Viterbo CRONACA Avevo una vita che poteva andarsene…
Il 13 dicembre 18 ragazzi della Comunità CeIS S.Crispino riceveranno la Graduazione, l’attestato di fine programma, momento che li sgancia dal rendere conto ad un programma terapeutico e li inserisce nella vita sociale.
Quello che viene fatto in una comunità terapeutica è sintetizzato dalla relazione finale di uno di questi ospiti che dopo aver affrontato tutto il programma si ritrova ad affrontare la vita di nuovo, senza bisogno di alcool o di sostanze.
Il 13 Dicembre nella Basilica della Quercia il Vescovo consegnerà a queste persone una medaglia della Madonna, perché sia Lei ad accompagnarli per il resto della vita
Avevo una vita che poteva andarsene…
30 anni di uso, abuso di alcool e sostanze stupefacenti, una vita in biblico tra sballo e realtà.
Poi sono entrato in comunità tre anni fa. Avevo toccato il fondo più nero che c’è, ero abituato a cadere e rialzarmi…era diventato uno stile di vita. Tra incidenti stradali e droga: una vita da scriverci un libro di avventure.
Ero già stato in una comunità, ed era stato un fallimento. Ora rientrare in una comunità è stata una delle scelte più sagge che abbia mai fatto.
Stavolta è stata dura, sono entrato a pezzi sia fisicamente che psicologicamente, ero distrutto. Mi dicevo “ stavolta non se ne esce più “.
Il tragitto è stato faticoso e divertente, perché debbo ammettere che mi sono anche divertito. Mi sono reso conto che ero invecchiato, che il tempo era passato in fretta lasciandomi delle ferite, dei rancori, e tanti sensi di colpa mi rosicavano dentro. Ho fatto la comunità a modo mio, ma ora conta solo il risultato finale. Scopro che mi piace vincere e vivere.
Durante questo lungo cammino ho avuto delle ricadute, e mi sento fortunato di averle avute: mi hanno fatto capire quanto l’alcool sia dannoso per me , per la mia salute mentale e fisica.
Adesso sono diventato più forte, riesco a dire di no all’alcool e alle sostanze ,e poi basta mettere il cervello dentro all’alcool , e affrontare i problemi che la vita mette davanti senza stordirsi. Mi domando spesso se non avessi fatto delle scelte sbagliate ,la mia vita come poteva essere? Comunque adesso ho questa vita incasinata, realtà dura da digerire, e debbo ricominciare da zero, come mi sta accedendo, ma sto mettendo un po’ di pepe a questa vita e ritorno a vivere. Questo è l’obiettivo: assaporare ora per ora, giorno per giorno il dolce e l’amaro che ti riserva.
Vi sono giorni che mi viene voglia di prendere lo zaino con un sacco a pelo e andarmene in giro per il mondo senza meta, ma so che rimane un sogno. L’inserimento, parola che deriva da “ inserirsi in questa società “, (che nella sua realtà non è che mi piace molto come è ) fatta solo di denaro , guadagnare senza far nulla, dove vedo molta depressione in torno a me, in questo inserimento cerco di non farmi coinvolgere emotivamente.
Sono stato sereno e felice di ricominciare una nuova vita specialmente i primi giorni del mio inserimento quando sono riuscito a prendermi una stanza tutta da solo e avere del denaro da spendere in vestiti. Mi è giunta anche la chiamata per un lavoretto.. la vita non si era accanita allora contro di me. Non è stato facile ricominciare a lavorare da grande, ho trovato delle difficoltà
La vita è dolce e amara. Ho imparato a gestirmi e quando è amara cerco di addolcirla con delle cose positive.






















