Viterbo RIFLESSIONE Non posso però fare a meno di chiederle che cosa intendeva dire nella premessa

Edmondo De Amicis
Egregio signor Bracchi la ringrazio per gli auguri che lei rivolge anche a me, in qualità di lettore e modesto collaboratore della ‘Citta.eu’, chiudendo la sua lettera di ieri indirizzata al Direttore.
Non posso però fare a meno di chiederle che cosa intendeva dire nella premessa quando ha affermato di non volersi dilungare “con discorsetti scontati o con racconti del mese alla De Amicis”.
Certo non intendeva disprezzare chi scrive per il piacere di scrivere (senza narcisismo!) per sé e per chi legge, chi scrive per dare un sorriso, chi scrive per diffondere un po’ di ottimismo. E allora?
Credo di interpretare il pensiero dei vari collaboratori che in quella definizione deamicisiana possono riconoscersi (come un po’ mi ci riconosco io) e scrivo questa lettera anche a nome loro. Se sbaglio mi smentiscano, prendano le distanze da me. Chiederò loro scusa.
Per quanto mi riguarda sarà il Direttore, se lo ritiene opportuno, a dare giudizi caustici, anche se velati come ha fatto lei, circa il mio modo di scrivere. Non lei.
Con i migliori auguri.
Agostino G. Pasquali






















