Viterbo CONSIDERAZIONI Quando sono costretto ad uscire mi copro al meglio
di Ivano Aidala
Non sono mai riuscito a capire veramente perché l'oroscopo me lo debbano fare gli altri; debbo leggerlo su giornali quotidiani e periodici, debbo sorbirmelo in televisione, e via così.
E allora, quest'anno, il 'mio' oroscopo voglio predirmelo io. Vedremo come andrà a finire. E partiamo dall'inizio.
GENNAIO
Mese piuttosto gelido, e quest'anno con un assaggio di neve. D'altra parte, siamo in pieno inverno e quindi va bene così.
Quando sono costretto ad uscire mi copro al meglio, affronto le intemperie e quelli che mi salutano parlando del freddo, come se io me ne accorgessi soltanto dopo le loro rimostranze verso il gelo ed il vento che lo sostiene aiutandolo a correre dappertutto.
Ovviamente, io sogno la primavera e vedendo addirittura alla TV gente che fa il bagno in zone baciate dal sole tipo agosto, ecco che ricorro all'invidia più sincera
come deterrente inevitabile.
FEBBRAIO
Corto e amaro. Lo sentivo dire da mia nonna fin da quando andavo all'asilo.
Ed ancora oggi è praticamente così, malgrado i tempi siano 'maledettamente' cambiati in molti altri settori della nostra vita quotidiana.
In questo mese mi getterò negli affari, cercando di comprare a dieci e di vendere a cento. Oddio, non sarà facile, ma molti ci sono riusciti e ci riescono, ed io perché non dovrei?
MARZO
Mese cosiddetto pazzo (forse perché anche io sono nato in questo mese). E pure questa era una frase detta e ripetuta dalla mia solita nonna (gli altri parenti, zie e zii, cugini, nonni, eccetera, nessuno che si pronunciasse...).
Quindi, meglio non prendere iniziative, meglio 'vegetare' in attesa di tempi migliori, magari dai prossimi trenta giorni.
APRILE
Bello e rilassante, anche perché mia nonna - dolcissima - ripeteva sempre che in questo mese è dolce dormire.
Starsene in panciolle, magari a vedere gli infaticabili muratori, i vigili urbani, i panettieri ed i postini che lavorano per portare a casa la sudata paga.
MAGGIO
Vacci adagio (è sempre la mia adorabile nonna a pontificare; tra l'altro riusciva a sfoderare un proverbio ogni cinque minuti)
Aveva, come sempre, ragione ed io ero perfidamente contento che l'avesse. Non che non mi andasse di lavorare, ma riposare è comunque gradevole.
GIUGNO
Sbattici il grugno (e non domandatemi chi me lo ha detto): starsene comodo, in pantofole e dirimpetto al televisore, magari con qualche giornale - quotidiano o periodico che sia - accanto, pronto a soddisfare tutte le curiosità provocate dai titoli, tipo: uccide il fidanzato che l'ha piantata; ladri acrobati salgono al quinto piano di un palazzo e si portano via anche i mobili; si abbuffa in un ristorante di lusso e se ne va senza pagare. Io mi adopererò con qualche lavoro occasionale, tanto per pagarmi le ferie del settimo mese.
LUGLIO
Caldo tradizionale e quindi nun me va de lavorà, malgrado un ennesimo esempio di chi lavora anche oggi. Io, comunque, sono per: voja de lavorà sartame addosso e tu pigrizia non m'abbandonare, almeno per questi trentuno giorni.
AGOSTO
Moglie mia non ti conosco (ammesso che negli altri mesi, o anni, l'abbia conosciuta). Agguanterò il microtelefono ( o come diavolo si chiama adesso) e cerco qualche vecchia conoscenza tipo liceo classico o ragioneria. Troverò, alla fine, chi cerco e mi farò una vacanzina extra, mejo de gnente.
SETTEMBRE
Ed ecco che, voja o nun voja, toccà riprendere a combinare qualche cosa di utile. Farò il massimo (?) con il minimo sforzo e via così. Tanto, prima o poi (e purtroppo, poi) arriveranno le feste natalizie.
OTTOBRE
Arriva qualche pioggia indesiderata, un po' di tramontana (che, 'tacci de Pippo' non ci lascia mai in pace facendosi una tranquilla vacanza) e, pur lavorando, fantasticherò sulle prossime feste di fine anno, sperando nel meglio. Chissà...
NOVEMBRE
Ecco il mese più triste dell'anno. Ma è meglio cancellare pensieri mesti e lasciare che questi trenta giorni se ne vadano quanto prima (il che è impossibile, ma hai visto mai?).
DICEMBRE
Attenderò con malcelata impazienza giorni allegri malgrado le solite spese per parenti, amici, superiori ed affini. Ed aspetterò il fine anno per elencare gli infiniti propositi positivi in riferimento ai prossimi trecentosessantacinque giorni.
Ecco qua: questo che avete letto - sempre che lo abbiate letto - è l'oroscopo personale, che mi sono creato da solo, senza bisogno che me lo suggerisse qualcun altro.
Fate così anche voi. Se poi le cose non andranno come le avete programmate, pazienza. Cancellate tutto e fatevi un altro oroscopo. Prima o poi ci azzeccherete.
Scommettiamo?
Grazie a cari saluti con nuovi Auguri, auguri, auguri!.
Ivano Aidala






















