Viterbo SENTIMENTO E FANTASIA Amore è una parola importante che si applica a tanti sentimenti in una grande varietà di rapporti
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Giulio ha qualche ragione se sospetta che Valeria stia pensando di metterlo in gabbia.
Ma non proprio in una gabbia, Valeria pensa piuttosto ad un nido.
Sta bene con lui, gli vuole bene veramente e desidera che il loro rapporto sia duraturo. E’ vero amore?
Amore è una parola importante che si applica a tanti sentimenti in una grande varietà di rapporti. Anche semplificando al massimo possiamo identificare: l’amore tra uomo e donna (è il primo che viene in mente), l’amore per i figli, per gli amici, per il prossimo (da quando l’ha predicato Gesù, quest’amore per il prossimo,tutti lo dicono… ma pochi lo praticano), e poi l’amore per gli animali, per il cibo buono, per il divertimento, per l’arte, per gli hobby… e c’è anche l’amore per il lavoro, ma è rarissimo.
Esaminando il primo tipo di amore, quello tra uomo e donna, ci troviamo tutta una gamma di gradazioni del sentimento amoroso : si va dalla ‘passione di fuoco’, che tutto travolge e spesso rende egoisti e cattivi, al ‘dolce voler bene’ che rende gli esseri umani buoni, delicati e altruisti. Tra questi due estremi c’è una serie di sfumature. Dove si pone il sentimento di Valeria? Verso la metà? Direi più vicino al ‘dolce voler bene’.
Valeria, ormai la conosciamo abbastanza, è una donna decisa, sa quel che vuole e ha i mezzi, cioè intelligenza e diplomazia, per ottenere quel che vuole. Insomma è proprio una donna-donna.
Valeria è convinta che in amore, in questo tipo di amore ‘uomo-donna’, le donne siano ‘tendenzialmente’ monogame e perciò giustamente possessive, e che gli uomini siano ‘tendenzialmente’ poligami e perciò volubili. Valeria è cosciente che la realtà non mai schematica : bianco/nero, buono/cattivo… monogamo/poligamo; per questo, quando espone la sua teoria, evidenzia quel ‘tendenzialmente’ che, per esigenze grafiche, ho trascritto tra apici.
Però - sostiene ancora Valeria - la civiltà ha reso l’uomo monogamo, lo ha costretto ad essere monogamo, per mezzo di un’educazione che è quasi un lavaggio del cervello, e per mezzo di vincoli legali e religiosi, che hanno certamente una utile finalità sociale; ma proprio la costruzione sociale, non quella naturale ma quella giuridica, regolata da norme rigide fatte ad arte, ha reso la monogamia dell’uomo sofferta ed aleatoria, con tendenza alla fuga.
Quindi, che fatica devono fare le donne per tenersi il ‘loro’ uomo! Devono essere belle, curate, piacenti e piacevoli, disponibili a soddisfare le voglie degli uomini, e poi devono fingere, fingere tanto in tutti i modi, studiatamente e razionalmente. Chi l’ha detto che le donne sono istintive e irrazionali? Gli uomini naturalmente, l’hanno detto; gli uomini che, com’è noto, non capiscono le donne.
* * *
Ma Valeria, in concreto, è sempre stata così monogama? fedele?
Nella sostanza sì. Ma col pensiero? Con il pensiero almeno uno strappo alla regola l’ha commesso.
Erano sposati da pochi anni, quando Valeria e Sandro decisero di fare una vacanza al mare. Cioè fu Valeria a suggerirla e a proporre Rimini, Sandro si limitò ad approvare.
Valeria non sapeva nuotare bene, riusciva appena a stare a galla sul dorso e solo se il mare era calmo. Sandro invece era un buon nuotatore e si allontanava anche due o trecento metri, mentre Valeria restava a galleggiare dove c’era un metro d’acqua.
Un giorno, mentre nuotava, per modo di dire, sul dorso, Valeria urtò con la testa contro un ostacolo. Perse la coordinazione dei movimenti e si trovò sott’acqua. Chiuse istintivamente occhi e bocca e provò a mettersi in piedi. Nessun panico perché sapeva che c’era solo un metro d’acqua e quell’inconveniente le era già capitato. Ma non fece in tempo a mettersi in verticale, perché due robuste braccia, una sotto le gambe e una sotto la schiena, la sollevarono e la fecero riemergere.
Aprì gli occhi e vide sopra di sé il volto preoccupato di un uomo. Valeria restò senza fiato, non per l’incidente, ma per la visione: era il volto di un uomo giovane, appena abbronzato, capelli e baffetti biondi, occhi azzurri. Un autentico ‘tèutone’, alto, biondo, muscoloso e solare, degno di stare in una epopea eroica romantica. Il teutone parlò:
“Entschuldigung! Scusa me. Non visto. Tu e io nuota con occhi in cielo. Andati : Kopf gegen Kopf, testa contro testa… fatto male?”
“No, grazie, niente male. Mi può mettere giù.”
“Io porta a riva.”
Valeria non aveva bisogno di quell’aiuto, ma non lo rifiutò. Non le dispiaceva affatto essere sostenuta da quelle braccia e guardata da quegli occhi.
Sandro, intanto, si era accorto che stava succedendo qualcosa a Valeria e quando vide che un uomo l’aveva sollevata e la portava a riva, si preoccupò e ritornò nuotando il più in fretta possibile. Ma, quando si nuota, anche solo cento metri richiedono il loro tempo. Quando arrivò, Valeria si era già asciugata, calmata e stava seduta sotto l’ombrellone.
Valeria gli spiegò tutto. Sandro si tranquillizzò e parlò con il salvatore che stava ancora a fianco di Valeria per accertarsi che stesse bene. Sandro fece al tedesco un discorso complicato sulla gentilezza, sull’aiuto, sulla riconoscenza, e concluse con: “Per ringraziarti, ti posso offrire una birra?”
Il tedesco non capì niente del discorso, ma capì l’offerta della birra e accettò. Quando mai un tedesco rifiuta una birra?
Se ne andarono al bar, lasciando sola Valeria a meditare che gli uomini sono tutti uguali… ma sinceramente non so che cosa intendesse con quell’‘uguali’.
La notte Sandro fece il maschio, come è uso di chi sta in vacanza, dorme di più del normale, si rivitalizza con il riposo e si lascia contagiare dall’atmosfera godereccia ed eccitante della spiaggia. E Valeria accettò volentieri; ma mentre Sandro agiva, lei fantasticava che al posto di Sandro ci fosse il teutone. E la cosa fu, quella volta, molto piacevole anche per Valeria, che, non sempre, ma spesso, in quei rapporti, era piuttosto passiva.
Finita la vacanza, tornati a Roma, il diavoletto di Valeria (naturalmente lo ha anche lei il suo diavoletto) la indusse a chiedere a Sandro, così, come per caso:
“Secondo te, se un uomo mentre fa l’amore con la moglie pensa di farlo con un’altra, compie un peccato contro il nono comandamento?”
“E che ne so, se è peccato? Perché me lo chiedi? Non sono mica un teologo… e poi a me non succede.”
Sandro in queste cose era prudentemente bugiardo, come tutti gli uomini un po’ furbi, perché dire tutto alla moglie è da sciocchi. Ma non era sciocca neppure Valeria che replicò:
“Oh! niente. Me l’ha detto una collega in ufficio a proposito del marito e io non ho proprio idea di come possa succedere una cosa simile. Penso che forse succede a voi uomini, che siete sempre così… come dire…boh… ?”
Ma come sono brave le donne a ribaltare una situazione imbarazzante!
* * *
La Valeria attuale, quella che fa la ‘gattina’ con Giulio, è ben matura, bada al sodo e pensa che le coppie diventino comunque stabili ad una certa età avanzata, quando i pruriti, soprattutto quelli dell’uomo, si attenuano e nella coppia diventa sempre più importante la mutualità. Questo ora, nel suo programma di conquista, può essere un punto a suo vantaggio.
Non so se, con queste idee, Valeria può essere definita arretrata o avanti rispetto alle idee che prevalgono oggi. Secondo me è semplicemente molto realistica.
Comunque così la pensa lei, e si comporta realisticamente senza illusioni romantiche. Infatti Valeria ha intuito che Giulio, pur stando bene con lei, sente un certo desiderio di libertà, ma no, non proprio libertà (chi gliela nega?), piuttosto di autonomia. Giulio le ha parlato anche del suo terrore di ripetere un’esperienza drammatica con la malattia, e Valeria non solo gli crede, ma condivide.
Lei ha perso il marito per un incidente stradale, in un attimo, senza i giorni penosi della malattia. Sandro era fuori città per lavoro. Di notte: una telefonata drammatica della polizia stradale, una corsa all’ospedale, ma Sandro non c’era più. Soffrì una lunga solitudine, improvvisa e disperata. Ecco perché quel suo affetto per Giulio è così tanto razionale e così poco romantico.
“Ora,” si chiede Valeria “come posso rendere apprezzabile per Giulio l’idea di un nido? noi due insieme?”
Eccola l’idea! Riaprire insieme il ‘bed and breakfast’.
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Agostino G. Pasquali






















