Viterbo CRONACA I dieci comuni viterbesi che formano il Biodistretto amerino, seguono l'esempio di altri che hanno intrapreso un lavoro comune

Il "Biodistretto della Via Amerina e delle Forre", tra il 12 e il 14 dicembre è stato al centro di progetti e azioni che si sono preparati tra la Città dell’Altra Economia di Roma, i comuni di Gallese e Corchiano, per affermare un modello di sviluppo territoriale integrato, sostenibile, partecipato e condiviso.
I dieci comuni viterbesi che formano il Biodistretto amerino, unico nel Lazio, seguono l'esempio di altri che in Italia e in Europa hanno intrapreso un lavoro comune.
Il Biodistretto è un'organizzazione sociale composta da agricoltori biologici, da produttori e trasformatori, da associazioni e portatori di interesse collettivo, da AIAB e dai comuni viterbesi.
Esso è un’area geografica dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni scelgono strategie locali forti e inclusive e stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse locali, partendo dal modello biologico di produzione e consumo (filiera corta, gruppi di acquisto, mense pubbliche bio).
Negli incontri si è discusso di buone pratiche ambientali e sociali dei problemi del biologico, di energie rinnovabili e innovazione tecnologica. Particolare attenzione è stata riservata allo sviluppo rurale del periodo 2014-2020, alla questione dei mercati, alla tutela dei beni comuni e allo sviluppo territoriale integrato. Per tutto questo, è nata la Rete internazionale dei biodistretti, la INNER, International Network of Eco Regions, una associazione che mira a contribuire alle politiche e ai programmi di sviluppo integrato e sostenibile del territorio.
L'associazione si propone di sviluppare e rafforzare un quadro di coordinamento delle strategie di sviluppo dei biodistretti. Si parla di strategie finalizzate al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, in particolare di quelli residenti nelle aree rurali, alla valorizzazione dello straordinario patrimonio materiale e immateriale delle comunità, e ancora, all’accrescimento delle opportunità occupazionali e della qualità del lavoro. Le produzioni tipiche dei biodistretti sono una risorsa di valore che ha bisogno di migliorare la presenza e il collegamento con i mercati extra locali e con i consumatori delle aree urbane nazionali ed estere attraverso nuovi canali e strumenti di commercializzazione.
Poi è d'interesse promuovere e supportare i produttori della filiera agroalimentare dei biodistretti nell’ambito di progetti e iniziative di innovazione organizzativa e tecnologica in cooperazione con centri di ricerca, servizi di assistenza tecnica, formazione; riproduzione e razionalizzazione delle risorse naturali impiegate; riduzione dell’inquinamento e benessere animale; consolidamento delle filiere locali di energia rinnovabile attraverso il controllo delle tecnologie impiegate da parte dei cittadini e accrescere e migliorare la qualità dell’offerta turistica dei territori attraverso modalità innovative d’integrazione tra risorse naturali e culturali.
Nell'occasione è stato sottoscritto un Protocollo d’Intesa tra il Biodistretto della Via Amerina e l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura. La collaborazione ha il fine di estendere il tema dell'ecosostenibilità e compatibilità anche agli interventi riguardanti la progettazione territoriale ed edilizia. L’edilizia, infatti, è tra le attività umane che hanno il maggiore impatto ambientale per le sue implicazioni sulla salute dei cittadini e sul consumo di territorio, sulla sottrazione di risorse all’ambiente naturale, sui consumi energetici e sulla conseguente produzione di emissioni nocive con particolare riferimento a CO2 e agli altri gas serra, sulla produzione di rifiuti ecc.
Il territorio del Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre per la sua esemplarità dovrebbe divenire un “territorio scuola“ di buone pratiche da promuovere nell’ambito della Provincia di Viterbo e su scala nazionale per diffondere un modello di sviluppo sostenibile, partecipato e condiviso capace di assorbire l’attenzione di nuovi mercati, rafforzare la competitività rispetto ad altri contesti e provare a vincere la crisi produttiva e occupazionale.






















