Viterbo CRONACA BACCAIONA “La Città” suggeriva la nomina di una nuova Assemblea Costituente
di Baccaione
Il premier Matteo Renzi
IO L’AVEVO DETTO…- Quante volte abbiamo sentito dire questa frase… Ebbene anche ”La Città” pubblicò alcune riflessioni sul modo di “operare”, “rinnovare”, “riformare”, “cambiare” chiamatelo come volete, l’Italia, proclamato ai quattro venti dal novello imbonitore che, chissà a quale titolo, tenta di imitare un suo illustre concittadino, di diverse spanne al di sopra di lui, che risponde al nome di Lorenzo il Magnifico.
Se la memoria non c’inganna le considerazioni fatte in merito alla riuscita del cambiamento furono verniciate da “La Città” con una mano di “scetticismo” e con un’altra mano di vernice della ormai famosa ditta “Perdita di Tempo”.
“La Città” suggeriva la nomina di una nuova Assemblea Costituente che, scevra da problemi di “bassa politica” avesse posto mano ad un aggiornamento della Costituzione. Ma, lo molto meno Magnifico “Lo”Renzi, non lo ha fatto.
I motivi sono evidenti, i risultati altrettanto, le conseguenze sono sulle ginocchia di Giove. Se avesse lasciato l’incombenza delle riforme istituzionali alla predetta Assemblea avrebbe potuto occuparsi delle cose di sua pertinenza, delle cose per le quali era stato nominato dal “deus ex machina”, delle cose che invece ha trascurato. A volte anche gli dei sbagliano!
E DUE – La prima volta che “Lo”Renzi il Magnifico è andato al Parlamento Europeo per pontificare sul da farsi, il rappresentante tedesco gli disse molto diplomaticamente di rientrare nei ranghi dato che non aveva potere di acquisto perché non solo non avevamo il becco di un quattrino, ma perché eravamo anche pieni di debiti. Naturalmente la nostra Stampa, libera e indi pendente, sfumò sulla risposta ed enfatizzò sugli sproloqui pronunciati dal nostro novello Magnifico.
Adesso quell’angioletto della Merkel ci dice chiaramente che le chiacchiere non attaccano, che la dobbiamo far finita di tergiversare e che dobbiamo rimboccarci le maniche. Cravatte, signori, cravatte…
NEC SIBI SED TOTI GENITUM SE CREDERE MUNDO - Questo verso, di Marco Anneo Lucano (De Bello Civili vel Parsaliae, v. 383), ed il suo significato (credeva di essere stato generato non per sé, ma per tutto il mondo) mi sono rimasti impressi, dopo aver letto un articolo apparso su una ormai datata edizione de “La città” in edizione cartacea, (conservo tutti i numeri cartacei del Suo giornalino, signor direttore) a proposito del modo di comportarsi del nostro novello “Magnifico”. Per qualche dubbio mi rimane: Catone, di altra elevatura, è ricordato per le sue riconosciute qualità morali, costui sarà già tanto se verrà ricordato come un rumoroso imbonitore, e nemmeno tanto capace.
I CAMBIAMENTI DEL MAGNIFICO “LO”RENZI – Il PIL diminuisce; l’inflazione aumenta; la disoccupazione non ci sembra cali; l’Europa non ha subito l’influsso del novello Magnifico; nessun politico, nessun sindacalista, nessun magistrato, nessun appaltatore, nessun giornalista, nessun “monnezzaro” o chi altro volete voi ha risentito della crisi economica, di altre crisi sì, ma di quella economica senza dubbio no; nessun figlio dei suddetti “res gerentes” è disoccupato o con problemi di occupazione; Profumo si gode i quaranta milioni, Geronzi i suoi sedici, Montezemolo i suoi ventisette, Napolitano il suo piccolo aumento di stipendio… e la parte sana del Popolo sovrano si arrabatta per pagare le tasse…
Caro il mio “Lo”Renzi, i cambiamenti vanno sì fatti, ma vanno fatti in meglio, ed in meglio per il Popolo...
Buon Natale.
LA NUOVA EDIZIONE DEL MANUALE CENCELLI – Le riforme sono ormai all’orizzonte; orizzonte: linea immaginaria che non si avvicina mai. Non disperiamo, non appena avranno deciso come applicare il manuale Cencelli, alle sbandierate riforme daranno attuazione alle stesse, ma ci rimetteremo tutti, possiamo starne certi, ad eccezione di “lorsignori”, naturalmente.
CAPA TOSTA - Proprio testardo il nostro novello Magnifico, non vuol capire nemmeno attraverso gli esempi, che, come tutti sanno, riescono a far capire le cose anche ai più ottusi.
Orbene è cosa nota che allorquando in un popolo la moneta ha una certa facilità legale di circolazione, è deduzione naturale che quel popolo goda di un certo benessere o quantomeno non sia in regime di crisi economica, purché, beninteso, l’utilità marginale della moneta diminuisca per i singoli cittadini.
Visto che questi concetti si rivelavano incomprensibili per il nostro novello Magnifico, il Presidente Napolitano, memore anche di un recente passato, ha cercato di fargli capire che per risolvere la crisi era necessario che i cittadini disponessero di una maggior quantità di reddito per dar loro modo di far circolare una parte dello stesso e rimettere così in moto diversi di quegli ingranaggi economici bloccatisi per mancanza di lubrificante.
Per farglielo capire il nostro Presidente è ricorso addirittura all’esempio di farsi aumentare lo stipendio egli stesso; macché niente da fare: il novello Magnifico con un mano ha dato poco, con l’altra ha tolto di più di quanto ha dato, con conseguente aumento dell’utilità marginale della moneta. Proprio ‘na capa tosta. Ci ripetiamo: a volte anche gli dei sbagliano.
CONCLUDENDO - IL LUPO CAMBIA IL PELO… - Codesto novello Magnifico non mi sembra che abbia veruna delle qualità dello statista, mi sembra anzi ch’ei “tiene ancor del monte e del macigno”.
Baccaione






















