Viterbo POLITICA Una crisi che alla fine ha convinto il Sindaco Michelini a fare il fatidico rimpasto di giunta
di Tiziana Mancinelli

 

Crisi di maggioranza: il Sindaco Michelini toglie le deleghe ai suoi assessori, riassegna le stesse deleghe alle stesse persone dopo pochi giorni.

Apparentemente sembra uno scherzo. Ma sulle fibrillazioni che da qualche tempo stanno attraversando la maggioranza di centro sinistra al Comune di Viterbo c’è poco da ridere.

Si respira un clima pesante. Tensioni, attacchi, più o meno sotterranei, tra i vari gruppi sono ormai all’ordine del giorno.

La sala del Consiglio sembra diventata un’arena, dove scendere a ogni seduta senza sapere chi sarà a fare la parte del toro per finire infilzato. Una crisi che alla fine ha convinto il Sindaco Michelini a fare il fatidico rimpasto di giunta. Ma a spostarsi sono solo due assessori, Raffaela Saraconi lascia i lavori pubblici e passa all’urbanistica al posto di Alvaro Ricci che prende il posto dell’ex sindaca di Valentano.

A fare palese clamore l’ingresso di un assessore esterno: il professor Andrea Vannini dell’università di Agraria: personaggio noto per essere stato già precedentemente interpellato dal sindaco Michelini come esperto del verde pubblico. Una nomina tecnica che “pesca” una figura in area Partito Democratico, come rivela Francesco Serra quando, nel portare i suoi saluti al nuovo membro della giunta che sale a nove assessori, dice di aver “conosciuto il professor Vannini in occasione delle primarie del Pd”.

Questa la soluzione decisa dal sindaco per risanare la crisi. Ma per capire che sia solo una questione di tempo perché essa esploda più violenta di prima, basta osservare in volto i membri della maggioranza, in particolare quelli appartenenti alla lista di “Oltre le mura”.

Forse a dare la lettura giusta di quanto sta avvenendo è proprio il consigliere di opposizione Gianmaria Santucci: “lei sindaco ha distrutto “Oltre le mura”. Non capisco poi un punto”, continua Santucci, “l’assessore Saraconi di questa lista dice che l’unica soluzione per risolvere il problema dei rifiuti è rescindere il contratto con Viterbo Ambiente.

Ma, invece di mandare via la società, lei sindaco caccia l’assessore. Arriva, poi, un assestamento di bilancio che crea le condizioni per mettere fuori i due consiglieri, sempre della stessa lista, Maurizio Tofani e Francesco Moltoni. Mi chiedo allora se le due cose non siano collegate.

In proposito non ci avete ancora mostrato le carte riguardo all’inserimento in bilancio delle somme dovute dai due consiglieri che gettano le basi per una loro eventuale futura incompatibilità con la loro carica. All’inizio del mandato un’analoga situazione di presunta incompatibilità era stata ventilata anche per i consiglieri Quintarelli, Serra e Frittelli”.

Santucci sospetta dunque una regia e una strategia finalizzata a colpire all’interno della maggioranza qualche esponente o qualche gruppo che potrebbe disturbare l’operare di una qualche regia, probabile autrice dei provvedimenti posti in essere dall’amministrazione comunale. Santucci squarcia il velo sul retroscena di un rimpasto di giunta apparentemente indolore. “Avete fatto fare una figura pessima all’assessore Valeri di Sel”, dice, “non l’avete spostata solo perché non siete riusciti a mettervi d’accordo su chi l’avrebbe dovuta sostituire”.

“Sappiamo – continua -  che l’assessore Fersini ha potuto mantenere la delega ai servizi sociali solo grazie a una dura presa di posizione di una parte del Pd, e pertanto non è una figura che gode della fiducia del sindaco che, se avesse potuto, lo avrebbe rimosso”. Michelini non risponde. Si limita a presentare il nono, nuovo, assessore e a illustrare i motivi della sua nomina.

“Ho pensato di creare all’interno del Comune di Viterbo una struttura amministrativa che si occupi di gestire le funzioni che aveva preso in carico il Cev”, dice Michelini confessando la sua intenzione di riorganizzare la macchina amministrativa con la previsione di un nono settore con a capo un nuovo assessore. “Una persona”, dichiara in proposito, “che farà fare una bella figura alla città”.

“Lei la figura la sta facendo pessima con i cittadini” attacca Luigi Buzzi di Fratelli d’Italia, “La sua giunta è composta di assessori evanescenti, assolutamente insufficienti”. Ma gli strali più preoccupanti arrivano al sindaco dalla sua stessa maggioranza.

Inizia Goffredo Taborri del Ncd che esprime senza mezzi termini la sua sferzante opinione: “Se ci serviva un contributo tecnico era sufficiente chiedere una semplice consulenza e non nominare un nono assessore.

Ce n’erano già otto che vengono in questa sala per non fare nulla, e che  paghiamo con i soldi dei cittadini. Dovevamo far lavorare loro e non prenderne un altro. L’ipocrisia che ho visto in questa sala – continua - non ha precedenti” “saluto comunque il nuovo assessore, non sa in che serpaio è venuto, ma capirà presto cosa significa stare dentro a certe stanze”.

La posizione critica di Taborri apre una crepa all’interno della coalizione di Michelini piuttosto pericolosa per la sua tenuta. La frattura, infatti, potrebbe presto estendersi. Malcontento si registra anche da parte del consigliere Arduino Troli che riguardo al contratto di igiene urbana azzarda un imbarazzante richiamo alle recenti vicende capitoline di questi giorni.

E cosa farà Maurizio Tofani palesemente messo con le spalle al muro dalla sua stessa maggioranza con l’inserimento in bilancio, a detta della minoranza sospettamente frettoloso, delle somme dovute per la questione del Cev e che in caso di mancato pagamento aprirebbero un contenzioso tra lo stesso consigliere e il Comune creando le condizioni per dichiarare la sua incompatibilità con il ruolo di amministratore pubblico?

Più che risolvere la crisi, le recenti manovre di Michelini, chissà se e da quale manovratore suggerite, sembrano avere innescato un conto alla rovescia verso l’implosione definitiva della coalizione.

Tiziana Mancinelli

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