Viterbo CRONACA Signori è tempo di decidere: Europa delle Patrie, dove ciascuna nazione abbia un suo ruolo ed una sua dignità

Angela Merkel

E’ cominciato il tempo del toto Presiedente della Repubblica, ovvero: chi succederà al Napolitano bis?

Nomi già corrono di bocca in bocca, di partito in partito, di cellula in cellula, di portaborse in portaborse, di segretaria in segretaria, di autista in autista cercando di captare tutti gli umori possibili ed immaginabili che  fungano da stella cometa, in grado di guidare ed orientare passi o pronostici di questo o quel finto disinteressato in fasce, verso la Grotta quirinalizia.

Certo esclusi i precedenti trombati, vale a dire: Rodotà, Prodi e… compagnia suonando.

Da Giuliano Amato, a Roberta Pinotti, da Paolo Gentiloni ad Angela Finoccharo, da Gianni Letta a Pietro Grasso, ecco alcuni dei papabili con i suoi favorevoli e contrari, per finire (si fa per dire) - udite, udite – con Lorenzo Bini Smaghi, che qualche quotidiano in vena di smancerie, accanto al titolo di economista, ha avuto l’ardire di aggiungere anche quello di illustre. Questo fedele funzionariotto della Merkel sarebbe, a dire dei bene informati, gradito al boy scout Renzi, dal momento che il (poco illustre) economista avrebbe fatto da ponte tra lui e la regina teutonica dell’ordoliberismus.

E’ chiaro che si tratta di nomi e di previsioni e che come ogni previsione, questa può essere azzeccata o sbagliata. Così come è vero che spesso e volentieri chi entra Papa in conclave, ne esce il più delle volte Cardinale. Tuttavia non è un caso che il nome di Lorenzo Bini Smaghi salti fuori come il classico coniglio dal cilindro del prestigiatore.

Presidente della Fondazione di Palazzo Strozzi a Firenze dal 2006, Lorenzo Bini Smaghi annovera fra i membri associati: Banca Intesa San Paolo, Bank of America Merryl Linch, Boston Consulting Group, Saatchi & Saatchi e… tanti altri “illustri” poteri forti di quell’alta finanza che, con i loro sporchi giochetti, vorrebbero dettar legge all’Europa ed al mondo intero facendoci raccontar fandonie e bugie dai ligi arlecchini alla Bini Smaghi, attraverso libracci e libercoli sull’Europa magari proprio da costoro finanziati: dall’eccessivo debito pubblico foriero di ogni recessione (stronzata delle stronzate: perché in Giappone, l’economia prospera, nonostante abbia il debito pubblico in percentuale più alto del pianeta?), all’art. 18, altro indemoniato da esorcizzare al più presto!

E mentre degli 80 euro al mese di Renzi nelle buste paga degli italiani non resta né traccia né memoria, mentre la disoccupazione giovanile sale a vista d’occhio, mentre la cassa integrazione aumenta insieme al precariato e gli esercizi commerciali chiudono per mancanza di liquidi, ecco che qualcuno sembra cominci a svegliarsi dal letargo o dal rincoglionimento senile, accorgendosi finalmente che in Italia di tasse se ne pagano troppe e in modo sbagliato. Già, bella scoperta!

Ma il guerriero che ora ruggisce ai quattro venti non è il medesimo che, insieme al centrosinistra ha volontariamente lasciato spazio a Mario Monti ed ai suoi disastri, colpi di stato supposti, veri o immaginari, a parte?

E lo stesso guerriero che oggi scalpita sul bianco destrier come un giustiziere, non è lo stesso che ha votato e sta votando tutti i provvedimenti del governo Renzi, facendo così la figura del classico ladro di Pisa che la notte bagorda o inciucia col nemico ed il giorno litiga? La proprietà è pubblica e privata, afferma la Costituzione più bella del mondo, assicurandone la funzione sociale e l’accesso a tutti i cittadini.

Tuttavia, ogni qualvolta il cittadino in questione vuole diventare proprietario, ecco che arriva il Peppone di turno, alias Renzi, che mette tasse su tasse per punirlo di tanta sfacciataggine, il tutto ovviamente in barba alla Costituzione. Il popolo siamo noi! Dice il Peppone (non pappone) Renzi, ficcandosi in bocca un bel cono gelato, mentre a muliera accarezza gli orsacchiotti in giro per il mondo, alla faccia di chi si suicida per i debiti. Che emozioni.. che emozioni!!!!!

Signori è tempo di decidere: Europa delle Patrie, dove ciascuna nazione abbia un suo ruolo ed una sua dignità, sia sovrana e possa decidere del suo destino anche economico oppure Europa globalizzata sotto il tallone teutonico?

Al sottoscritto la Merkel non piace, come non piace il fedele cagnolino Renzi e l’Arlecchino Bini Smaghi servitore sciocco dell’Alta Finanza. Prima ce ne renderemo conto meglio sarà per tutti. Soprattutto, a Montecitorio.

 Giuseppe Bracchi

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