgoni;
Bagnoregio: grafico creativo;
Caprarola: ingegnere e professioni assimilate;
Civita Castellana: colatore di gesso;
Montalto di Castro: falegname, operai;
Monterosi: tecnico elettronico;
Soriano nel Cimino: agente di commercio, macellaio;
Tarquinia: impiegato d'ufficio, cuoco, gommista, pizzaiolo, addetto ai magazzini;
Tuscania: ragioniere contabile;
Vetralla: operai, assistente per anziani;
Vignanello: decoratore legno-vetro;
Viterbo: assistente amministrativo, cassiere, cuochi, centralinista, telefonista, collaboratore amministrativo, operai generici, elettrauto, falegname, facchino, magazziniere, meccanico elettrotecnico, addetto ai servizi di vigilanza, agente di vendita, baristi, procacciatore commerciale, biotecnologo alimentare, addetto agli acquisti merci.

   Insomma, i settori nei quali c'è bisogno di mano d'opera sono molti e c'è, quindi, da sperare che molti disoccupati quanto prima non lo siano più. Buon lavoro!
 
PIZZI D'AUTORE
    Ci avrete fatto caso tutti, o quasi. Il 'copri-mento' è sempre più di moda, dai quartieri alti a quelli popolari. Senatori, ragionieri, venditori (anche di fumo), avvocati, uomini più o meno politici, operai, tutti a lasciare in disoccupazione rasoi, macchinette e lamette, schiuma e doposchiuma, creme per pelli secche e meno secche.
 
Il pizzo sta diventando obbligatorio, altrimenti non sei nessuno. Mentre a noi non resta che commentare serenamente: che barba!
 
Ivano Aidala

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