Cellere POESIA Poesia scritta in occasione del mio pensionamento
di Mario Olimpieri
Una classe elementare di qualche decennio fa
È questo il sunto di una vita dedicata all’insegnamento nella scuola elementare.
Non è necessario dilungarmi nella premessa perché è sufficiente un’attenta lettura; aggiungo solamente un piccolo commento per rispondere all’amico Aggì (che ringrazio per le gentili parole indirizzatemi), e cioè che io ho avuto il privilegio di educare i bambini appartenenti all’età più verde e quindi genuini, affettuosi e malleabili.
In qualunque età, però, ci deve sempre essere il rispetto da ambo le parti e, per conseguenza, il buon andamento scolastico non potrà risultare che tranquillo e sereno e da ricordare con affetto per tutta la vita.
Metrica: distici di endecasillabi.
A me stesso
Ebbene sì, è giunto il turno mio
che in verità attendevo con desio.
Aperto dal lontan sessantatré,
ora il cerchio s’è chiuso anche per me.
Il passato ritorna alla mia mente
e rivedo una schiera travolgente
di bimbi che la sorte mi ha affidato
e che spero d’aver ben educato.
Dei primi alunni ben ricordo ancora
i volti, i nomi e tutto quel che allora
accadde quando, incerto principiante,
avviai la professione d’insegnante.
Più tardi mi sostenne l’esperienza
ed ebbi inoltre sempre l’avvertenza
di seguire una linea di condotta,
la quale non è stata più interrotta:
quella di porgere l’insegnamento
con giusta serietà e con l’intento
di rendere la scuola ognor piacevole,
stabilendo, però, precise regole.
Si sa che i bimbi son dei furbacchioni
e che studiano ben le situazioni:
se avvertono che possono far festa,
ti saltano perfino sulla testa,
ma se comprendon che non è permesso,
presto assumono un tono più dimesso,
lavoran nel silenzio e nella quiete,
facendo tutto quello che volete.
Questo non è avere il polso duro;
è agire nel rispetto, v’assicuro,
di regole di sana convivenza,
che recano efficace convenienza.
Io m’auguro d’aver ciò realizzato
e in fertile terreno seminato;
per quel che, poi, sia stato il mio raccolto,
non m’è dato saper, ma spero molto
che i granai della scienza abbia riempito
e che nel segno sempre abbia colpito.
Se qualche cosa, invece, è andata male,
a tutti chiedo scusa; l’essenziale
è ch’abbia onestamente ognor agito,
e in quanto a ciò il mio animo è pulito.
Da oggi lascio tutto e vado via,
sperando che rimanga l’orma mia.
Adesso la commedia è inver finita
ed a vivere vado un’altra vita,
ma sempre impresso avrò nella mia mente
il ricordo di tanta brava gente.
Mentre su me calando va il sipario,
abbraccio tutti voi; firmato Mario.
Mario Olimpieri






















