Viterbo PENSIERI Me cojoni! Da la padella, ma la brace!
a cura di Lutor (Luigi Torquati)
Sindaco Michelini pensa anche a noi nella nuova distribuzione delle deleghe in giunta
Non è che avessi l’intenzione di scrivere qualcosa in proposito, soprattutto perché ho ripetuto tante volte il mio pensiero su alcuni degli ex assessori e anche perché, avendo avuto l’opportunità di parlare direttamente con il Sindaco Michelini, ho spiegato a voce cosa pensavo in merito.
Però leggo da più parti che il Sindaco, dopo il ritiro a sorpresa delle deleghe, afferma che entro mercoledì assegnerà di nuovo gli incarichi, mantenendo inalterata la scelta umana.
Me cojoni! Da la padella, ma la brace! In un anno e mezzo, questa giunta non ha fatto altro che produrre danni, scontento, malumore, soprattutto nei cittadini. Viterbo fa schifo sotto tanti punti di vista, vedi rifiuti (per una migliore lettura: monnezza), buche nelle strade, illuminazione pubblica, cultura, assenza di controlli (fatte salve le contravvenzioni per divieto di sosta), traffico caotico in punti chiave della città, ecc. ecc. Se c’è stato qualcosa di buono (vedi Sallupara), è stato per la programmazione fatta dall’amministrazione precedente.
Come si fa a pensare che con il solo scambio di deleghe possa migliorare la situazione? Potrebbe essere valida l’assegnazione della delega all’Urbanistica, al Centro Storico, alla Mobilità Urbana e Traffico, alla Saraconi, che, essendo architetto, potrebbe (?) risolvere qualche problema; ma come si fa a dare i Lavori pubblici e tutto il resto prettamente di natura tecnica, a qualcuno che non sia un ingegnere, un imprenditore edile, un geometra che opera sul campo?
A chi verrà dato l’assessorato riguardante la Cultura, i Grandi Eventi, il Termalismo, considerato che fino ad ora di grandi eventi non ce ne sono stati molti a parte la “rottura” con il sodalizio dei facchini, la mancata riapertura delle terme ex INPS e il Teatro dell’Unione ancora chiuso.
E la ciambellina? Continueremo a vederla fritta nei Tributi, Polizia Locale, Servizi Cimiteriali, ecc., oppure la troveremo spalmata di marmellata con l’assessorato all’Agricoltura, Valorizzazione Parchi e Giardini, ecc. nel quale la Valeri ha fatto poco o niente (vedi Prato Giardino)?
Insomma, caro Leonardo, svegliati, non subire il peso delle parentele politiche, ti ho sempre stimato come una persona intelligente e pratica: confermalo!
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“Me ne frego! Per la crisi del Comune non serve il mio intervento in quanto il sindaco Michelini e tutti i capigruppo della maggioranza sono talmente bravi da risolvere da soli i problemi”. La delicatissima frase è di Cicciobello, in arte Beppe Fioroni. Prima ha suggerito, consigliato dall’alto della sua esperienza politichese, ora solo un: “Me ne frego”, frase di mussoliniana memoria.
Avresti dovuto farlo prima senza mettere nei guai Michelini, forse le cose sarebbero andate meglio, anzi, certamente considerato che hai perduto per strada quasi tutto lo smalto, se non tutto, dei giovanili ricordi.
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A proposito di ricordi. Arnaldo Sassi in una sua “Sassata” su Viterbopost ha rammentato ciò che il grande Fioroni disse in occasione degli auguri natalizi del 2013 a proposito delle mura di Viterbo “che la pulizia e il recupero della cinta muraria di Viterbo sarebbero stati l’inizio dell’attuazione dei grandi progetti per rimettere in movimento la città”. Addirittura, presso l’assessorato ai Lavori pubblici erano pronti un milione e trecentomila euro messi a disposizione dal Ministero dei Beni artistici e culturali.
La Saraconi nemmeno a cose predisposte ha dato risposta positiva. Vedi caro Michelini che assessori vuoi mantenere.
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Con un piccolo saltino, arriviamo da Fioroni direttamente a Bonori, il nuovo presidente della Talete. L’Ato, l’Ambito territoriale ottimale, non ha creduto opportuno deliberare aumenti per la fornitura dell’acqua e allora Talete ha deciso da sola proponendo all’autorità nazionale dell’energia elettrica e gas, un aumento delle tariffe del 27% in attesa della conferma di quello già fatto in precedenza, in vigore da gennaio 2014, del 9% che pagheremo a conguaglio. Circa la simulazione fatta da Talete su quanto comporta l’aumento del 9% per il mio caso è precisa: Talete dice 29,46 euro all’anno ed infatti a me, verrebbe un aumento esatto di 30,00 euro. Nel caso del 27% mi verrebbe 90,00 euro.
Indubbiamente non sarebbe un aumento eccessivo, ma le tariffe attualmente in vigore, non sono già di per se un po’ care? Dal 2009 al 2013 ho pagato una media di 335,00 euro all’anno, pur con un consumo sempre minore, specialmente nell’ultimo anno, considerando che siamo costretti a rifornirci alle “casette” comunali per via dell’arsenico. Se devo calcolare l’acqua che prendo settimanalmente, più l’acqua minerale che compro, la spesa arriverebbe ad oltre 500,00 euro all’anno.
Un po’ troppo, per un’acqua schifosa, imbevibile, non usabile per gli usi domestici e per la quale avremmo dovuto pagare il 50% in meno.
L’aumento richiesto, caro Stefano, servirà almeno a fare in modo di risparmiare la benzina (altra spesa da calcolare) per andare a fare rifornimento di acqua?
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Caro Matteo, ma certo, intendo Renzi non l’evangelista, hai dichiarato che l’astensione che c’è stata nelle ultime regionali Emiliane e Calabresi, è “una questione secondaria” che non ha importanza ai fini del risultato.
Mi dispiace, non sono d’accordo, è importante esprimere il proprio pensiero qualunque esso sia, si tratta di senso civico, di responsabilità verso la società intera, di dovere morale, soprattutto di democrazia. Con l’astensione facciamo morire la democrazia.
E’ vero, noi italiani quasi non conosciamo il vero significato di democrazia, non l’abbiamo mai vissuta: dalla monarchia siamo passati al fascismo, dopodiché abbiamo avuto una pseudo democrazia rappresentata da una egemonia democristiana, rafforzata poi dal socialismo, con in pratica un regime clientelare; successivamente siamo passati al berlusconismo che le regole se le faceva da solo per i propri interessi, sfruttando intelligentemente una nuova risorsa, quella della comunicazione di massa attraverso il controllo della televisione.
Ignoriamo, quindi, il vero significato delle elezioni: sono il momento più significativo della vita politica, il momento nel quale il popolo delega, a chi ritiene degno e capace di farlo, il compito di governare il paese al fine di elevarne la vita economica e sociale.
Con la tua dichiarazione mi fai pensare che la tua convinzione sia che le elezioni non servono. Certo tu hai intrapreso una strada diversa: il leader si fa avanti, conquista posizioni, fa accordi e alleanze, poi quando ritiene che sia arrivato il momento giusto, indice una votazione, che diventa una farsa, affinché il popolo legittimi il nuovo assetto di potere. A quel punto dell’assenteismo non ti frega più niente come hai dichiarato.
E’ vero che esiste una disaffezione politica che ci fa dire “tanto non cambia niente”, così come siamo in molti a pensare “non do il mio voto a questa gente”, oppure, non riconoscendo più come valido il nostro partito, preferiamo non votare piuttosto che sceglierne un altro.
Ma non è giusto, dobbiamo votare magari scegliendo il meno peggio. Preferisco votare un Salvini che mi sta sul ……. piuttosto che non votare. Mi piace la democrazia!
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A proposito di Salvini. Se non ci fosse stato tutto l’astensionismo che si è verificato e tutti fossero andati a votare, considerando che i patiti, i fanatici, coloro che non si rendono conto che la Lega è un’altra dittatura, sono andati tutti in massa a votare e che nessuno si è certamente astenuto, la percentuale sarebbe scesa ad appena 6.5%. Quisquiglie, bazzecole, mosche sparse alle quali iniettare DDT.
Lutor






















