Viterbo CRONACA "Ma mi faccia il piacere…" avrebbe detto Totò

Leonardo Michelini, sindaco di Viterbo
ACQUA ALL’ARSENICO – E’ stato comunicato che, dal 1° gennaio corrente, l’acqua che arriva nelle nostre case non contiene più arsenico.
Il nostro Sindaco, forse memore della credibilità che riscuote la Pubblica Amministrazione, a sostegno della credibilità della stessa, ha affermato che la sua signora gli ha preparato il caffè con l’acqua del rubinetto.
A me, nell’apprendere ciò, è venuta in mente una storiella che si raccontava su Winston Churchill: a Winston Churchill, durante una conversazione, una signora che evidentemente non lo aveva in simpatia, disse: “Se fossi stata sua moglie gli avrei preparato un caffè con del veleno”. Al che lo statista rispose prontamente: “Se lei fosse stata mia moglie, signora, avrei bevuto quel caffè molto volentieri”.
"MA MI FACCIA IL PIACERE…" - Qualche giorno fa, e se vogliamo rimanere in tema di baccaionate, diciamo l’anno scorso, un ladruncolo “di polli”, che si era appropriato di qualcosa in un supermercato, è stato arrestato da agenti della Polizia Locale che si trovavano all’uscita dello stesso per altre incombenze. L’attenzione degli agenti era stata richiamata dal personale del supermercato che, accortisi del delitto, avevano rincorso il malcapitato il quale, ironia della sorte, nella fuga era andato a cadere proprio nelle mani degli agenti.
Fin qui niente di anormale, ma pubblicare sulla stampa locale la foto del Comandante della Polizia Locale con tanto di encomio da parte dell’assessore al ramo, come se fosse stata sventata chissà quale azione delittuosa o come se fosse stato compiuto un atto eccezionale ed insolito, non è sembrato molto elegante, se vogliamo usare un eufemismo per non dire derisibile. Perché, viene da chiedersi, non si dà fiato alle trombe nella stessa maniera, anche quando, il medesimo personale, non agisce come dovrebbe in altri casi ben più eclatanti? "Ma mi faccia il piacere…" avrebbe detto Totò.
SEMPRE IN TEMA DI VIGILI URBANI – Sempre in tema di vigili urbani i mezzi di comunicazione di massa hanno portato a conoscenza che l’83,5% dei Vigili Urbani di Roma hanno accusato di essere malati durante le ultime festività di capodanno.
La cosa non credo che abbia meravigliato più di tanto; quello che ha meravigliato è stato il Comandante degli stessi il quale è sembrato cadere dalle nuvole ed ha preannunciato, così come il Sindaco, provvedimenti disciplinari.
Che strana amministrazione comunale a Roma: da una parte si minacciano addirittura licenziamenti per una falsa malattia, dall’altra si accampano le motivazioni più incredibili per reati ben più gravi, quali la corruzione e la concussione, per i quali è stata promulgata, di recente, addirittura una nuova legge. Forse il Sindaco Marino, e qualche suo collaboratore, prima di parlare farebbero bene a riflettere, magari davanti ad uno specchio.
LO VEDI, LA C’E’ MARINO… LA SAGRA C’E DELL’UVA…- Gli stessi mezzi di comunicazione di massa hanno altresì portato a conoscenza che, sempre a Roma, su ventiquattro unità di personale addetto alla conduzione dei mezzi di trasporto della metropolitana soltanto sette avevano prestato servizio nel medesimo periodo di festività.
Per questi conducenti non è stato comunicato se il Sindaco Marino abbia preannunciato provvedimenti sanzionatori; ma in questo caso il silenzio del Sindaco è comprensibile: i conducenti della metropolitana conducono i mezzi della stessa, il Sindaco conduce l’amministrazione del Comune e, come si dice, tra cani non si mozzicano.
CHISSA’ COME SE NE SONO ACCORTI – Dato per scontato che la notizia sull'assenza dal servizio dei vigili urbani sia vera, un mio amico che vive a Roma si chiedeva come avessero fatto ad accorgersi di una così rilevante assenza di unità di personale, dato che, anche a Roma, per incontrare un vigile per strada ci vuole la bacchetta del rabdomante.
“Non ti lamentare - gli ho risposto – se si sono accorti delle varie assenze vuol dire che le cose funzionano meglio che da noi, perché se a Roma i vigili non si vedono perché non ci sono, da noi ci sono, ma non si vedono”.
Siamo sotto Natale e la frase “Mistero della fede” che il sacerdote pronuncia durante la celebrazione della santa messa non pare fuor di luogo.
I LEONI DI FIRENZE – Gli avvenimenti pertinenti i vigili urbani della capitale mi hanno richiamato alla memoria una simpatica storiella che circolava a Firenze. Due leoni, racconta la storiella, scappano dallo zoo di Firenze e, ciascuno per suo conto, cominciano a girovagare per la città.
Uno di questi viene catturato il giorno dopo e viene riportato allo zoo, l’altro, invece, viene catturato alcuni giorni più tardi e viene rimesso in gabbia insieme al primo leone. Nel vederlo il leone che era stato ripreso per primo gli chiede: “Oh come tu ha fatto a non farti prendere… a me mi hanno subito ripreso per fame…”. “Gli è stato – dice in risposta l’altro leone – che mi ero messo vicino al Comune, e ogni giorno mangiavo due impiegati… non se ne è accorto nessuno”.
PRESEPI A SANTA BARBARA – Il parroco della chiesa di S:Barbara, in occasione del Santo Natale, ha stimolato la fantasia dei ragazzi della parrocchia invitandoli a realizzare una personale raffigurazione del presepe ed a portarla in parrocchia dove sarebbe stata esposta insieme alle altre. Orbene la fantasia di un ragazzo è arrivata a raffigurare l’aula parlamentare di Montecitorio ponendola al centro della sua rappresentazione.
Il fatto mi ha richiamato alla memoria lo spettacolo teatrale “Enrico 61” che Renato Rascel calcò sulle scene a Roma nel 1961 in occasione della commemorazione del centenario dell’unità d’Italia.
Durante quello spettacolo, alla domanda di dove fosse nato Gesù Bambino, perdonate se i dettagli ormai mi sfuggono, Rascel rispondeva: “A Montecitorio”, “Come” replicava l’altro attore “non è nato a Betlemme in una mangiatoia?”.
“E meglio di quella di mangiatoia” concludeva il piccoletto. Che la fantasia di quel bambino sia stata aiutata dal nonno? Qualche dubbio mi viene.
Baccaione






















