Viterbo RICORDI Il babbo era un provetto calzolaio, da molti era chiamato "maestro" o "mastro"
di Bruno Matteacci

 

La bottega di Giuseppe Matteacci, mastro calzolaio

Parlare dei propri cari o raccontare fatti vissuti, quando tutto procedeva per il meglio, oggi è un far rivivere gioie e dolori. 

Sì gioie, perché ho avuto la fortuna di avere una famiglia compatta, legata dall'amore fra noi e rispettosa di tutto quello che roteava intorno ai due timonieri della piccola barca, piccola ma colma di amore e di rispetto reciproco.

Il babbo era un provetto calzolaio, da molti era chiamato "maestro" o "mastro", aveva il suo laboratorio artigianale in Via della Pace 73, ora modificato col numero civico 81,  mentre la mamma esercitava il commercio, con un negozio in via della Vittoria 8, per la vendita di frutta e verdura.

In quell'epoca esistevano tanti calzolai, come pure tanti commercianti dello stesso genere di quello di mia madre. Basta pensare che a circa cinquanta metri dal negozio di mamma era una analoga attività, come pure in via della Cava 2, era un secondo negozio ed un terzo si trovava in via Giacomo Matteotti. 

Era una lotta per la sopravvivenza, oltre al pregio dei prodotti trattati era essenziale saper sorridere e saper condividere gli altrui problemi, come quelli di poter fare credito a quelle famiglie che si trovavano in condizioni economiche non brillanti. 

Mia madre si è sempre dichiarata disponibile ad aiutare il prossimo fino a quando la controparte era puntuale nei pagamenti che spesso venivano effettuati alla fine di ogni mese e a volte, a richiesta, si prolungava la scadenza di un secondo mese. 

Con l'andare del tempo noi figli crescevamo e le esigenze aumentavano, Bruna, mia sorella, contrasse matrimonio con Vinicio Galeotti, babbo di Mauro, un ottimo giovane che esercitava l'attività di "mastro muratore".

Per far fronte alle esigenze della famiglia fu deciso di prendere in affitto un'attività commerciale, che era gestita dai signori Petroselli in via della Cava 2.

In questa seconda attività ebbe molta importanza l'opera di Bruna, coadiuvata da Vinicio la quale sembrava nata per avere contatti commerciali con la gente. 

Ricordo che prima della esperienza di via della Cava aprimmo un altro negozio in via della Pettinara, ma il risultato fu negativo, sino al punto di doverlo chiudere e optare per quello di via della Cava.

Tutto è stato bello e vanno ricordati i sacrifici di tutti coloro che ci hanno lasciato su questa terra, perché eravamo stretti da una morsa chiamata "amore e solidarietà", due paroline che oggi trovano difficoltà ad essere attuate in questo mondo pieno di interessi personali.

Bruno Matteacci

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