Viterbo CRONACA Da buoni cittadini chiniamo, ancora per una volta, la testa
di Bruno Matteacci

Eccoci siamo giunti alla vigilia del Santo Natale, per quest'anno si prevede trovare poche persone per le vie della città, se si gira per i vari negozi necessita avere una certa disponibilità economica per poter soddisfare i più piccoli e perché no anche gli anziani.

Quest'anno abbiamo avuto un babbo natale in rappresentanza del ministro delle finanze, il quale ci ha tartassato nel vero senso della parola.

Da buoni cittadini chiniamo, ancora per una volta, la testa al volere di pochi disonesti politici che hanno fatto della "cosa pubblica" un loro orticello che produce zecchini d'oro, alla barba dell'onesto agricoltore che semina, lavora, e poi vede il raccolto distrutto dalle intemperie.

Ma bando a questi problemi che assillano la totalità dei cittadini, a me manca qualcosa che mi diceva: "ecco è Natale".

Anni addietro in queste giornate, percorrendo alcune vie della città si sentiva il caratteristico profumo del "ciambellone" che veniva cotto nei forni pubblici.

Ricordo i momenti in cui tutti intorno al tavolino davamo una mano alle nostre donne per preparare centinaia di "cappelletti" da cucinare con il brodo di tacchino o con ottimo ragù, come lo sapevano fare le nostre mamme.

Tutto è commercializzato, al primo piatto ci pensa un certo signor "X", con varie qualità di tortellini. Per quanto riguarda il pesce noi a Viterbo siamo fortunati perché la vicinanza dei laghi e del mare ci lascia sperare che anche quest'anno mangeremo ottima anguilla. 

Un piatto che era molto atteso e gustato erano i maccheroni dolci, fatti con pasta ondulata e condita con mandorle, noci, zucchero e perché no, una sprizzata di miele; questo piatto è passato nel dimenticatoio.

Che dire poi del fascino della notte di Natale, quando andavamo alla Santa Messa e attendevamo la nascita del "Bambinello", era una gioia.

Noi bambini facevamo la letterina per metterla sotto il piatto del nostro babbo e attendevamo con ansia l'inizio del pranzo di Natale perché, a seguito delle promesse fatte sulla letterina, avevamo vari premi che le mamme, di nascosto a noi, avevano comunicato ai rispettivi mariti.

Oggi c'è il nulla, il poco, il tanto, ma quello che manca si chiama amore, rispetto, e volemose bene.  

Buona Natale!

Bruno Matteacci

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