Viterbo RIFLESSIONI E adesso veniamo al .. resto del carlino
di Giuseppe Bracchi

 

Personificazione della Pace, Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buon Governo, 1337-1340, Palazzo Pubblico, Siena

Si parli, si sparli, purché di me si parli!

Questa citazione che fu, l’ho presa in prestito solo ed esclusivamente per pregare tutti coloro che vorranno partecipare alla polemica di fare riferimento nel bene o nel male alla mia sola persona, lasciando dunque da parte, perché totalmente estranei, genitori, fratelli sorelle, mogli, figli o parenti stretti vicini e lontani.

Sono stato chiaro sig. Luigi Torquati?

E adesso veniamo al .. resto del carlino.

PUNTO PRIMO: Arrogante? Presuntuoso? Rimando queste accuse al sig. Luigi Torquati che le ha formulate nel suo intervento e nei miei confronti con tanta sicumera. Chi mi conosce bene – e sottolineo bene – sa perfettamente che quelle sono due “prerogative” e difetti che non mi appartengono.

Ovunque sono passato, ho lavorato o lavoro, sia occasionalmente in veste di avvocato o difensore del vincolo, presso il Tribunale Ecclesiastico regionale Umbro, sia presso redazioni di radio, televisioni o giornali durante i miei 27 anni di giornalismo (perché giornalista mi ritengo), o davanti allo sportello di qualsiasi ufficio postale dove tutt’ora esplico con onore la mia attività, ho sempre lasciato in tutti coloro con i quali sono venuto in contatto un’ottima impressione ed un caro ricordo.

Tempo fa, lo stesso Direttore dell’Ufficio postale di Montefiascone, dove ora svolgo la mia attività, mi ha notificato una lettera di encomio a firma di un utente dell’Ufficio, per il mio comportamento sempre disponibile ed improntato all’educazione ed alla disponibilità, utente che peraltro nella missiva teneva a sottolineare, fra le altre cose, di non aver avuto mai, in passato o nel presente, alcuna relazione né di parentela né di altra natura con lo scrivente.

PUNTO SECONDO: Assolutista? Rimando quest’accusa al sig. Luigi Torquati, che l’ha formulata nei miei confronti con altrettanta sicumera. Mio nonno si chiamava Bracchi Gino ed aveva un fratello che si chiamava Alfredo.

Entrambi socialisti di ferro ed in un periodo durante il quale la maggioranza degli italiani gridava viva il Duce, non vollero sottostare alle imposizioni fasciste e per questo motivo venivano spesso prelevati dalle camicie nere dalle rispettive abitazioni, incuranti della presenza dei figli in tenera età e condotti a Roma per essere interrogati o rinchiusi in carcere. Nonno Gino è morto d’infarto a soli 43 anni, dopo aver perso il suo posto di lavoro perché si era rifiutato di fare la tessera del fascio. Tralascio altri particolari per non tediare ulteriormente.

Non sopporto, pertanto, le dittature sotto qualsiasi forma o veste si incarnino o si presentino. Nei miei articoli, come ben sa il Direttore de lacitta.eu, Mauro Galeotti, ho sempre parlato in difesa della vita: dal concepimento alla morte naturale, in difesa della famiglia tradizionale, quella formata da un uomo e da una donna, in difesa del presepe quale simbolo della cristianità di cui andare fieri ed essere orgogliosi, e di altri argomenti, di natura politica, sociale ed economica, sempre nel massimo rispetto di tutti e di tutto. Spesso some supporto alle mie convinzioni mi sono servito anche di citazioni di coloro che io reputo, con i loro insegnamenti e le loro opere miei maestri e precettori: è forse un reato?

Parlare in difesa della vita, della famiglia, del presepe, dei cristiani perseguitati in diverse parti del mondo, significa pontificare o essere assolutisti? Allora credo di essere in buona compagnia: Papa e Vescovi inclusi.

PUNTO TERZO: Immodestia? Rimando l’accusa sempre al sig. Luigi Torquati. Sono iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Elenco pubblicisti dal 10/10/1989, dunque sono un giornalista. Mi sono laureato nel 2005 in Diritto canonico, presso la Pontificia Università Lateranense, dunque sono un dottore. Dove sta scritto che chi intende fregiarsi di titoli o all’occorrenza esibirli, è immodesto? Forse sono tutti immodesti coloro che esibiscono o si scambiano biglietti da visita? Sono tutti immodesti coloro che sulla pagine di un elenco telefonico fanno precedere al nome cognome e numero civico, il titolo di dottore o professore?

Non mi sono mai vantato di nulla, ma al contempo se lauree ed iscrizioni ad un albo, sia esso dei giornalisti, dei geometri o degli ingegneri sono fatti e titoli che hanno un valore legale e, quindi, una dimensione pubblica, esibirli in pubblico non è né immodestia, né arroganza, né presunzione. Anacronismi? E’ un fatto di gusti e di opinioni.

PUNTO QUARTO: Come tutti gli esseri umani ho i miei principi e le mie idee religiose, politiche, sociali e quant’altro. I miei principi e le mie idee non sono disposto a barattarli o a negoziarli con chicchessia e per nessuna ragione al mondo. Spesso rendo pubbliche le mie idee ed i miei principi, con scritti o a parole, ma sempre nel massimo rispetto di tutti e di tutto.

E’ chiaro che in democrazia, ciò che si scrive, può far piacere o meno, può essere accolto o rifiutato, si può essere d’accordo o in disaccordo, si può apprezzare oppure no, lo si può considerare oppure no. Mi sembra cosa ovvia e del tutto normale. Dunque perché sprecare parole per parlare del sesso degli Angeli? Non sarebbe normale il contrario, caso mai. Ovvero che tutti fossero d’accordo con te, giacché allora sotto certe smancerie, si potrebbero nascondere opportunismi, adulazioni o quant’altro. Tranquillo, dunque, sig. Luigi Torquati, lo scrivente non ce l’ha con lei per nessuna ragione al mondo.

PUNTO QUINTO: Per il momento ho una sola ragione di vita per recarmi nella mia città nativa: la mia dolcissima mamma, che ha ottant’anni, è sola, vedova ormai da 4 anni e verso la quale ho un debito di rispetto, onore, gratitudine ed amore grandissimo, come ogni figlio ha per la mamma.

Giuseppe Bracchi

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

chi è on line

Abbiamo 1603 visitatori online

 

 I libri

di Mauro Galeotti

 

Cartonato - pag. 246 - euro 25,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it

Cartonato - pag. 808, a colori
da euro 120,00 a euro 80,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it