Vetralla CRONACA FAMILIARE Sarebbe stato il primo “maschicidio” per la carriera della Bruzzone e di tutti quei grotteschi avvoltoi che si aggirano negli studi televisivi
di Emma, una casalinga di Vetralla

- Sottomessaaaa!!! A chi? Giovà, tu e Adinolfi, lo sapete dove avete da annaà??? A fan …. –
- Nena! Che succede?, aspetta che vengo li! –
Direttore mio, mi è toccato correre di là, a casa di Nena, perché, sentendo rumore di pentole e strilli, ho capito che stavamo per finire a Porta a Porta o a Quarto Grado.
Sarebbe stato il primo “maschicidio” per la carriera della Bruzzone e di tutti quei grotteschi avvoltoi che si aggirano negli studi televisivi, dilaniando, senza pietà, i resti delle povere vittime dei fattacci degli ultimi cinque anni, simulando, maldestramente, una partecipazione umana che non provano.
Ho sceso di corsa le mie scale, per risalire quelle di Nena e toglierle dalle grinfie il malcapitato marito che, avevo capito in un lampo, si era permesso di concordare con la sciagurata sparata del giornalista Adinolfi, ospite de La Zanzara, sul fatto che la buona moglie cattolica deve essere sottomessa e fare la pietra di fondazione di una famiglia in cui il marito e i figli spadroneggiano e la martire accontenta tutti e sorride pure, poi va a Messa, ma prima deve confessare al prete il peccato mortale di aver, per un attimo, pensato di compiere una strage domestica, preceduta da sottili e diaboliche torture.
L’imprudente Giovanni stava barricato nell’angolo della cucina, usando come scudo la porta aperta, saldamente trattenuta per la maniglia. Dall’altro lato della porta, una Nena inferocita, armata di padellone inox superpesante, cercava di stanarlo, mentre lo ricopriva di improperi, con impeccabile stile coatto-borgataro di Centocelle.
Lo so, ultimamente ho raccontato spesso questi episodi di crisi familiare della mia amica del cuore, ma, purtroppo, mi sembra che ultimamente il virus sia abbastanza diffuso, sia in Italia che all’estero. D'altronde, la differenza con il passato sta soltanto nell’atteggiamento delle donne che, oggi, si permettono di reagire, a volte eccedendo, alla spesso inconsapevole mancanza di rispetto che gli uomini perpetrano da secoli, pure convinti di essere amorevoli e magnanimi nei confronti di quella donna che amano profondamente, almeno quanto il loro SUV e il loro cane da caccia!
Bisogna ammettere che esistono anche situazioni di segno opposto, in cui virago viziate e prepotenti tengono in ostaggio uomini bonaccioni e dipendenti, usandoli come lacchè.
Non mancano le femministe “integraliste”, esageratamente capziose e nemiche degli uomini, ma credo siano anime malate di insicurezza, almeno quanto gli uomini maschilisti ad oltranza, gli estremisti politici dei due poli opposti e gli integralisti di ogni setta o religione.
Fortunatamente, esiste anche la via di mezzo, qualche bella famiglia serena, fondata su una coppia solidale e paritaria, che lascia fuori della porta di casa le meschinità e i complessi di inferiorità e coltiva un amore complice e profondo, permeato di un naturale reciproco rispetto. E, solitamente, l’effetto benefico si vede anche nella personalità dei figli.
A casa mia, si viaggia a corrente alternata. L’Orso Bruno è tendenzialmente maschilista, ma compensa con l’affettività qualche piccola, istintiva, mancanza di rispetto. Io sono permalosa, ma spesso riesco a contenermi e mi limito a ironiche e gratificanti vendette. Dai figli è inutile aspettarsi gratificazioni perché il sano egoismo giovanile li trasforma in carri armati che travolgono inconsapevolmente ogni ostacolo, pur pretendendo coccole e amore rassicurante dai genitori. Quando, poi, si trasformano anche loro in genitori, spesso capiscono quanto hanno ricevuto e, se sei ancora vivo, cominciano a restituirti l’amore che hai seminato nel loro campo.
Nena è particolarmente irritata perché, in questi giorni, abbiamo seguito le molte vicende che accompagnano la recrudescenza dell’integralismo islamico, alternate alla rievocazione “ per non dimenticare” dell’eterno rancore semita nei confronti della Shoah. Per finire, ci è capitato di seguire un approfondimento sulla strage medioevale di streghe, levatrici e donne di polso, perpetrata dalla Santa Inquisizione con la scusa dell’eresia.
Già ci eravamo indignate per l’esternazione di Papa Francesco sul divieto di aborto e sull’incitazione ai medici di opporre l’obiezione di coscienza alla scelta di interruzione della gravidanza. Piuttosto, vietate agli uomini di sfogare i loro bassi istinti pretendendo di non usare precauzioni, per poi lasciare le donne nelle peste per tutta la vita, con un figlio da crescere senza i mezzi economici e l’aiuto dello Stato!
Quando metti su un piatto della bilancia tutto il pacchetto, purtroppo l’altro piatto viene catapultato fino alle stelle e ti sale dentro una rabbia sorda, atavica, un senso di ingiustizia incontenibile e un dolore profondo per l’amore tradito di tutte le donne della storia. E ti rammarichi anche per i gay, in difesa di quel dominante lato femminile che trasforma persone col corpo di uomo in rappresentanti del terzo sesso, ancora più perseguitati e sviliti da maschi terrorizzati di scoprire in se stessi lo stesso dualismo.
Che c’è? Sembro troppo filosofa ed evoluta per essere una casalinga? Siamo nel 2015 e, anche se non si è conseguita una laurea, per evolversi basta fruire degli innumerevoli mezzi di informazione e leggere qualche libro. L’intelligenza è una dotazione di fabbrica, non si compra a scuola!
La scelta di una vita semplice non è sintomo di ignoranza o di incapacità, come poteva essere in passato, è una scelta di vita o una condizione obbligata, determinata dalla mancanza di opportunità o dalla “scelta personale” di non abortire e di trasformare un errore di gioventù in un progetto di vita.
Comunque, per tornare alla mia piazzetta, sono riuscita a disarmare “Nena, l’Amazzone Assassina”, ho preso per un orecchio “Giovanni Cuor di Leone” e l’ho piazzato seduto a un lato del tavolo di concertazione (da Wikipedia: Con il termine di concertazione (termine mutuato dalla musica) ci si riferisce ad una pratica di governo ed un approccio alla gestione delle relazioni industriali, basata sul confronto e la partecipazione alle decisioni politiche ed alla contrattazione in forma triangolare: organizzazioni sindacali, organizzazioni dei datori di lavoro e autorità pubbliche).
Nena è stata sistemata, per prudenza, al lato opposto ed io, “la Mediatrice di Vetralla”, mi sono seduta tra i due contendenti.
Le risparmio la ramanzina che ho fatto sulla necessità di riflettere ognuno sui propri difetti e, se ancora c’è un amore sufficiente a desiderare una vita insieme, di provare a comportarsi reciprocamente con l’educazione e il rispetto che ognuno riserva persino agli estranei. Mi limito a riproporle la barzelletta con cui ho chiuso la riunione, per finirla “in caciara”:
Ci sono due ragazzi che il giorno prima del matrimonio vanno entrambi dalle loro madri:
Lei: "Mamma, come faccio a sposarmi? La mattina, appena sveglia, mi puzza l'alito!"
Mamy: "Cara, ti svegli prima di lui e lavi bene i denti!"
Lui: "Mamma, come faccio a sposarmi? Mi puzzano i piedi!"
Mamy 2: "Caro, ti svegli prima di tua moglie e ti metti i calzini!"
La mattina dopo il matrimonio... si svegliano contemporaneamente.
Lui: "Cara, scusami se ti sveglio a quest'ora, ma, hai visto i miei calzini?"
Lei non risponde e, dopo un po', lui le domanda ancora: "Lo so amore che è molto presto, ma sai dove sono i miei calzini?"
Lei non risponde e la cosa va avanti così fino a quando lui le grida davanti al viso: "Allora, sai dove caspiterina ho messo i miei calzini!?"
Lei arrabbiatissima risponde: "NO!!!"
Lui la guarda attonito e domanda: "Amore??? ti sei mangiata i calzini!?"
Emma, una casalinga di Vetralla






















