Viterbo CRONACA Venerdi' 9 gennaio 2015 il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo ha reso omaggio alle vittime viterbesi della Shoah
Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha sostato in silenzioso raccoglimento dinanzi all'abitazione delle tre vittime della barbarie nazista, abitazione sul cui muro da alcuni anni una lapide le ricorda e nella pavimentazione stradale che ne fronteggia l'ingresso questo 8 gennaio sono state collocate dall'artista Gunter Demnig tre "pietre d'inciampo" con i loro nomi: Emanuele Vittorio Anticoli, sua figlia Letizia Anticoli e il marito di lei Angelo Di Porto.
Dopo l'austero omaggio reso nel silenzio e nella meditazione, il responsabile del centro viterbese per la pace e i diritti umani ha voluto ricordare anche alcune luminose figure di uomini che subirono la deportazione nei lager nazisti e che gli sono stati maestri generosi e indimenticabili di impegno morale e civile, di testimonianza di umanita', di nonviolenza: da Vittorio Emanuele Giuntella a Primo Levi, da Lello Perugia a Shlomo Venezia.
Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha anche rivolto un pensiero di sincero ringraziamento all'amico Giovani Battista Sguario, lo studioso che ha ricostruito la vicenda della famiglia deportata e grazie alle cui ricerche anni addietro finalmente la citta' di Viterbo e la sua amministrazione civica hanno recuperato la memoria della tragedia ed hanno finalmente reso omaggio alle vittime, memoria e omaggio che la posa delle "pietre d'inciampo" di Demnig ora rafforzano.
La memoria delle vittime, ha concluso Peppe Sini, costituisce un appello: nel nostro ricordo le vittime ci parlano ancora, ci chiedono ancora di essere fedeli alla loro innocenza, ci convocano ad impegnarci affinche' mai piu' si diano stragi, mai piu' uccisioni; ci esortano alla lotta in difesa del diritto di ogni essere umano alla vita, alla dignita', alla solidarieta'; ci esortano alla pace, alla giustizia, alla misericordia; ci esortano alla scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
Proprio in questi giorni in cui terrorismo e guerre tanto sangue umano innocente vanno spargendo ovunque nel mondo; proprio in questi giorni in cui a ridosso del nostro paese, dalla Francia alla Libia al Mediterraneo, la violenza omicida, la violenza razzista, la violenza totalitaria provocano nuove vittime, il ricordo delle vittime della Shoah ci illumini e ci persuada ad adempiere con tutte le nostre forze i nostri doveri di esseri umani: a riconoscere che vi e' una sola umanita', che tutti gli esseri umani appartengono ad un'unica famiglia in un unico mondo casa comune dell'umanita' intera, che ogni essere umano ha diritto alla vita; ad operare sempre e solo per salvare le vite, per il bene comune, per la pace, la condivisione, la convivenza, la misericordia.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.






















