Viterbo CRONACA Ho pure scritto che forse avrei sognato Meco Torso
di Aggì

 

Immancabile. Quando vado a letto con un cruccio, arriva in sogno Meco Torso. E’ il mio ‘avatar’ freudiano.

Ieri sera ho scritto qualche osservazione sulle occupazioni delle scuole da parte degli studenti, ma non sono riuscito a darmi una risposta alla domanda se siano giustificate o no, se siano un segno di democrazia in incubazione o una semplice manifestazione di esuberante casinismo giovanile.

Ho pure scritto che forse avrei sognato Meco Torso, il quale avrebbe potuto dirmi il suo rustico, ma spesso saggio parere. E il sogno è arrivato.

“M’hai chiamato e sò vienuto.”

“ Ciao Meco, ben tornato, hai saputo dell’occupazione del ‘Paolo Ruffini’? che ne pensi?”

“Io ‘n ce capiscio gnente. Io a scola ‘n ce so ito. So narfabbeta. Allora ho cercato ‘n paradiso chi se ne rintenne. Ho trovo un professore che a Veterbo adera cunusciuto e stimmato. M’ha detto pura ‘l nome, ma mò nun me l’aricordo. Lo sae c’ha detto?”

“Come faccio a saperlo? Dimmelo tu…”

“Ha detto: ‘gn’epoca c’ha l’indisciplinate. ‘ndisciplinate de ieri e ‘ndisciplinate de oggi. Poe ha detto che… ma nun c’ho capito un c[omissis]o!”

“E allora?”

“Allora, spètteme. Che me lo so fatto scrive. J’ho detto che adera pe’ la tu dummanna e che tu poe lo scrivi sul giurnale…, m’ha detto pura che t’ha cunusciuto e s’aricorda de quant’eri ‘mpertinente.”

Meco traffica un po’ in una tasca dei pantaloni, estrae un foglietto e me lo consegna. Leggo:

“ “ I giovani giocano spesso a fare gli adulti. Credono che essere adulti significhi essere rivoluzionari. Quindi fanno una rivoluzione alla casareccia, ma non è altro che indisciplina, magari con balli, canti, falò, di tipo carnevalesco. Si spegne il falò e tutto torna come prima. Ma intanto si sono divertiti a recitare la rivoluzione con chitarra, pizza e coca cola. Purtroppo qualche giovane, più tardi, sostituisce la lattina della coca cola con la bottiglia della molotov.

Gli adulti spesso approvano queste manifestazioni dell’indisciplina giovanile, perché così si sentono giovani di nuovo, rivivono le loro gazzarre giovanili e sperano che i loro ideali, che non hanno saputo realizzare, possano essere realizzati dai loro figli. Non si rendono conto che si tratta di chiacchiere, velleità e utopie.

Ai genitori dico semplicemente : ‘Siate seri!Non fingete di essere giovani.’

Ai giovani dico : ‘Studiate. E se proprio volete migliorare la situazione, protestate. Ma protestate contro le ingiustizie. Contro i politici ladri, gli evasori ladri, i profittatori ladri, i corruttori e i corrotti, protestate anche contro i vostri genitori quando predicano bene e razzolano male. Non protestate contro chi vi richiama al rispetto, alla serietà, all’ordine. E, più di tutto: Studiate, studiate, studiate. Questo è il vostro dovere e il vostro interesse.   V.” ”

Aggì

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