Viterbo PENSIERI IN LIBERTA' E se il computer fa sciopero!? C’era una volta… il mondo “atecnologico”!
di Barbara Pasqualini

Foto di Angela Ettorri Pasqualini
Carissimi lettori, qualche giorno fa sono stata protagonista di una piccola disavventura con il mondo della tecnologia ed ho piacere di rendervene parte perché ha costituito lo spunto per alcune riflessioni, nonché ha rievocato qualche vecchio ricordo che credevo ormai sopito…
La sottoscritta, confesso, è molto abitudinaria e difende strenuamente le proprie consuetudini… perché sono tanti piacevoli appuntamenti quotidiani, attesi, e che conferiscono allo scorrere del tempo una sorta di calma pace e tranquillità. Tra queste, la prima della giornata è l’accensione del pc, mentre faccio colazione.
Ogni mattina, mentre preparo i miei “tazzoni” di the o caffè bollenti, spingo il tasto di accensione del mio fedele portatile ed aspetto la comparsa della consueta schermata (attualmente sul mio desktop campeggia un rilassante sfondo monocromatico, uno dei predefiniti del mio sistema operativo)…
Ma qualche giorno fa… gasp, gulp!!! Il buio! La clessidra continuava a girare senza sosta per interminabili momenti… e quando, finalmente, è comparsa la tanto attesa schermata, il blocco totale!
Sembrava tutto come di consueto, ma non lo era, perché qualunque azione io compissi, qualunque programma aprissi, il pc non rispondeva ai comandi. Argh! Nemmeno il “santo riavvio”, toccasana dei momenti di difficoltà profonda, sortì alcun effetto. Insomma, senza annoiarvi troppo con i dettagli tecnici relativi al “malatino”, sono rimasta un giorno intero senza poter usare il mio pc.
Questa volta pare sia riuscita a risolvere autonomamente il problema (di natura a me sconosciuta) che ha afflitto il suddetto, e lo ha indotto a “scioperare”; svariate altre volte sono dovuta ricorrere ai “dottori”, lo ho dovuto “ricoverare”, e la sua degenza si è tradotta in giorni di difficoltà oggettive per la sottoscritta.
Eh già! Scherzi a parte, è ovvio che dover prestare assistenza a un pc è davvero poco male se rapportato a guai ben più seri, tuttavia questi momenti di difficoltà tecnica mi hanno fatto rendere conto di quanto, a oggi, il computer permei la mia quotidianità! Anche troppo!
Stento anch’io a credere alla brutta sensazione provata quando sono rimasta senza il mio portatile… mi sembrava di vivere in una dimensione parallela, quasi fuori dal mondo reale!
Avvertivo la mancanza di tutto ciò che mantengo continuamente sotto controllo, potrei dire quasi monitorato, dalla casella di posta elettronica, alla gestione delle mie utenze e dei relativi pagamenti (in pratica sono sempre collegata a Internet), agli svariati lavoretti che porto avanti al computer e in ultimo (non per importanza) di tutte le curiosità che posso, tramite esso, soddisfare!
Questo dispositivo rappresenta, per me, la mia finestra sul mondo; per mia natura e per varie ragioni io sono poco incline a lasciare la mia città, così il computer mi fa raggiungere luoghi, persone e fatti che altrimenti mi rimarrebbero ignoti… non è certo poco! Mi fa sentire un po’ più cittadina del mondo!
Eppure non è sempre stato così, e questo, a rifletterci oggi, mi lascia ancor più stupefatta.
Il mio primo computer risale al 1992. L’acquisto avvenne su iniziativa del mio papà, il quale era assai perito nel ramo dell’informatica, avendo lavorato tanti anni come programmatore e avendo quindi accumulato conoscenze teoriche e notevole esperienza sul campo. All’epoca l’uso di tale apparecchio non era intuitivo come oggi.
Naturalmente anche adesso, per portare a termine determinati lavori, sono necessari studio, applicazione costante, esperienza; tuttavia un “utente medio”, come lo definisco io, è in grado di usare un pc per svolgere qualche attività di base, senza dover “soffrire” troppo! Qualche anno fa, invece, anche solo per giocare con il computer bisognava essere istruiti sul come!
Per usare qualunque apparecchiatura informatica occorre un insieme di componenti software (Il software, in informatica, sono le informazioni utilizzate da uno o più sistemi e memorizzate su uno o più supporti informatici: possono essere quindi rappresentate da uno o più programmi, oppure da uno o più dati, oppure da una combinazione delle due.
Il termine si contrappone tradizionalmente a hardware, la componente fisica di un sistema di calcolo, che rende possibile l'esecuzione del software) che ne consenta l’uso da parte di un utente.
Esempi di sistemi operativi sono il DOS, Windows, Unix, le distribuzioni GNU/Linux, BSD, Mac OS, Android, iOS.
Fra l'inizio degli anni ottanta e la metà dei anni novanta (o fino a circa il 2000 se si includono le versioni della famiglia Microsoft Windows 9x, ovvero Windows 95, 98 e Millennium Edition, che erano basate parzialmente sul DOS e lo incorporavano) era in uso il DOS.
In informatica questo termine, acronimo di "Disk Operating System" cioè sistema operativo su disco, indica una famiglia di sistemi operativi molto utilizzata per il mercato dei computer IBM compatibili. Il DOS era un sistema operativo monoutente, cioè non era in grado di fornire supporto per la multiutenza (l'esecuzione di programmi da parte di più utenti, senza la possibilità che questi possano modificarsi reciprocamente dei file o disturbarsi vicendevolmente nell'utilizzo di una risorsa condivisa) e permetteva di lavorare con un singolo programma alla volta. Inoltre… bisognava conoscere le istruzioni da digitare per fare qualunque passo!
Ancora ricordo la meraviglia e lo stupore che provai quando vidi il computer arrivare a casa: papà me ne parlava, ma io proprio non riuscivo bene a capire come potesse apparire né, tantomeno, funzionare! Ricordo con tanta, tanta nostalgia che, di sera, ci sedevamo l’uno a fianco dell’altro, davanti a questo “sconosciuto”, io con un mio fedele blocco per gli appunti e la penna alla mano, e il mio papà m’insegnava passo dopo passo, con pazienza, facendomi divertire, come usare il computer per le mie necessità (all’epoca… confesso! Più che altro di gioco!).
A tal proposito, per facilitarmi, realizzò inoltre dei programmi ad hoc per me, che mi permettessero, qualora lo avessi desiderato, di oltrepassare l’ostacolo dei vari comandi da digitare e accedere direttamente ai vari giochi. Era come avere una libreria di giochi sul computer: numerati in ordine crescente, potevo sfogliarli come in un elenco e poi digitare il numero corrispondente per accedervi direttamente! Pensate che gioia per me, era come essere caduta nel paese delle meraviglie!
Ancora me li ricordo quei giochi: dai “classici” con le automobili e le moto da corsa, a uno che m’è proprio rimasto nel cuore… un simpatico gattino che ne combinava di tutti i colori, saltando di finestra in finestra di un grande caseggiato. A ogni finestra corrispondeva un ulteriore ambiente di avventura diverso… a me pareva spettacolare! E poi, per finire, un simpatico gioco che, spesso, facevo aiutata dai miei: una specie di caccia al tesoro, in cui si aveva una lista di oggetti, corredata di qualche indizio, da andare a cercare in tutto il mondo.
Si poteva scegliere la propria squadra (tra allegri e singolarissimi, simpatici personaggi) e… via! Verso le mete più disparate! Veniva simulato anche il viaggio in aereo! Per sottofondo, una melodia meravigliosa: la badinerie (un movimento di danza in tempo pari di carattere gioioso e leggero. Essa si incontra raramente prima del XVIII secolo allorché venne utilizzata da compositori tedeschi e francesi all'interno delle suite. Un esempio famosissimo di badinerie è il settimo ed ultimo movimento della Suite Orchestrale no. 2 in si minore, BWV 1067, per flauto ed archi di Johann Sebastian Bach).
Ricordi preziosi… comunque eravamo ancor ben lontani dall’uso attuale del pc: chi era perito lavorava con questi apparecchi, ma per gli altri i tempi erano un po’ più duri… e, soprattutto, ancora si era ben lontani dall’identificare nel pc la propria finestra sul mondo… Per arrivare a questo, si dovette passare attraverso qualche serio cambiamento “evolutivo”!
Con il trascorrere del tempo, il computer divenne, per me, anche uno strumento utile per gli studi: imparai a usarne i programmi di videoscrittura (la prima versione di Microsoft Word, nata nel 1983 per il sistema operativo DOS!!!). Tuttavia, quando dovevo fare delle ricerche, ero costretta a consultare l’enciclopedia cartacea, con i suoi pesanti e voluminosi tomi, la cui rilegatura, causa usura del tempo ma anche mio sconsiderato uso, iniziava rovinosamente a cedere… Chiaramente il tutto era privo di un aggiornamento in tempo reale! Per conoscere tutte le notizie di attualità, cronaca, ecc…, c’erano solo la televisione o i quotidiani. Era tutto “normale” così!
La svolta avvenne negli anni 2000-2001, quando, sempre su iniziativa del mio papà, sostituimmo il computer, o meglio, ne acquistammo uno dalle prestazioni più aggiornate, con tutte le ragguardevoli caratteristiche tecniche allora raggiunte. Tale apparecchio era collegabile ad Internet <<[(contrazione della locuzione inglese interconnected networks, ovvero “reti interconnesse”), una rete mondiale di reti di computer ad accesso pubblico: attualmente rappresenta il principale mezzo di comunicazione di massa, che offre all'utente una vasta serie di contenuti potenzialmente informativi e servizi]>>… la mia finestra sul mondo!
In realtà l’origine di Internet risale agli anni sessanta, su iniziativa degli Stati Uniti, che misero a punto durante la guerra fredda un nuovo sistema di difesa e di controspionaggio e il suo progenitore e precursore è considerato il progetto ARPANET, finanziato dalla Defence Advanced Research Projects Agency (inglese: DARPA, Agenzia per i Progetti di ricerca avanzata per la Difesa), un’agenzia dipendente dal Ministero della Difesa statunitense (Department of Defense o DoD degli Stati Uniti d'America).
La sua diffusione però è posteriore al 1995: prima Internet era dunque relegata a essere una rete dedicata alle comunicazioni all'interno della comunità scientifica e tra le associazioni governative e amministrative, dopo tale anno, invece, si assistette alla diffusione costante di accessi alla rete da parte di computer di utenti privati fino al boom degli anni 2000 con centinaia di milioni di computer connessi in rete in parallelo.
Contemporaneamente si è avuta anche un’evoluzione dei sistemi operativi, passando dal DOS ai più intuitivi e accessibili attuali. Per citarne uno, che è poi quello che ho avuto modo di usare personalmente negli anni, Microsoft Windows, cioè quella famiglia di sistemi operativi dedicati ai personal computer.
Il sistema operativo si chiama così per via della sua interfaccia di programmazione a finestre (dette “windows” in lingua inglese): in particolare Microsoft Windows nacque come ambiente operativo per i sistemi operativi MS-DOS e PC DOS (dedicati ai personal computer), e divenne sistema operativo con Windows NT (dedicato alle workstation e ai server) e Windows 95 (dedicato ai personal computer). È software proprietario della Microsoft Corporation.
Dopo un’iniziale e prudente diffidenza, Internet divenne “un grande amico”, cui rivolgere le mille domande che affollano la mia curiosa e contorta mente! Fu prima strumento di studio e poi di arricchimento di conoscenze del tutto personale, ed anche, perché no, piacevole momento di svago (a volte anche le notizie facete vanno lette)…
Tutto questo processo evolutivo, a mio avviso, ha semplificato di molto l’uso del pc anche per utenti “non addetti ai lavori”, almeno per ciò che riguarda alcune funzioni di base, e l’ha reso, sempre più, uno strumento fortemente interconnesso alla nostra quotidianità! Almeno per me è così. Perché, ribadisco, un giorno senza il mio pc mi ha fatto sentire priva di qualcosa, limitata, “scollegata” da tutto!
Non so se questo sia un bene o un male, certamente è impressionante avere a portata di click tutte le informazioni che si desiderano, è davvero un modo di essere e di arrivare anche dove i limiti fisici non consentono: credo che, se ben sfruttato, questo enorme progresso che la tecnica ha compiuto negli anni sia davvero strabiliante.
Anche se… confesso! L’odore della carta del mio dizionario enciclopedico, con la sua costola staccata, esercita ancora il suo fascino!!! E… per la cronaca, il mio primo pc ancora esiste, grazie al mio papà, che lo mantenne funzionante in ogni sua componente… e se lo si accende si può compiere uno dei viaggi nella memoria che tanto amo!
Barbara Pasqualini






















