Viterbo RACCONTO La caffettiera l’ho pulita ieri. Per fare prima
di Cesare Pepponi

 

Mi sta portando via. Questo suono stridente. Mi sta portando via.

Da dove? Già faccio fatica a ricordarlo. Forse era il mare…forse era… non lo so… qualcosa di bello però.

Eppure… ero sicuro di avere gli occhi aperti, invece no. Forse era il mare che stavo sognando?  Li sto aprendo solo ora gli occhi… ed è già oggi. Oggi!

Fosse stato un altro giorno non importava che fosse oggi. Avrei spento la sveglia… si fa per dire… avrei aspettato la seconda o la terza, ne imposto tre di solito. Giusto per essere sicuro di svegliarmi.

Ma oggi no, oggi basta la prima. Forse già là, in riva al mare, prima di aprire gli occhi, già là aspettavo la prima sveglia. Già là sapevo che oggi sarebbe stato un giorno importante.

Tra dieci minuti suonerà la seconda e tra venti la terza.

Ho bisogno di ossigeno, il più possibile. C’è puzza di chiuso, di notte passata. Devo aprire subito la finestra. L’ossigeno fa lavorare il cervello. Più ce n’è e meglio è. Non c’è limite all’ossigeno, se ne può avere in abbondanza.

Meglio che tolga subito la seconda e la terza sveglia. Subito. Meglio che non suonino. Visto che sono già sveglio potrebbero darmi l’impressione di non aver dormito abbastanza. Di non aver trascorso quei venti minuti in dormiveglia.  Quei venti minuti che sembrano così essenziali di solito! E se lo fossero! Bisogna dormire otto ore per dare il massimo. E le ore in dormiveglia? Vanno contate intere o a metà? Meglio non pensarci.

La caffettiera l’ho pulita ieri. Per fare prima.

Un cucchiaino, due, tre, e al quarto la polvere di caffè inizia a fare la montagnola al di sopra del bordo del filtro.

Il caffè mi sveglia, e mi manda al bagno. Come se la giornata non avesse principio senza. Mi sveglio già con l’idea del caffè, e della sigaretta. Caffè e tabacco. Dicono che vengono dall’America. Ma se non ci fosse stato Cristoforo Colombo! Penso. Come facevamo? Cristoforo Colombo… 1492… giusto?… E prima?... Andavano al bagno anche prima?

Non devo esagerare con il caffè. Poi mi rende nervoso. Meglio non farla troppo alta la montagnola. Mezzo centimetro. Non più.

Oggi è un giorno importante, se esagerassi con il caffè diventerei troppo nervoso. Non con questo, ma con il prossimo. Arriverò in anticipo. Durante l’attesa fumerò una sigaretta. Poi… anzi prima… mi prenderò un caffè. Ne sono certo! Devo lasciar spazio al secondo caffè, e non dovrò essere nervoso per nessun motivo. Al diavolo la montagnola.

Il caffè lo misuro a livello con il bordo del filtro. Non più. Al diavolo la montagnola! Devo lasciar spazio al secondo.

Sono nervoso. Perché? Perché si! Tutti sarebbero nervosi!

Tutti? E se fosse il caffè? Non è il caffè. Il caffè mi sveglia. Sarebbe follia non prenderne ora! Follia!

Sono nervoso perché oggi è un giorno importante! Lo sarebbero tutti.

Uscirò di casa tra venti minuti. Sarò sveglio. E potrò anche prendere il secondo caffè! Potrò? Si potrò perché non ho fatto la montagnola.

Due caffè, e una pasticca.

Una? Una di solito. Oggi devo abbassare l’adrenalina. Una e mezza. 1.5 mg e non dovrò preoccuparmi di niente.

Sono sveglio. Ho preso il caffè. Una pasticca e mezza e non sarò nervoso.

Tra venti minuti sono fuori casa. Tra un’ora sono in aula.

La pasticca inizia ad agire dopo mezz’ora.

Sveglio e non nervoso!

Carboidrati. Fanno lavorare il cervello! Ma non troppi oggi. Devo stare sveglio, non appesantito e tranquillo.

Un cornetto, anzi mezzo.

Il caffè mi rende nervoso. No anzi mi sveglia. Il secondo caffè come previsto, poi il cornetto, anzi mezzo. Non ho fame. Probabilmente non l’avrò.

La pasticca e mezza la prendo fuori il cancello di casa.

Poi venti minuti e sono lì.

Bene.

Esco di casa tra cinque minuti, pasticca e mezza.

Al bar cornetto e caffè.

Il cornetto lo porto in strada e lo butto metà nel cassonetto lì accanto.

Bene.

Ci sarà spazio per  una sigaretta, forse due.

Bene.

Perfetto.

Con i caffè sarò sveglio e con le pasticche non dovrò preoccuparmi di essere nervoso.

Perfetto.

Sono nervoso. Ancora.

Tra dieci minuti entro in aula.

Sono sveglio… si… tranquillo… anche.

Ho previsto tutto, tutto tranne… eh… tranne questa nuvola. Che meraviglia! Questa nuvola grande, grigia e viola. Grigia di base, poi tinta di rosa e viola come solo loro sanno fare; così meravigliosa che di fronte a lei anche il maestro pittore s’arrenderebbe! Hai capito che ho caldo? Il caldo mi rende nervoso. L’hai capito vero? Mi regali l’ombra… e la brezza… e i gabbiani. I gabbiani… a Viterbo!  

Ah Ah, cosa ci fanno qui questi due gabbiani? Che belli! Chissà cosa cercano in quel cassonetto! Che fai, che vuoi da me?  Non ho niente… vuoi fumare?... Ho solo questa! Non ho da mangiare. Ma che vuoi?… vola! C’è il mare non lontano da qui! C’è il mare! Con le conchiglie, i pesci… la sabbia… vola! Che vuoi da me? Io devo entrare in aula!

Perché perdi tempo? Vola!

 Cesare Pepponi

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